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luglio 15, 2006 Demos Eurisko

Effetto mondiali per il governo Prodi

Ma per il 46% cadrà prima del 2011. Napolitano, fiducia a quota 87

Per Demos Eurisko 6 italiani su 10 promuovono l´operato dell´esecutivo e del premier
Consensi bipartisan per il Capo dello Stato. Giudizi positivi su Berlusconi dal 43%
Il presidente del senato Marini valutato positivamente dal 65,9. Bertinotti al 58,7.

 

 Si respira un clima di straordinaria fiducia, nel nostro paese. Un virtuoso mix di fattori contribuisce, in queste settimane, ad avvicinare i cittadini alle istituzioni, a far lievitare il consenso verso le forze di governo. Lo mostrano in modo chiaro i dati dell´ultimo sondaggio Demos-Eurisko, che nei giorni scorsi ha rilevato le opinioni di un ampio campione di 1500 italiani.
Sarà "l´effetto mondiale": il compattamento attorno alla spedizione azzurra e l´iniezione di spirito nazionale fornita dalla conquista della quarta coppa del mondo. Ma il grado di consenso verso le istituzioni dello Stato, registrato nel corso della settimana, si attesta su valori altissimi. I presidenti di Camera e Senato, Bertinotti e Marini, vengono visti positivamente da circa sei persone su dieci. In particolare, il Presidente della Repubblica, reduce dalla festa berlinese, riscuote il favore di quasi nove intervistati su dieci. Giorgio Napolitano, peraltro, si presenta oggi come figura super partes: l´apprezzamento nei suoi confronti attraversa i confini degli schieramenti e i giudizi positivi sfiorano l´80% anche tra gli elettori di centrodestra.
Il momento favorevole sembra estendersi un po´ a tutti i soggetti politici, anche se sono soprattutto le forze (e gli esponenti) dell´attuale maggioranza a trarne beneficio. E´ indubbio che Prodi ed alcuni membri del suo governo – in particolare il ministro Melandri - siano stati particolarmente fortunati e abili nel legare la propria immagine alla vittoria tedesca, ma i valori registrati dal sondaggio paiono andare oltre l´impulso galvanizzante che proviene dalla Germania. L´azione dell´attuale compagine governativa e del suo leader vengono promossi, infatti, da quasi sei persone su dieci. Ricordiamo come, alla vigilia delle elezioni, appena il 36% attribuisse un giudizio positivo all´allora opposizione di centrosinistra. E probabile – gli studi condotti da altri istituti nazionali lo confermano – che il rimbalzo negli indici di fiducia, anche se in dimensioni molto più ridotte, preceda la spinta fornita dal successo sportivo. Del resto, gli analisti dell´opinione pubblica parlano, tradizionalmente, di "luna di miele" per descrivere il bonus di fiducia che spesso accompagna i mesi successivi alla formazione di un nuovo governo. Seppellite le armi dello scontro elettorale, i cittadini sentono il "bisogno di fidarsi", tanto più all´indomani di un confronto lungo, aspro e serrato, come quello appena concluso (dopo l´appendice referendaria di qualche settimana fa).
Ma, ai fattori citati finora, tutti contingenti - vale la pena sottolinearlo –, di carattere perlopiù emozionale, se ne aggiungono forse altri, di natura sostanziale. E´ difficile misurarne l´impatto sugli indici di apprezzamento, ma alcuni provvedimenti proposti dal nuovo esecutivo incontrano, indubbiamente, il plauso degli elettori. E´ così, in particolare, per il pacchetto di liberalizzazioni contenute nel decreto Bersani, giudicate positivamente dalla maggioranza degli intervistati (e dal 40% degli elettori della CdL).
Le maggiori insidie all´attuale maggioranza, per converso, sono di natura "congenita" e discendono dal precario risultato del 9-10 aprile. I numeri parlamentari non consentono ampi margini di manovra e i cittadini sembrano consapevoli della fragilità dell´attuale coalizione di governo: così, se il 42% ritiene che il governo Prodi reggerà fino alla scadenza naturale del mandato, ben il 46% degli intervistati prevede un avvicendamento a Palazzo Chigi prima del 2011.

FABIO BORDIGNON

Repubblica 15.7.2006