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Le guerre di religione non le vuole nessuno. Ma l’inquietudine per le distinzioni di credo e cultura non mancano di fare sentire la loro voce all’interno dell’opinione pubblica italiana. La realtà italica non appare chiusa. Blindata verso il mondo islamico. Essa è però attraversata da lacerazioni, dubbi, paure, inquietudini. Il 48% degli abitanti del nostro Paese osserva con timore il confronto con il mondo islamico. Per una parte di questa fascia di popolazione, il 20%, la religione islamica costituisce un pericolo consistente. Si tratta di una minoranza della nostra popolazione, ma pur sempre presente. Un altro 28% appare meno netto nel giudizio, anche se ha comunque un relazione distaccata, sospetta, verso il mondo islamico. Ma il nostro paese non è formato solo da persone timorose dell’altro. C’è un consistente numero, quasi la metà del paese, il 46%, che invece non ha timori particolari verso il mondo dell’Islam. Da questo punto di vista non si può parlare dell’Italia come un paese chiuso. Anzi, il contrario. Metà dell’opinione pubblica si colloca su posizione di apertura e dialogo e, di questi tempi, il dato non appare affatto secondario o negativo. Certo, c’è una parte del paese, il 20%, che non aprirà alcun dialogo, che è chiusa per principio, ma vi è anche una quota di persone che oggi, pur assestate sul fronte della chiusura, possono essere disponibili a mutare il proprio atteggiamento. La loro paura appare più contingente che di principio e percorsi adeguati di relazione e scambio, possono essere anche forieri di nuovi e positivi risultati. La religione islamica costituisce un pericolo per tutti. Lei è:
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| del tutto d'accordo
| 20
| d'accordo
| 28
| nè d'accordo nè in disaccordo
| 2
| disaccordo
| 33
| del tutto in disaccordo
| 13
| non sa / non risponde
| 4
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Scritto da red giovedì 29 giugno 2006NOTA INFORMATIVA AI SENSI DELL’ART. 2 DELLA DELIBERA N. 153/02/CSP DELL’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI Dati archivio swg. Indagine monitor valori italiani 2005. realizzata su un campione di 2.400 italiani, con sistema Cati, indagini telefoniche e on line. Rilevazione continuativa in più parti dell'anno.
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