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QUAL è il vero ritratto dell'Italia dopo il voto alle elezioni politiche del 9 e 10 aprile? Il quadro tracciato da molti commentatori di un Paese spaccato a metà, difficilmente governabile, risponde al vero o la realtà è assai più articolata e densa di sfumature? E ancora. Quale strategia ha usato Silvio Berlusconi - nell'autunno 2005 sapeva di trovarsi in svantaggio di 10 punti rispetto al risultato di Forza Italia del 2001 - per la sua incredibile rimonta? Ed è esatto dire che il voto di aprile ha improvvisamente riaperto la questione settentrionale? «Normalmente gli studiosi pubblicano solo dopo molto mesi dalle elezioni le loro sofisticate analisi», dice il sociologo Renato Mannheimer. «Di fronte a tanti giudizi affrettati, polemiche e discussioni erronee sul voto del 9-10 aprile ho voluto riportare la discussione su dati di fatto e non su impressioni fugaci». Voglia di capire chi siamo e dove sta andando il nostro Paese. A sole tre settimane dal voto il professor Mannheimer con Paolo Natale, docente di Metodologia della ricerca e analisi dei sondaggi all'Università di Milano aveva già reclutato un team di 14 illustri docenti universitari ed esperti di scienze politiche e sociali, da Roberto Biorcio a Luca Ricolfi, da Nando Pagnocelli a Mauro Barisione e Paolo Segatti più due osservatori stranieri, lo storico inglese John Foot e il sociologo spagnolo Juliàn Santamaria Ossorio. A tutti loro ha chiesto di trattare con un linguaggio non tecnico vari aspetti - dai flussi elettorali all'orientamento del voto cattolico, dal ruolo giocato dalle tv all'uso dei sondaggi come strumento di comunicazione - della campagna elettorale più brutta, piena di insulti ed infinita della nostra storia. Una campagna che infine ha regalato la vittoria a chi è stato più abile nelle ingegnerie elettorali. S'intitola, L'Italia a metà, dentro il voto del Paese diviso, a cura di Mannheimer e Natale, editore Cairo (172 pagine, 13 euro) il risultato di questo lavoro collettivo, ora in libreria. La Lega che, grazie all'alleanza con il Movimento per l'autonomia di Raffaele Lombardo raggiunge in Sicilia ben il 4% dei voti mentre cala al nord (3% in meno in Veneto rispetto al 2004); Udc e An di Fini e Casini che stanno cambiando fisionomia incassando al nord i voti di elettori delusi da Fi. E ancora. La buona perfomance elettorale dell'Ulivo (sottolinea Paolo Natale come la lista unica alla Camera ha saputo attrarre ampie quote di elettori di centrosinistra: il 30% dei Verdi-Pdc, il 15% della Rosa nel Pugno, oltre il 10% di Rifondazione) ma anche la storia, ricostruita da Pagnoncelli, dei sondaggisti americani reclutati da Berlusconi. E, naturalmente, gli errori fatali per il Cavaliere: dal mancato accordo con i radicali, i pensionati e la lista Progetto Nordest alla suicida frammentazione in 3, 4 liste nelle circoscrizioni estere. Nel libro (primo di una collana che il sociologo curerà per Cairo) tra tabelle, dati e analisi, s'indaga attorno ai problemi aperti in quella notte da cardiopalma in cui l'Unione ha vinto per una manciata di voti. Avverte Mannheimer: «Non abbiamo voluto smussare le diversità di opinioni, ci sembrava più opportuno offrire punti di vista differenti, utili al lettore per ascoltare diverse argomentazioni e scegliere autonomamente la più convincente». Strabismo. L'immagine di un'Italia spaccata in due schieramenti, da una parte i sostenitori più o meno entusiasti del centrodestra dall'altra quelli di centrosinistra, secondo il sociologo non rispecchia la realtà del Paese. Esiste infatti una «terza Italia» politica (circa un terzo dell'elettorato) che è stata la misconosciuta protagonista di tutte le elezioni degli ultimi anni, comprese quelle del 9-10 aprile: «E' il decisivo mercato elettorale del nostro Paese». Di posizione e istruzione sociale medio-bassa, buoni consumatori di televisione (soprattutto di programmi di varietà e intrattenimento), poco interessati alla politica, poco fedeli nel voto, questi elettori si dichiarano di «centro» o «fuori dagli schieramenti» e vanno conquistati a ogni consultazione. Berlusconi, secondo Mannheimer, è stato il più abile nell'individuare questo segmento crescente del mercato elettorale su cui inizialmente faceva leva la Lega di Umberto Bossi. Delusi dal governo di centrodestra ma spaventati da certe uscite dei leader dell'Unione sulle tasse nella cabina elettorale non hanno tradito il Cavaliere. «Buona parte di quanti costituiscono la “terza Italia” politica dichiarava, fino agli ultimi giorni - più o meno sinceramente - di essere indecisa se votare o meno», sostiene Mannheimer. «Tra costoro, quasi il 60% ha affermato di avere, alla fine, scelto il centrodestra. E' dunque ragionevole ipotizzare che Berlusconi (forse con l'aiuto involontario di Prodi) sia riuscito, all'ultimo momento, a mobilitare questa fascia di elettorato». Ma c'è di più. Analizzando i flussi elettorali, Paolo Natale, smentisce certe teorie sulla poca fedeltà nel voto: la maggioranza degli elettori, magari turandosi il naso, non tradisce la sua coalizione del cuore per votare quella avversaria. Così sono proprio i cittadini della terza Italia, i più distanti e disillusi dalla politica e sensibili a certi slogan di stampo populistico a far segnare il goal nei tempi supplementari. Prodi e compagni sono avvertiti. Del resto il saggio sul voto dei cattolici di Paolo Segatti, ordinario di sociologia politica alla Statale di Milano è un altro campanello d'allarme per la maggioranza. Secondo i suoi dati, nel giro di pochi mesi, il centrosinistra ha perso il vantaggio che aveva nel 2005 tra gli elettori cattolici praticanti. Più Bonino meno voti? Paese diviso, paese attraversato da molteplici contraddizioni e da impressioni frettolose. E' Luca Ricolfi con Paola Ferraguti e Francesca Dallago a incaricarsi d'infilzare certe letture soprattutto giornalistiche che, visto il successo della Cdl nella maggior parte del nord, hanno scoperto una «questione settentrionale» con relativa pioggia d'inchieste ed editoriali su quella parte del Paese che invocherebbe meno laccioli e più modernizzazione. Chiara Beria di ArgentineLa Stampa 14 Giugno 2006
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