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Il tema della ricerca sulle cellule staminali si ripresenta con forza sul panorama dell’opinione pubblica italiana. Questo dopo l’apertura alla ricerca del neo ministro Mussi che ha ritirato la firma dal trattato europeo antitest. Una scelta in rottura con il passato. Sul tema sono intervenuti anche due studiosi, che manifestano posizioni opposte. Da una parte l’ex ministro e oncologo Umberto Veronesi afferma che “la riapertura del dialogo etico è un passo importante e imprescindibile, senza questo non ci può essere una svolta nel progresso scientifico”, dall’altra Angelo Vescovi (condirettore dell’istituto di ricerca sulle staminali del San Raffaele di Milano) perplesso sulla decisione presa dal ministro “sono contrario all’uso degli embrioni umani per la ricerca sulle staminali”. Ma qual è la posizione dell’opinione pubblica? Più rischi o vantaggi dalla ricerca sulle staminali? Lo studio sugli embrioni divide in due gli italiani. Oltre un terzo del paese (39%) è contrario agli esperimenti. Una opposizione dettata da motivi etici e religiosi. Ma anche una contrarietà fondata sulla valutazione del fatto che questo genere di ricerche comporterebbero più rischi che vantaggi.
Le sperimentazioni genetiche ed embrionali comportano per l'umanità più rischi che vantaggi. Lei è:
| | del tutto d'accordo
| 15
| d'accordo
| 36
| nè d'accordo nè in disaccordo
| 4
| in disaccordo
| 32
| del tutto in disaccordo
| 7
| non sa/non risponde
| 6
| Scritto da redmercoledì 31 maggio 2006 NOTA INFORMATIVA AI SENSI DELL’ART. 2 DELLADELIBERA N. 153/02/CSP DELL’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI Dati archivio swg. Indagine monitor valori italiani 2005. realizzata su un campione di 2.400 italiani, con sistema Cati, indagini telefoniche e on line. Rilevazione continuativa in più parti dell'anno.
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