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maggio 25, 2006 SWG

Il voto dei giovani

 

Come si sono espressi i giovani in queste elezioni politiche 2006 e quanto è stato decisivo il loro voto nella differenza tra Camera e Senato e nella vittoria di misura dell’Unione?

 

E’ stato già detto e scritto che in questa convulsa campagna elettorale, giocata sull’estremizzazione delle posizioni, sulla demonizzazione dell’avversario e sull’uso massivo della televisione, i giovani sono stati messi ad un angolo perché il loro riferimento è da alcuni anni Internet ed è qui che si formano le loro opinioni e si giudica il mondo dei “grandi”.

 

Non a caso, mentre il nostro Paese subiva l’overdose mediatica di Berlusconi che si proponeva, da un lato, di riprendere i consensi perduti alle europee 2004 e alle regionali 2005, e dall’altro di mobilitare l’Italia sommersa degli indecisi e dei delusi, i giovani rimanevano distanti dalla bagarre e piuttosto si informavano sui vari blog o sui giornali online in cui si criticava sia destra che sinistra e i loro leader politici.

 

SWG, oltre alle decine di migliaia di interviste telefoniche negli ultimi 4 mesi prima del voto, ha potuto usufruire di un osservatorio privilegiato avendo raccolto tra domenica 9 e lunedì 10 aprile quasi 50000 interviste degli internauti proveniente dai portali Libero.it, Studenti.it e dal panel di SWG; un discreto numero di queste interviste era composta da giovani. Analizzando a posteriori la mole di dati fornita previa ponderazione col risultato reale è possibile fare alcune valutazioni interessanti.

Partendo da Rifondazione Comunista, il cui dato alla Camera è stato definito, anche da quotidiani vicini al partito un risultato non proprio positivo, ha in realtà pagato non tanto il voto dei giovani quanto il fatto che alla Camera la lista dell’Ulivo è stata vista come la lista di Prodi ed ha attratto voti dagli altri partiti della coalizione.

 

Non a caso il centro destra, sicuramente, ha intuito che con questa legge elettorale contava molto la personalizzazione del partito e da questo deriva la scelta di mettere il nome dei leader nei simboli dei tre partiti più importanti, FI, AN e UDC.

Tab 1 - Confronto tra il voto a livello nazionale e quello dei nuovi elettori alle elezioni alla Camera dei Deputati

Totale

nuovi votanti (18-23 anni)

differenza con dato medio

Ulivo

31,3%

31,5%

+0,2

La Rosa nel Pugno

2,6%

4,6%

+2,0

Rifondazione comunista

5,8%

8,6%

+2,8

Lista Di Pietro

2,3%

0,7%

-1,6

Comunisti Italiani

2,3%

2,7%

+0,4

Verdi

2,1%

3,7%

+1,6

Popolari UDEUR

1,4%

1,4%

=

altre centrosinistra

2,0%

1,6%

-0,4

CENTROSINISTRA

49,8%

54,8%

+5,0

Forza Italia

23,7%

16,7%

-7,0

UDC

6,8%

4,7%

-2,1

Alleanza nazionale

12,3%

14,9%

+2,6

Lega Nord + MpA

4,6%

4,2%

+0,4

Fiamma Tricolore/ Alt. Soc.

1,3%

3,9%

+2,6

Nuovo PSI + DC

0,7%

0,8%

+0,1

altri centrodestra

0,3%

0,0%

-0,3

CENTRODESTRA

49,7%

45,2%

-4,5

altro

0,5%

0,0%

-0,5

non voto o voto non valido

19,1%

23,3%

+4,2

in verde i partiti votati in proporzione più dai nuovi elettori rispetto al dato medio (min +0,5)

 

La Rosa nel Pugno ha avuto complessivamente una risposta dagli elettori sotto le aspettative se consideriamo che nelle ultime settimane era dato in crescita dai sondaggi; ma se si pensa che è un partito nato pochi mesi fa, il risultato è comunque incoraggiante. Come si è osservato nel voto espresso negli instant exit-poll on-line, i giovani hanno espresso fiducia nelle loro battaglie di laicità e di progresso scientifico. Anche i Verdi sono stati premiati dai giovani: a fronte di un 2,1% alla Camera la stima dei nuovi elettori è del 3,7%. L’Ulivo, i Comunisti Italiani e l’Udeur hanno ottenuto dai giovani un consenso in linea con quello del totale degli italiani. Per quanto riguarda l’Unione, quindi, soltanto la Lista di Pietro sembra non aver avuto l’adesione dei giovani.

 

Nel versante del centro destra il dato più significativo è senz’altro il gap di 7 punti percentuali tra il risultato a livello nazionale di Forza Italia e quello stimato dei giovani; anche l’UDC che complessivamente ha raddoppiato i suoi voti rispetto al 2001 attrae in proporzione meno il mondo giovanile.

Si conferma invece a destra la tendenza a premiare il partito di Fini e i partiti di estrema destra.

 

La collocazione politica dei giovani

In ogni sondaggio il dato grezzo delle intenzioni di voto è condizionato dalla collocazione politica del campione; in questi anni si è registrato una diminuzione delle persone che non si collocano o che si collocano al centro per effetto della trasformazione bipolare del sistema partitico.

E’ interessante allora osservare come si posizionano i giovani perché danno un segnale sui cambiamenti futuri.

 

Tab 2 - Lei politicamente si collocherebbe più facilmente

dato medio

18-24 anni

a destra

11,4%

11,9%

a centro destra

24,2%

23,0%

al centro

11,0%

6,8%

a centro sinistra

28,5%

34,3%

a sinistra

15,6%

17,3%

non sa - non risponde

9,3%

6,7%

La tabella 2 mostra uno spostamento a sinistra dei giovani ma anche un altro dato interessante: i giovani d’oggi non hanno posizioni molto estremizzate come in passato anche se la scelta di non stare al centro è evidente.

I giovani, la religione e l’etica

Oltre alla polemica infinita sulle tasse che ha certamente fruttato consensi a Berlusconi, in questa campagna elettorale il centro destra ha spesso attaccato l’Unione anche per alcune questione legate in qualche modo alla religione e all’etica; si passa dai PACS cioè le unioni di fatto che una gran parte del centro sinistra vorrebbe tutelare dal punto di vista legislativo, agli attacchi sulla legge 194, alla polemica sull’uso degli embrioni ecc.; non dimentichiamo poi la crociata contro le droghe leggere. Se questa battaglia fatta sotto la bandiera della morale cattolica ha sicuramente portato acqua ai molini del centro destra è invece molto probabile che abbia portato molti giovani a dare il voto all’Unione.

 

Ad avvalorare questa ipotesi c’è la tendenza di questi ultimi ad una minor pratica religiosa. Se in Italia risulta che in media il 38% degli italiani va a messa almeno una volta alla settimana, questa percentuale si abbassa al 26% per i maggiorenni sotto i 25 anni.

 

Con quale frequenza si reca a MESSA:

dato medio

18-24 anni

ogni giorno

1,1%

0,5%

2/3 volte alla settimana

2,2%

1,2%

la domenica

34,3%

24,5%

una volta al mese

11,8%

11,6%

in occasione delle principali feste

13,5%

20,1%

alcune volte l'anno

15,9%

14,1%

mai

16,0%

21,0%

non credente/di altra religione

4,0%

6,7%

non risponde

1,1%

0,3%

 

Scritto da Massimo Orbach

 

martedì 16 maggio 2006