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maggio 11, 2006 Europa

Gli orientamenti di voto per le amministrative

Roma sì, Milano ni

In Sicilia non c'è storia per l'Unione. Ma Chiamparino e Vettroni sono in fonda perfetta

 

Ancora non si è spenta l'eco delle polemiche sul risultato finale delle ultime elezioni politiche, che già dobbiamo affrontare un nuovo confronto elettorale. Regionali in Sicilia, comunali nelle più popolose città italiane e in numerosi centri minori, qualche provincia come contomo. Nuova campagna elettorale, dunque, si spera condotta un pochino meglio rispetto a quella appena esaurita. Con i soliti responsabili della comunicazione che, come d'obbligo, sono chiamati a far meglio dei loro predecessori a livello nazionale. Non che sia molto difficile, peraltro, visti i poco entusiasmanti prodotti delloperato di questi ultimi, nella campagna chiusasi di recente...

Ma nelle prossime amministrative il raggio di possibile azione sarà senz'altro molto più ampio: ritorna finalmente il voto di preferenza accanto alle liste di partito, si rinnova poi la gradita chance di un voto maggiormente personalizzato. Insomma, ancora grande interesse nell'ultima occasione elettorale di una certa importanza dei prossimi tre anni. A meno che non si torni presto al voto, se il nuovo governo Prodi non dovesse sopravvivere più di tanto.

Cosa accadrà dunque nelle amministrative di fine maggio? I risultati delle recenti politiche influenzeranno l'elettorato in una direzione o nellaltra? Alla luce dei recenti risultati delle politiche, è possibile almeno tentare di stimare quel che accadrà nelle comunali di Roma, o di Milano, di Napoli, di Torino? O nelle regionali siciliane?

Tante domande senza apparente risposta se l'elettore italiano, come dicevo la scorsa settimana, sembra essere diventato da qualche tempo sempre più infido e "inattendibile". Se una delle poche conferme delle ultime elezioni è quella della sostanziale fedeltà di voto, proviamo a partire da questo elemento per individuare i possibili scenari amministrativi.

Adottando quest'ottica, nelle regionali siciliane il confronto tra il governatore uscente Totò Cuffaro e Rita Borsellino non dovrebbe avere storia: il limitato recupero del centrosinistra nell'isola alle ultime politiche non appare sufficiente a scalzare la coalizione di governo locale di centrodestra.

Le città di Roma, Torino e Napoli hanno invece fatto registrare livelli di consenso molto elevati nei confronti dell'Unione. In tutti e tre i casi il centrosinistra appare dunque in grado di confermare i propri candidati uscenti, anche in virtù dell' appeal trasversale degli attuali sindaci, in particolare di Veltroni e Chiampanno. Sebbene solo al secondo turno, entrambi erano già riusciti a prevalere nella passata edizione, dove pure Berlusconi e la sua coalizione sembravano invincibili, reduci da successi altisonanti a livello politico.

I due sindaci paiono allo stato attuale in uno stato di forma quasi perfetta. E a questo si va ad aggiungere una particolarità spesso ribadita nei precedenti appuntamenti, che mostrano una profonda differenziazione tra le due aree di elettori: quelli di centrosinistra manifestano infatti una forte accentuazione della fedeltà di voto anche amministrativo, mentre gli altri elettori-e segnatamente coloro che sono più vicini al centrodestra- si dichiarano nettamente più disponibili alla cosiddetta "deviazione" dalla propria appartenenza politica in presenza di leader affidabili. Un po' quello che è successo anche a Trieste al primo turno dove, accanto ad una Cdl che vinceva di 10 punti alle politiche, il voto contemporaneo per le comunali vedeva un sostanziale pareggio tra i candidati delle due coalizioni.

Per quanto riguarda Napoli, può essere fatto un discorso simile a Roma e Torino, sia pure con una maggior incertezza legata al meno elevato appeal di Rosa Russo lervolino. Resta, infine, lincognita Milano, per quanto riguarda le grandi città. l'assenza dì candidati uscenti rende la competizione maggiormente aperta e piena di incognite.

Nel recente voto politico, la metropoli lombarda ha visto prevalere, sebbene di soli pochi punti, i partiti di centrodestra, e Ferrante pare avviato a urtennesima campagna elettorale un poco auto-distruttiva. In cui, anziché sottolineare il proprio passato di garante dell ordine egualitarista, egli tende ad evidenziare le potenzialità creative di una Milano aperta e solidale. Consentendo in tal modo il recupero di Letizia Moratti, invisa alla maggior parte dei cittadini che hanno figli in età scolare, come hanno testimoniato numerose indagini qualitative e quantitative, ma pronta a farsi paladina della sicurezza cittadina. Visto comunque ciò che è accaduto nel recente passato, è forse meglio a questo punto non sbilanciarsi troppo in previsioni azzardate: come ho detto, gli elettori sembrano ormai pensare con una testa propria, sebbene estemporanea. Non ci resta che aspettare gli sviluppi della campagna e del voto.

EUROPA 04-05-2006

PAOLO NATALE