home

politiche 2006

regionali 2005

risultati elezioni

governo

congiuntura

forum

archivio

politica on line

RSS


aprile 26, 2006 Il Riformista

L'Unione ha vinto di misura. E se fosse stato merito del web?

ELEZIONI. IL RAPPORTO TRA I 24.755 VOTI CHE HANNO CONDANNATO LA CDL E I FRUITORI DI INTERNET

 

È l'Unione ad aver vinto le elezioni. Per 24.755 voti. Di fronte a questa situazione alla fatidica domanda "che ruolo ha avuto Internet" si potrebbe rispondere che in realtà tutto ha potuto fare la differenza. Anche un'influenza. Qualcosa comunque è cambiato. Basta scorrere le dichiarazioni dei commentatori. Se nel 1994 studiosi come Ricolfi si divertivano a calcolare quanti milioni di voti aveva spostato la televisione, oggi c'è già chi indica in Internet il mezzo vincente di questa campagna elettorale. Lo fa per esempio Mario Morcellini, in un'intervista all'Unità, dove commenta: «Mentre questi ultimi (gli adulti, ndr) tendono a tenere un sistema comunicativo centrato sulla vecchia tv con un po' di ruolo per i giornali, e i mezzi minori come la radio e internet in modo marginale, nel caso della cultura giovanile il vero mezzo generalista è Internet». Internet e giovani, dunque, come le due grandi novità di questa campagna, con un'importante precisazione: se nei media tradizionali il flusso di comunicazione è prevalentemente verticale, avere a che fare con Internet significa confrontarsi con un mezzo che gli utenti possono usare autonomamente per organizzarsi. Quindi in questa situazione non è tanto merito dei partiti e dei candidati (che al massimo possono fare da facilitatori), quando della forza di mobilitazione degli utenti, in questo caso dell'elettorato giovanile.

Nonostante in Italia gli utenti siano tutto sommato una minoranza, quando la differenza tra vittoria e sconfitta la può fare un margine così risicato significa che sono i gruppi più partecipativi che possono essere determinanti, specialmente se sono in grado di influenzare il voto altrui.

Segnali sull'importanza di Internet nella campagna si erano già sentiti alla fine dello scorso anno, con la pubblicazione della Ricerca sulle nuove forme di comunicazione e di partecipazione politica on-line condotta da CE&Co per conto di Blogosfere. La ricerca aveva riguardato un campione di mille fra uomini e donne tra i 18 e 55 anni d'età, utenti domestici di Internet. Secondo la ricerca corrispondono al 43 per cento gli internauti che rispondono positivamente alla comunicazione politica via videoblog, social networking o sms interattivo, contro un 42 per cento di incerti e un 15 per cento ai quali non interessa nulla.

E il web è tra le fonti di informazione politica alle quali si accede più spesso e conmaggiore interesse.

Analoghi risultati sono stati raggiunti in un recente un sondaggio fatto da Repubblica.it in collaborazione con l'Osservatorio Politica e Media della cattedra di Teorie delle comunicazioni di massa dell'università la Sapienza. L 80% degli intervistati ha dichiarato di visitare tutti i giorni i siti dei media tradizionali, ben il 50% di aver visitato il sito della coalizione di centrosinistra, contro il 20% che ha dichiarato di visitare quelli di centrodestra. Sono numeri rilevanti, se si pensa che fino a pochi anni fa il numero di visitatori dei siti delle forze politiche rappresentava una minoranza. Un'altra ricerca condotta da Nextplora ha rilevato che il 47% delle persone interrogate non ha mai visitato il sito del candidato di riferimento, mentre il 44% lo ha fatto almeno di rado. Anche questi sono dati non trascurabili se si pensa alla scarsa presenza on line dei candidati in queste elezioni. La ricerca si è anche interrogata sulle richieste degli utenti. Al primo posto, e un po' a sorpresa, arrivano i sondaggi elettorali, seguiti da forum e blog. I programmi raggiungono solo il quarto posto. Tutti comunque chiedono facilità di caricamento e navigazione, con una grande attenzione verso l'aggiornamento delle informazioni. Anche la studiosa Sara Bentivegna, in un'intervista a Repubblica.it (31 marzo 2006) concorda nel trovare inadeguata la risposta delle forze politiche di fronte a questa situazione: «Rispetto al '98 l'attenzione per il web è cresciuta e, con qualche cautela, si può anche parlare della prima e-campaigning italiana. Ma resta il fatto che la politica continua a tenersi lontana da internet realizzando siti connotati da una forte staticità».

Ciò che soprattutto è mancato è stata la capacità di usare il web per guidare l'agenda dei temi della campagna. I temi sono stati dettati da altri mezzi, la televisione e i giornali. Ma anche il web ha le carte in regola per ridare ai candidati controllo su questo decisivo aspetto della campagna. Di sicuro, dopo questo appuntamento, nessuno potrà più ignorare Internet nelle sue strategie di comunicazione politica.

Dl MATTIA MIANI

Il Riformista 24-04-2006