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Forza Italia si indebolisce rispetto al 2001, ma rimonta dopo il tonfo delle europee e conferma i suoi bacini elettorali del nord e delle isole (soprattutto Sicilia). 1 Ds, invece, raccogliendo il 17,4%, non ottengono il riscatto sperato rispetto al minimo storico toccato nel 2001 con il 16,6 per cento. Per la Quercia rimane del tutto immutata l'area geografica del consenso, confinata nelle quattro regioni rosse dell'Emilia Romagna, della Toscana, dell'Umbria e delle Marche con percentuali sempre sopra il 20 per cento, Ma al Nord, nella parte più dinamica del Paese, proprio non riesce ad avanzare. Questo, in sintesi, il profilo dei due principali partiti uscito dal voto.
Con poco più di 9 milioni di voti (pari al 23,7%), Forza Italia recupera rispetto al picco negativo delle Europee 2004 (7 milioni di voti, 21%), ma resta lontana dagli 11 milioni di consensi conquistati alle politiche 2001, quando il partito di Silvio Berlusconi raggiunse il 29,5% dei voti validi. Fi conferma le sue tradizionali roccheforti nel ceto produttivo del Nord (in Lombardia, Piemonte, Veneto e Friuli non va mai sotto il 23%) ma perde in valore assoluto rispetto al 2001 circa 1 milione di voti, Ciò significa che un elettore su 5, nel quinquennio di governo, ha deciso di abbandonare il Cavaliere. Più contenute le perdite nell'Italia centrale e meridionale: Campania e Puglia, in particolare, dopo aver voltato le spalle a Via dell'Umiltà alle regionali 2005 e alle Europee 2004, sono tornate a premiare il partito con percentuali che superano il 27 per cento. L'Italia insulare invece rimane feudo incontrastato degli azzurri: sebbene rimanga lontano il 35% di consensi portati a casa nel 2001, Sicilia e Sardegna (con il 27,3% di voti) regalano a Berlusconi la miglior performance a livello territoriale. Quanto alla Quercia, rimane intatto quel muro dei 6 milioni di voti presi nel 2001, che il partito avrebbe voluto superare considerevolmente per dimenticare lo smacco della sconfitta alle precedenti politiche. Il partito ottiene 5.977.313 preferenze, un dato solo indicativo perché riferito al Senato (alla Camera la Quercia è confluita nella lista dell'Ulivo). In ogni caso, il traguardo ,sperato non è stato centrato. Soprattutto, la Quercia dimostra di non riuscire a radicarsi nell'area settentrionale del Paese dove rimane sempre sotto il 15% dei consensi, fatta eccezione per il Piemonte dove ottiene il 16,9 per cento. Rispetto al 2001, la miglior performance si registra in Friuli Venezia Giulia, dove il partito di Fassino guadagna 5 punti in più. Allo stesso modo, la Quercia non riesce a rafforzarsi nelle aree meridionali del Paese che rimangono inchiodate a percentuali sempre abbondantemente sotto il 20 per cento. Nell'area centrale, invece, spicca il buon risultato del Lazio che con il 19,2% cresce di 2 punti rispetto alle precedenti politiche e un avanzamento di quasi 2 punti anche in Emilia Romagna. In complesso, però, il record delle politiche '96, il 21 % a livello nazionale, rimane lontanissimo. MARIOLINA SESTO Il Sole 24 Ore 13-04-2006
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