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aprile 19, 2006 Osservatorio Politico di Roberto D'Alimonte

L'Ulivo «conquista» giovani e Sud

3,4 milioni i voti in più rispetto ai partiti

 

Sull'Ulivo queste elezioni hanno espresso un dato chiaro, Alla Camera. nelle 18 regioni in cui i dati sono comparabili. ha ottenuto il 31,4% dei voti. Al Senato. nelle stesse 18 regioni. la somma dei voti di Ds, Margherita e Repubblicani Europei fa 28,5%. In valori assoluti ha ottenuto 11.928.362, il miglior risultato di sempre. Alle europee del 2004, l'unico altro test nazionale, erano stati 10.084.877. A confronto Ds e Margherita hanno conseguito risultati modesti. I primi hanno confermato di essere un grande partito in alcune regioni e un piccolo partito nel resto del Paese. La Margherita, senza Rutelli candidato-premier, non è riuscita a ripetere l'exploit del 2001 e non è stata capace di intercettare i consensi dei delusi della Cdl.

Il successo relativo della lista unitaria si può valutare in due modi. Il primo è un confronto diacronico. Nel 2001 Ds e Margherita. alla Camera nella parte proporzionale, avevano ottenuto il 31,1%. La lista Uniti nell'Ulivo alle Europee del 2004 ottenne esattamente lo stesso risultato (con Sdi e Repubblicani europei). Nelle elezioni del 10 Aprile l'Ulivo ha preso il 31,4% 1'in 18 regioni). Considerando che in Italia si è sempre sostenuto che a livello proporzionale divisi si vince e uniti si perde il fatto che la fusione delle liste di Ds e Margherita non abbia determinato una perdita di voti rispetto alle elezioni precedenti va già considerato un successo.

Questa interpretazione è rafforzata dal confronto sincronico. Nelle ultime elezioni al Senato i Ds hanno ottenuto il 17.5%, la Margherita il 10,7% e i Repubblicani Europei lo 0.1%. l'Ulivo in Molise lo 0,2%. La somma fa 28,5%. Alla Camera l'Ulivo ha avuto il 31,4%. La differenza è di 2.9 punti percentuali. In tutte le regioni, come si vede dalla tabella, l'Ulivo è andato meglio delle sua parti. Sono molto significativi i dati delle regioni del Nord e del Centro. Ma anche in quelle regioni del Sud dove alle europee del 2004 il risultato era stato negativo nel 2006 non è più così, forse anche per l'assenza del voto di preferenza che in questa zona in particolare favoriva la frammentazione delle liste e delle candidature. Qualunque ne sia la novità è che per la prima volta la fusione tra Ds e Margherita ha funzionato anche al Sud.

Sul perché di questo fenomeno la spiegazione convenzionale è che a Ds e Margherita siano mancati al Senato i voti dei giovani tra i 18 e i 24 anni. Troppo semplice. Messa in questi termini è una risposta che fa comodo perché consente di scaricare sul sistema elettorale quello che in realtà è stato un errore politico. L'ipotesi che la differenza sia dovuta solo al voto giovanile non è credibile. Tra Camera e Senato. nelle 18 regioni, la differenza di voti validi è stata di 3.366.081. Questi sono sostanzialmente i voti dei giovani under 25. La differenza di voti tra l'Ulivo alla Camera e la somma di Ds, Margherita e Repubblicani Europei al Senato è pari a 2.043.335. Se questa ultima differenza fosse attribuibile solo al comportamento di voto dei giovani under 25, significherebbe che il 6117o di loro avrebbe votato Ulivo alla Camera. Una percentuale praticamente doppia di quella del resto dell'elettorato, visto che nel complesso l'Ulivo ha preso il 31,4% dei voti. A Fassino e a Rutelli farebbe piacere crederlo, ma a noi sembra una conclusione decisamente poco plausibile. Ciò non toglie che sia molto probabile che una quota relativamente più elevata di giovani abbia votato Ulivo alla Camera (e questo è certamente un elemento a suo favore) ma è altrettanto probabile che una quota di elettori sopra i 25 anni, non trovando al Senato la lista dell'Ulivo, non abbia voluto votare Ds o Margherita.

Alla luce di questi dati si possono tirare alcune conclusioni. La prima è che gli elettori del centro-sinistra, i giovani più degli altri. apprezzano il progetto di un grande partito unitario. 11 messaggio era già chiaro prima, lo è ancora di più adesso. La seconda è che se ci fosse stato l'Ulivo anche al Senato. e non solo in Molise, oggi Prodi avrebbe forse una maggioranza più ampia. Il Piemonte quasi certamente e forse anche il Lazio non sarebbero andati alla Cdl.