home

politiche 2006

regionali 2005

risultati elezioni

governo

congiuntura

forum

archivio

politica on line

RSS


aprile 12, 2006 Europa

Sondaggi, dall'altare alla polvere e viceversa

Il lato debole dell'intera operazione televisiva sono stati gli exit poll

 

C ome è spesso accaduto in materia demoscopica, è stato proprio il Cavaliere a fornire la migliore spiegazione agli infelici risultati degli exit polls, la stessa con cui giustificava il diverso andamento delle sue ricerche rispetto a quelle di tutti gli altri: «Nessuno lo accetta, ma gli elettori del Polo e in particolare quelli di Forza Italia non amano dichiarare le loro intenzioni di voto. Insomma, si vergognano. Esattamente come in passato capitavna con la Dc. Nessuno ammetteva di votarla e poi tutti lo facevano».

Ma facciamo per un momento un passo indietro, tornando ai consueti guai passati dagli istituti di ricerca, che vengono ormai costantemente additati alla pubblica gogna il giorno successivo di ogni consultazione elettorale, salvo poi ritenere il loro apporto essenziale in quella successiva. Oracoli infallibili prima, fornitori di merce avariata poi. Insomma: dall'altare alpolvere e viceversa nel giro di pochi giorni.

Innanzitutto: la giornata televisiva. Le proiezioni elaborate da Nexus si sono alla fine dimostrate sufficientemente corrette, al contrario di quelle eseguite negli ultimi appuntamenti. Con soltanto due appunti legati alla comunicazione, essenziali ma non decisivi dal punto di vista della professionalità. Il primo è il cronico ritardo con cui vengono fornite le prime stime. La velocità è d'obbligo in questi casi, anche scontando qualche imprecisione nelle stime. Basterebbe indicare chiaramente il margine di possibile errore.

Il secondo appunto riguardala scelta operata dai comunicatori di Nexus di fornire risultati incerti come se fossero mini-oracoli. Se lo scarto tra le due coalizioni è soltanto di qualche decimale, è buona norma indicare un sostanziale pareggio, evitando che nel giro di pochi minuti la configurazione del senato, ad esempio, passi da un +10 seggi per una parte ad un +8 seggi per l'altra. Il telespettatore pensa che si stiano dando numeri un po' a casaccio..,

Gli exit poll: è questo il lato debole dell'intera operazione televisiva. Non è ammissibile né statisticamente accettabile che con circa 60rnila schede di voto simulato si pervenga ad un distacco tra le due coalizioni sostanzialmente simile a quanto si avrebbe con un sondaggio telefonico di un migliaio di casi. A meno che entrambi i risultati siano corretti. L' errore compiuto in questo caso non può significare altro che non si è stati capaci di costruire modelli di previsione di voto efficaci, oppure aver considerato un campione di votanti chiaramente distorto.

I sondaggi pre-elettorali: chi più chi meno intensamente, praticamente tutti gli istituti di ricerca hanno fornito, in via privata o pubblica, stime di voto afflitte da un enfasi di vittoria (quasi) certa dell' Unione, con un distacco che andava da un minimo del 2 ad un massimo del 6 per cento. E questo è grave, visti i risultati reali usciti dalle urne. Che fare? Non credere più ai sondaggi, credere soltanto a quelli commissionati da Berlusconi (peraltro egli stesso maestro della distorsione comunicativa, in numerosi frangenti), crederci solo parzialmente? Quali sono stati i motivi di questi scarti?

Sostanzialmente due. Il primo, occorre sottolinearlo, è legato a quanto affermato da Berlusconi: la spirale del silenzio. Dal momento che il clima d'opinione del paese alimentava una certa debolezza del governo e della figura del suo leader, molti intervistati tendevano a non manifestare il proprio consenso, cosa che accade spesso anche per opinioni che il cittadino "sente' non condiviso dalla pubblica opinione. Un serial-killer, ad esempio, non ammetterebbe mai di nutrire simpatie per gli omicidi seriali. Pur non essendo così grave un comportamento di voto per il centrodestra, alcuni elettori di quella parte politica tendono a nascondere il proprio orientamento, ed è quasi impossibile riuscire a stanarlo. Il secondo motivo è legato alle caratteristiche di una parte dell'elettorato di centrodestra che appartiene alla fascia sociale medio-bassa, si disinteressa della politica ed è sensibile soprattutto a messaggi semplici e chiari: il tema delle tasse, ad esempio. Questo elettorato corrisponde proprio alla fascia di cittadini più restia a rispondere alle indagini telefoniche, e viene molto spesso sottostimato nei sondaggi. Nonostante vengano adottati diversi correttivi, la loro assenza compromette a volte le stime del comportamento di voto.

Tranne in alcuni casi. Come è accaduto subito dopo il secondo dibattito tv In quel frangente, l'adesione alle proposte di Berlusconi ha portato alla luce il sommerso demoscopico, maggiormente convinto della condivisione "sociale" della propria scelta di voto. È durato poco tempo, lo spazio di due giorni, Ma in quei due giorni il risultato dei sondaggi parlava, come alcuni sanno, di un profumo di pareggio. A volte le intuizioni, corredate da evidenze empiriche, dovrebbero essere più seguite. E si dovrebbe parallelamente dare più spazio e più credito ai quei cittadini, forse meno attrezzati culturalmente, che si ritrovano solo proponendo loro nuovi orizzonti politici comprensibili, che possono venir meglio afferrati anche dai sondaggi d'opinione.

PAOLO NATALE

Europa 12-04-2006