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ROMA - - Alle 22 di ieri, cioè al termine della prima giornata di
votazioni, aveva votato per la Camera il 66,5 per cento degli aventi
diritto al voto. Cinque anni fa, nel 2001, alla stessa ora aveva votato
l´81,4 per cento degli aventi diritto, ed era anche il dato finale.
Infatti il paragone non ha molto senso perché nel 2001 si votata in un
solo giorno e non in due come questa volta. Nel ´96, sempre con le
elezioni politiche in un solo giorno, la percentuale finale era stata
del 82,9 per cento. Quindi per avere un termine di paragone omogeneo
con i dati di ieri bisogna risalire alle politiche del 1994, con il
voto in due giorni. E il raffronto è clamoroso, perché nel ´94 alla
chiusura dei seggi nella prima giornata di voto aveva votato solo il
57,3 per cento degli elettori. Il dato finale fu dell´86,1 per cento.
Alle regionali la percentuale è stata intorno al 55 per cento anche se
la spinta elettorale delle regionali è certamente diversa da quella
delle politiche. Quindi, se fosse rispettata questa proporzione con il
‘94, quest´anno, alla fine dovrebbe votare una percentuale enorme di
elettori, in netta controtendenza rispetto all´andamento degli ultimi
anni che ha visto un astensionismo sempre crescente. Come da
tradizione l´affluenza maggiore si è registrata a Bologna e nel Nord.
Nell´Italia settentrionale, infatti, alle ventidue aveva votato il 71,5
per cento (85,4 nel 2001, dato finale); 69,2 per cento nell´Italia
centrale; 59,6 nell´Italia meridionale e 56,4 nelle isole. Nella
provincia di Roma, alla fine della prima giornata di votazioni, la
percentuale è stata del 67,37 per cento, (68 per cento in città). A
Milano l´affluenza è stata un po´ più alta: 71,57 per cento,
praticamente lo stesso risultato finale delle elezioni politiche di
cinque anni fa.
Ancora una volta gli elettori hanno dimostrato di non voler rinunciare
agli appuntamenti che contano. Già alle diciannove, con i dati del
Viminale, si era capito che l´affluenza alle urne, anche se di parecchi
punti percentuali più bassa che nel 2001, era comunque su livelli
sostenuti, anche perché bisogna considerare che cinque anni fa si era
votato in un solo giorno e quindi non c´era la possibilità di recarsi
alle urne il lunedì.
Alle sette di ieri sera la regione con la più alta affluenza ai seggi
era stata l´Emilia Romagna con il 62,1 per cento degli aventi diritto,
contro il 69,4 del 2001 alla stessa ora. Anche per quanto riguarda le
Province cinque su dieci delle più sollecite ai seggi erano
emiliano-romagnole: Bologna, Reggio Emilia, Ferrara, Modena e Forlì.
Anche le altre dieci province con un maggior numero di votanti sono
dell´Italia del nord, mentre la maglia nera spettava a province
meridionali. In coda Caltanissetta, Vibo Valentia, Reggio Calabria,
Agrigento ed Enna. Forse, per spiegare questa differenza vale la pena
di notare che al nord ieri il tempo è stato generalmente brutto, così
che gli elettori non hanno avuto scuse e non essendo partiti per il
week end sono andati a votare più numerosi, mentre al sud il sole può
avere «distratto» gli elettori. Infatti, man mano che si scende da nord
a sud la percentuale alle diciannove di ieri era vistosamente in calo.
58,4 per cento al nord, contro il 63,5 per cento alla stessa ora nel
2001. Nell´Italia centrale aveva votato il 54,9 contro il 60,2 di
cinque anni fa, 43 per cento nell´Italia meridionale contro il 53,6 del
2001. Mentre nelle isole alle diciannove aveva votato il 41,4 per cento
contro il 51,1 di cinque anni fa. In totale in Italia alle diciannove
aveva votato il 52,1 per cento degli elettori, mentre nel 2001 era
andato al voto alla stessa ora il 59 per cento.
(g.l)
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