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Pari e patta. No, con l'abolizione dell'Ici ha vinto Berlusconi. Ma che dici, Prodi è stato molto più brillante. Seee... Silvio l'ha steso appena s'è mosso, quell'altro è un sepolcro imbiancato. Invece il Cav era l'ombra di se stesso, ormai sa solo attaccare, attaccare... Blatera, sembra l'ultimo dei giapponesi... Ecco, la forza di questo format all'americana sta proprio in questo: le regole ferree annoiano e gelano il confronto, ma lasciano agli spettatori la possibilità di farsi un'idea, di riflettere. Siamo ormai un paese fatto così: caciarone, spezzato, sbrindellato, del tutto incapace di seguire una qualsiasi forma di dialogo. Ed invece questo schema di regole televisive ha comunque reso possibile capire alcuni punti fondamentali della politica dei due leader. Mi voglio ripetere: con questo schema c'è stata più noia ma anche più chiarezza. Ad uscirne vittoriosa è stata la democrazia, che non ha solo bisogno delle piazze come Ballarò o Matrix per capirci qualcosa, bensì anche dei famigerati due minuti e mezzo, in cui il politico può scandire con poche parole la sua visione politica. Torniamo a lunedì sera: con il 42,1% di share medio e 12 milioni e 183 mila spettatori, c'è stato indubbiamente dieci punti di share e quattro milioni di spettatori in meno del primo faccia a faccia, visto che il 14 marzo scorso Prodi-Berlusconi fecero il 52,1% di share, ed oltre 16 milioni di spettatori medi. E' soprattutto il pubblico femminile ad aver "tradito" il duello tv con un calo netto (-11,6%): le signore più apolitiche hanno preferito Chi l'ha visto con le interviste ai genitori di Tommy (14,8% su Rai Tre). Hanno abbandonato il duello soprattutto quella fascia di pubblico che si definisce pubblicitario: dai 25 ai 54 anni (-10,8%), benestante e acculturato (-13,9%), con un diploma di media superiore o laurea (11%). Strana flessione di target: a stancarsi è stato proprio il pubblico più attento alla politica in tv. Forse è quello che ormai s'è fatto un'idea su chi votare, ma che ormai ha fatto il pieno di parole e slogan. La formula ha certamente stancato, e non tutti i leader sono abituati a queste regole ferree, ormai abituati a straripare nei vari Porta a Porta e compagnia. Ma resta il fatto che la media dei cinque Faccia a faccia è piuttosto alto: 30% con otto milioni e 450 mila spettatori. Niente male per un format da prima serata, e un'autentica boccata d'ossigeno per gli ascolti di Rai Uno. Scherzando (ma neanche troppo), potremo dire che questi confronti hanno portato gli stessi ascolti di una fiction di successo. La curva d'ascolto dell'ultimo faccia a faccia (vedi prima pagina) non ha avuto dei picchi impressionanti, quindi l'attenzione del pubblico è stata costante. Studiando il minuto per minuto si evidenzia una maggiore attenzione del pubblico per gli interventi di Romano Prodi. Per fare qualche esempio, quando il Professore commenta gli sprechi del Governo Berlusconi (43% alle 21.44), oppure quando parla dei voti raccolti nella Primarie (43,45% alle 22.20). Il picco massimo l'ha reggiunto proprio il leader dell'Unione, alle ore 21.58 con il 46,2%. Nell'appello conclusivo invece è pari e patta. 45,4% per Prodi e 45,1% per Berlusconi.
Remo De Vincenzo
Punto.com 05/04/2006
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