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Quanti voti ha spostato il confronto Berlusconi-Prodi? Il divieto di pubblicazione dei sondaggi impedisce di riportare stime precise. Ma, secondo il giudizio di diversi osservatori, l'impatto non è stato eccessivo. Minore di quanto si aspettassero. Il fine di entrambi i contendenti era duplice. Da un verso si trattava di persuadere i potenziali astenuti (che costituiscono gran parte degli indecisi) a recarsi alle urne per sostenere la propria coalizione. Dall'altro, occorreva consolidare il livello di consenso già acquisito. Questo secondo obiettivo pare essere stato raggiunto da ambedue i protagonisti assai più del primo. Ad esso erano diretti i «soliti» argomenti di Berlusconi, come la pericolosità dell'ascesa al potere dei «comunisti» e dei conseguenti provvedimenti volti al livellamento sociale, a danno dei ceti medi. E lo spettro di un inasprimento fiscale, cui il Cavaliere ha contrapposto la promessa di un abbassamento delle tasse sulla prima casa. Sono tematiche più volte sperimentate in passato e dimostratesi efficaci per rinsaldare l'elettorato della Cdl. Prodi, dal canto suo, ha voluto, da subito, rassicurare il proprio elettorato sulla politica fiscale. Come si sa, questa questione aveva suscitato nei giorni scorsi qualche incertezza (ma, pare, nessun calo di consensi) tra i votanti per il centrosinistra. Successivamente il Professore ha puntato soprattutto sulla sua credibilità personale rispetto a quella — secondo molti osservatori, deteriorata — del presidente del Consiglio. Ma, da parte dell'uno e dell'altro leader, le argomentazioni volte a «mobilitare» chi non sa se votare o meno sono state percepite in misura assai minore. Certo, si è fatto largo riferimento alle donne (che rappresentano una porzione significativa degli indecisi): ma più con generiche sottolineature delle loro qualità che con proposte concrete capaci di smuovere chi non sa se votare. Per convincere gli indecisi, i due leader hanno fatto ricorso a stili diversi. Berlusconi più legato alle cifre e ai dati, desideroso di dimostrare che «ho mantenuto le promesse» e contrastare la delusione che tuttora frena parte del suo elettorato a riconfermargli la fiducia. Prodi piu volto ad illustrare il sogno, i valori che ispireranno l'eventuale futuro governo e, specialmente, rassicurante, teso a sottolineare l'intento di superare divisioni e fratture sociali. Diversi osservatori ritengono che Prodi (definito «rassicurante», «sincero», «chiaro») abbia vinto di misura contro Berlusconi («abile», «simpatico», «brillante», ma «troppo aggressivo»). Nell'insieme, tuttavia, malgrado il dibattito sia apparso più vivo del precedente (anche grazie ai giornalisti che hanno posto domande piu semplici e dirette), non pare che esso sia riuscito ad «emozionare» più di tanto chi, come gli indecisi/potenziali astenuti, segue la politica da lontano e con disinteresse. Difficilmente ha spinto molti a recarsi alle urne.
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