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ROMA - «Aspettiamo i sondaggi. Io sono fiducioso, ma mi dicono che c´è una contrazione nei nostri consensi. Gli americani mi hanno anticipato che abbiamo perso qualcosa rispetto ai precedenti sondaggi». Giovedì, nel castello di Meise, alle porte di Bruxelles. Silvio Berlusconi ha davanti autorevoli esponenti italiani e stranieri che partecipano al vertice del Ppe che prepara il consiglio europeo. I temi in discussione riguardano la disciplina del mercato dell´energia e l´andamento dell´economia. Inevitabilmente, però, la discussione scivola sulle prossime elezioni in Italia. Il Cavaliere, allora, sfodera un sorriso a trentadue denti, si dice sicuro della vittoria. Poi, però, parla dell´ultima ricerca che stanno preparando gli americani della Psb. E ammette: «C´è una contrazione». Una parola usata non a caso. Perché è proprio la parola, in inglese, usata dai sondaggisti. Qualche decimale in meno, insomma. Che certo non ha reso felice il Cavaliere. Sarà stato per quel segno negativo comparso sull´ultimo sondaggio pubblicabile o sarà stato solo per «un equivoco», per la lentezza con cui la Psb ha confezionato i dati, sta di fatto che il lavoro tanto atteso da Palazzo Chigi e annunciato a più riprese dal premier, alla fine non è stato reso pubblico. Berlusconi in persona ne aveva promesso la diffusione per ieri pomeriggio. Ma poi niente. Sono arrivate solo le previsioni di Euromedia Research, sigla dell´esperta di fiducia del premier, Alessandra Ghisleri. Non un sondaggio "secco", bensì con indicazioni modulate a seconda del livello di affluenza. A Palazzo Chigi tutti parlano di «ritardo» nella consegna dell´elaborato della società americana: «Non hanno fatto in tempo a trasmetterci tutto il lavoro e a questo punto non possiamo più divulgarlo. Violeremmo la legge che impedisce la pubblicazione dei sondaggi nei 15 giorni che precedono il voto». Una versione che lo stesso Cavaliere avvalorava fin da ieri mattina pur senza celare un certo allarme. Tant´è che lasciando l´Hotel Conrad di Bruxelles per partecipare alla sessione finale del vertice europeo non nascondeva di essere «un po´ preoccupato perché ancora non ci hanno dato i risultati. Sono in ansia, anch´io vorrei avere il sondaggio». La curiosità non è stata soddisfatta. Tutti sono rimasti in attesa per l´intera giornata. Al di là delle dichiarazioni di ottimismo del premier, la mancata pubblicazione degli ultimi dati americani ha fatto ingenerare sospetti e timori anche dentro Forza Italia e tra gli alleati. Basti pensare che già al consiglio dei ministri di giovedì scorso, il capo del governo aveva profuso ottimismo a piene mani: «Sono sicuro che vinceremo, state tranquilli. Li abbiamo recuperati e superati. Vi garantisco che la corsa per noi adesso è tutta in discesa. Basta recuperare un po´ di indecisi». Molti dei ministri presenti si sono guardati vicendevolmente senza commentare e senza evitare qualche smorfia di incredulità. Eppure l´inquilino di Palazzo Chigi continua a parlare di «sostanziale pareggio, con differenze che oscillano sull´ordine di qualche decimale a seconda del momento in cui viene effettuato il sondaggio». «Eppoi - dice il portavoce del premier, Paolo Bonaiuti - il grande attivismo di Prodi in questi giorni dimostra che sentono il nostro fiato sul collo». Il vero obiettivo della Casa delle libertà, comunque, è quello di non far scendere troppo il dato sull´affluenza alle urne. Nel 2001 votarono alla Camera l´81,5% degli italiani e al Senato l´81,3%. «Se riportiamo a votare anche stavolta più dell´80 per cento - è il ragionamento di Berlusconi - allora vinciamo sicuramente». È appunto il discorso che fa la Ghisleri, che comunque dà al momento l´Unione in testa: «Al di sotto del 78% di affluenza è in testa l´Unione. Tra il 78 e l´82%, la distanza si riduce arrivando quasi alla parità. Sopra l´82% prevale la Cdl». Un argomento che con ogni probabilità non è stato trattato nel lungo faccia a faccia che il Professore ha avuto con Gianni Letta a San Pietro, a margine della cerimonia di apertura del primo Concistoro di Benedetto XVI. Un colloquio che si è svolto subito dopo il richiamo del presidente della Repubblica ad una campagna elettorale più serena e dai toni più moderati. Il leader dell´Unione, infatti, ha sottoposto al sottosegretario alla presidenza del consiglio le stesse preoccupazioni che già aveva riferito giovedì al capo dello Stato. Soprattutto dopo l´allarme creatosi in seguito all´intervento dei Dipartimento di Stato americano sulla situazione italiana dell´ordine pubblico in Italia. CLAUDIO TITO
da Repubblica - 25 marzo 2006
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