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E se al posto del Contratto con gli italiani provassimo a ribaltare lo scenario, immaginando un ipotetico Contratto con il governo? Quali sarebbero i cinque punti - ossia le cinque priorità - che gli elettori inserirebbero in un simile contratto da stipulare con il futuro premier? La risposta emerge dai risultati di un'analisi condotta da Polena ed è piuttosto chiara: in primis la lotta alla disoccupazione, quindi la lotta alla criminalità comune, la riduzione delle tasse, il miglioramento della qualità dei servizi sociali e sanitari e la lotta all'evasione fiscale. Sono questi, nell'ordine indicato dagli intervistati, i cinque problemi che il governo dovrebbe affrontare per migliorare la vita dei cittadini. A ben vedere, in questo spaccato del Paese restano ai margini due tra i temi più dibattuti negli ultimi anni: l'efficienza della giustizia (10° posto) e il conflitto di interessi (11°). In secondo piano anche la riduzione del debito pubblico (8°), il miglioramento della qualità dell'istruzione (12°) e la lotta alla corruzione (13°). Tutto questo in linea generale, se pensiamo ad un unico contratto tra gli italiani e il governo. Ma di contratti se ne potrebbero stilare almeno tre, ognuno con le sue peculiarità, a seconda che i firmatari siano di centrosinistra, di centrodestra o della famosa "terza vasca" (composta da chi ha deciso di votare scheda bianca o nulla e da chi è propenso a non recarsi alle urne). I tre contratti differirebbero tra loro in parte minore per le priorità contenute e in massima parte per l'ordine in cui sarebbero espresse, eccetto la prima voce, comune per tutti: la lotta alla disoccupazione. Nell'ipotetico contratto stilato dagli elettori di centrosinistra si darebbe la precedenza ai servizi rispetto alla riduzione delle tasse mentre la lotta all'evasione fiscale verrebbe prima della lotta alla criminalità comune. E gli elettori di centrodestra? Firmerebbero un contratto diverso, con le priorità invertite: prima la riduzione delle tasse e poi il miglioramento dei servizi, e maggiore attenzione alla sicurezza intesa come lotta sia alla criminalità comune sia all'immigrazione. Se potessero aggiungere una postilla, poi, i due elettorati indicherebbero la soluzione del conflitto di interessi (elettori di centrosinistra) e la lotta al terrorismo (elettori di centrodestra). Infine, per completare il mosaico, ecco l'ultimo tassello: gli elettori della terza vasca. Insieme alla lotta alla disoccupazione, nel loro contratto troverebbero spazio la riduzione delle tasse, la questione della sicurezza (immigrazione e criminalità comune) più il tema - scottante - della riforma delle pensioni. La coalizione che riuscisse a convincere alla firma sia il proprio elettorato sia una parte dei cittadini della terza vasca godrebbe di un sicuro vantaggio competitivo. Con un'avvertenza: i patti sono patti e nei cinque anni successivi andrebbero poi rispettati.
Paolo Campana La Stampa 24-03-2006
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