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Non bastavano i contrasti su Confindustria e sulla strategia
aggressiva di Berlusconi, le stoccate di Follini al premier e i
distinguo di Casini e Fini. Ora nella Casa delle Libertà scoppia anche la guerra dei sondaggi. Secondo l'ultima rilevazione segreta commissionata da Alleanza Nazionale, infatti, il Centrosinistra è in netto vantaggio, di almeno quattro punti. Con una maggioranza di 15-20 senatori anche a Palazzo Madama.
Di tutt'altro tenore i numeri che circolano nel quartier generale del
Carroccio, dove ancora si spera nella vittoria. Magari al fotofinish. In Via della Scrofa prevale il pessimismo. L'Unione viene data stabile attorno al 51,5-52%, mentre la somma dei partiti del Centrodestra è ferma al 47,5-48%,
con la CdL che ha bruscamente interrotto il recupero iniziato a
febbraio. Insomma, stando all'aria che si respira in casa Alleanza
Nazionale servirebbe un miracolo per impedire a Romano Prodi di tornare
a Palazzo Chigi. I dati sono implacabili. La lista
dell'Ulivo viene data al 32-33%, Rifondazione Comunista al 6,5% e la
Rosa nel Pugno al 3,5%. Sul fronte opposto, Forza Italia non va oltre
il 21%, An è stabile al 12, l'Udc al 5,5 e la Lega al 4,5%
Due sono i punti che vengono sottolineati dagli uomini di Gianfranco Fini. Il primo è che la strategia del premier di attaccare tutti a destra e a manca non ha prodotto i risultati sperati.
Perché comunque gli azzurri non sembrano in grado di spiccare il
volo e tornare a quel 24% che era l'obiettivo di Berlusconi all'inizio
della campagna elettorale. In secondo luogo, l'aggressività del Cavaliere rischia di penalizzare i suoi alleati.
In quanto non sottrae voti al Centrosinistra e porta gli elettori di An
e Udc poco convinti dell'attuale leadership della Casa delle
Libertà ad astenersi. Tra le mura di Via Bellerio, però, il ragionamento è opposto. I massimi esponenti del Carroccio, a partire da Bossi, sono ancora convinti di poter recuperare nei confronti dell'Unione. Stando a un sondaggio che circola nella sede leghista, il Centrodestra è indietro solo di 1,5-2 punti percentuali e sta recuperando terreno. Tanto che in molti pronosticano una vittoria di un'incollatura di Berlusconi. Grazie anche alla Lega, che, a differenza dei sondaggi ufficiali che la danno tra il 4 e il 5%, sarebbe accreditata di un 6-7%.
Certamente un risultato al di là delle aspettative, forse
difficile da ottenere, ma che aiuterebbe non poco la Casa delle
Libertà. E che verrebbe speso nel futuro governo e soprattutto in vista del referendum sulla devolution. Imponendo, di fatto, agli alleati di impegnarsi a fondo per far trionfare il sì.
Affari Italiani 22.3.2006
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