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"Al meeting di Confindustria Berlusconi ha dato un messaggio di
divisione, di categorizzazione del mondo in buoni e cattivi... In
questo modo può favorire Forza Italia, ma non la CdL. Anzi rischia di
danneggiarla". Così Alessandro Amadori (Coesis Research) intervistato da Affari. "Unione avanti di 4,5-5 punti, però il distacco si ridurrà a 3. Maggioranza al Centrosinistra anche al Senato".
La performance di sabato a Vicenza del presidente del Consiglio ha fatto bene alla Casa delle Libertà? "Ha fatto bene leggermente a Forza Italia. Alla Casa delle Libertà come aggregazione di più partiti no". Perché? "Berlusconi
ha dato un messaggio di segmentazione, di divisione, di
categorizzazione del mondo in buoni e cattivi... Più si avvicina il
voto e più l'elettore tende a cercare un messaggio di unità. Almeno
all'interno del proprio schieramento. Fra gli imprenditori citati da
Berlusconi ce ne sono alcuni che votano per An e altri che votano per
l'Udc, quindi aver puntato tutto sulla propria figura, anche a scapito
di altri leader di partito, non è stata una mossa particolarmente
sinergica. Ha voluto segmentare: chi mi ama mi segua, chi non mi ama
non mi segua". Quindi ha fatto bene a Forza Italia, ma non alla coalizione... "La
mia impressione è questa. In generale, i messaggi fortemente
segmentanti che Berlusconi sta dando possono favorire il suo elettorato
personale, ma non quello complessivo dell CdL, anzi, possono
danneggiarlo". Qual è il distacco fra le due coalizioni? "E'
tornato a essere fra i quattro punti e mezzo e i cinque punti. Io
continuo a pensare che il distacco effettivo potrebbe essere minore,
fra i tre punti e i tre punti e mezzo. C'è una quota di elettorato
berlusconiano che tende a non dichiararsi, a sfuggire un po'. E' vero
che oggi anche gli incerti sono più orientati a sinistra, ma continuo a
pensare che il risultato, pur favorevole al Centrosinistra, potrebbe
essere meno 'bulgaro' di quello mostrato dai sondaggi. Nel dichiarato
c'è uno stacco di quasi cinque punti. Nell'effettivo potrebbe essere
attorno ai tre punti". Al Senato l'Unione avrà la maggioranza? "Sì,
mi sono convinto di questo. Leggi alla mano, regione per regione è
quasi aritmeticamente impossibile che il Senato passi al Centrodestra".
La maggioranza di quanti seggi potrebbe essere? "L'ultimo
dato di Eurisko mostra che il Senato è un po' meno orientato verso il
Centrosinistra rispetto alla Camera. La maggioranza potrebbe essere più
risicata. Una banda probabile è fra i dieci e i venticinque senatori". Veniamo ai partiti. Uniti nell'Ulivo? "Noi l'abbiamo ai valori che rilevavamo a livello di intenzioni di voto alle Europee del 2004. Quindi attorno al 33%". Forza Italia? "E' cresciuta fino a sfiorare il 22%. Ora mi sembra assestata attorno al 21-21,5". An? "Ha
un andamento oscillante. Era deboluccia nelle settimane precedenti,
perché subiva un po' la concorrenza di Forza Italia, direi che ha
recuperato un punto o mezzo punto. Quindi intorno al 13%. Alla frenata
nella crescita di FI è corrisposto un riequilibrio in An, che ha
guadagnato qualcosa". Rifondazione Comunista? "Per noi è come un pianeta dall'orbita costante: 6,5-7%. Non la vediamo spostarsi né in su né in giù". E l'Udc? "Anche loro sono ad orbita costante. Al 6%". La Lega? "Ho visto i dati di Eurisko che la darebbero al 3,5%. Mi sembra basso. Noi la vediamo stabile attorno al 5%". Chi supera e chi no il 2%? "A
sinistra l'unico partito che rischia di non superare il 2% è l'Udeur di
Mastella. Tutti gli altri sono sopra la soglia del 2%. I Comunisti
Italiani al pelo. Anche Di Pietro che è un po' cresciuto negli ultimi
mesi. Forse gli scandali hanno riacceso la sua fiammella. L'Udeur
invece è sceso, anche perché ha poca visibilità in questa campagna, è
come se non ci fosse". Alberto Maggi
Affari Italiani 20.3.2006
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