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Si è fermata la rimonta del centrodestra, e il confronto televisivo tra
i candidati-premier non ha fornito la "spinta" auspicata da Berlusconi.
Tornano anzi a crescere, nel borsino elettorale, le quotazioni
dell´Unione, che continua a prevalere di oltre cinque punti nelle
intenzioni di voto. Intanto Prodi, uscito vincitore dalla prima sfida
di fronte alle telecamere, guadagna terreno nella considerazione degli
elettori. Sono questi i principali risultati proposti dall´Atlante
Politico, realizzato per la Repubblica da Demos-Eurisko. Le
tendenze elettorali. Gli effetti della campagna mediatica del
Presidente del Consiglio sembrano essersi arrestati, nelle ultime due
settimane. Berlusconi ha forse già raccolto buona parte di quanto
poteva raccogliere, e Forza Italia non appare più in crescita di
consensi. Il deludente faccia a faccia con Prodi ha proiettato sul
clima d´opinione le tendenze che stavano emergendo, molecolarmente, nel
Paese. Il dato più significativo rilevato dall´indagine consiste,
infatti, nella forte crescita dei pronostici favorevoli al
centrosinistra, in vista delle prossime elezioni. Questo indicatore,
che ha spesso anticipato l´evoluzione dell´opinione pubblica, vede oggi
l´Unione prevalere di circa 18 punti sulla CdL.
L´attivismo mediatico di Berlusconi e le aspettative create attorno al
confronto hanno, d´altra parte, finito per favorire anche la
mobilitazione degli avversari e, in qualche misura, la ripresa di
iniziativa degli alleati-concorrenti. Si è ridotto, così, lo spazio
elettorale esterno alle due principali coalizioni: sono cresciute sia
le opzioni di voto per l´Unione che quelle per la CdL. Ma il vantaggio
del centrosinistra è aumentato: supera ormai i 5 punti percentuali, nel
voto per la Camera, e tendenze analoghe si registrano per il Senato.
Nell´ambito del centrosinistra, si osserva una crescita dei consensi
per la lista dell´Ulivo, apparsa, nella precedente indagine, un po´ in
affanno. Nella CdL, il recupero più significativo riguarda invece An,
nonostante la risonanza avuta dallo scandalo sullo spionaggio, che ha
portato alle dimissioni del ministro Storace. La crescita delle
preferenze per il partito appare, anche in questo caso, legata alla
popolarità del suo leader, Fini, il più apprezzato fra i principali
personaggi politici.
Sull´esito del voto del 9-10 aprile peseranno certamente le scelte
degli indecisi. Oltre un quarto del nostro campione (29%) non dichiara
la propria opzione di voto. Gli incerti, che in maggioranza si
orientano verso il centrosinistra, sembrano esitare soprattutto sulla
scelta del partito. Solo una piccola quota - stimabile fra il 3% e i 4%
dell´elettorato - si dichiara dubbioso sulla coalizione. Tra gli
incerti che si orientano verso il centrosinistra, il segmento più
esteso è formato da elettori che giudicano "poco convincenti entrambe
le coalizioni". Per l´Unione sarà decisivo, quindi, far emergere con
maggiore chiarezza gli elementi qualificanti e distintivi del proprio
progetto. Anche la CdL dovrà fronteggiare un problema analogo, oltre a
quello di mobilitare la partecipazione elettorale: una quota estesa di
incerti "vicini al centrodestra" si dice, infatti, tentata
dall´astensione.
Il confronto fra i candidati. Il processo di mobilitazione
dell´elettorato, alimentato dal duello televisivo di martedì scorso, è
ben visibile anche dagli spostamenti nei giudizi sui capi-coalizione.
In seguito al faccia a faccia, è aumentato il numero di persone che si
schierano a fianco dei due candidati. Si contrae - dal 20 al 13% - la
porzione di incerti nell´indicare la propria preferenza su chi dovrà
guidare la prossima squadra di governo. Prodi sembra, però, frenare
l´avvicinamento di Berlusconi, che rimane distanziato di circa 8 punti.
Se gli elettori di centrodestra e centrosinistra tendono a raccogliersi
attorno ai propri leader, è quindi il Professore a uscire lievemente
rafforzato dall´ultima settimana. Una indicazione confermata dalla
pagella dei politici, dove Prodi - "promosso" dal 43% degli italiani -
mantiene un vantaggio di circa 4 punti sull´avversario (e torna ad
essere la figura più apprezzata dal "popolo di centrosinistra"). Il 36%
degli interpellati, del resto, indica il leader dell´Unione come
vincitore del dibattito televisivo.
La sua performance nel confronto diretto fa lievitare, peraltro, il
numero di intervistati che lo indicano come persona provvista delle
credenziali per insediarsi a Palazzo Chigi. Ancor più di qualche
settimana fa, Prodi si presenta come uomo capace di "governare
nell´interesse di tutti", di "tutelare le persone deboli e bisognose".
Berlusconi continua, per converso, ad offrire maggiori garanzie come
"sponsor" dell´Italia oltre confine, oltre ad essere preferito per la
sua capacità di "parlare alla gente" e di "tenere unita la
maggioranza". Su tutte e tre le dimensioni, tuttavia, Prodi ha ridotto
lo svantaggio, e appare oggi (leggermente) più convincente del
Cavaliere nel proporre un programma di rilancio economico del Paese.
ROBERTO BIORCIO,
fabio bordignon
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