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Fino ad oggi, il confronto tra Berlusconi e Prodi non ha inciso nello spostamento di consenso a favore dell'una o dell'altra coalizione: la distanza tra gli schieramenti si riconferma al 4.3% a favore dell'Unione. Ciò non vuol dire che il faccia a faccia sia stato ininfluente poiché aiuterà nella formazione del consenso il popolo degli indecisi che prenderà posizione non prima di 7-10 giorni dal 9 aprile. Quindi, probabilmente, il secondo round del confronto tra i due leaders, che si terrà a soli 6 giorni dalle elezioni, varrà doppio in quanto potrà aiutare la rimanente quota di indecisi a schierarsi con una delle due coalizioni. D'altronde anche negli Stati Uniti, laddove si attribuisce un alto valore ai confronti TV tra i due candidati alla presidenza, lo spostamento effettivo del consenso si registra non prima di 7-10 giorni dal dibattito, cioè nell'immediatezza della "electon day". Comparando, dunque, i due sondaggi effettuati prima e dopo il dibattito, si riscontrano comunque movimenti di alcune liste che però sono da mettersi in relazione più al trend degli ultimi mesi che non al risultato dello scontro in Tv. Infatti la novità nel centrosinistra è di un ulteriore incremento della Rosa nel Pugno che, arrivando al 3.3%, potrebbe aspirare a 22 seggi, mentre la Lista dell'Ulivo risulta stabile al 32.5% con una stima di 221 deputati. Nella CDL, invece, ancora una volta il trend settimanale favorisce Forza Italia che arriva al 22.3%, mentre l'UDC di Casini subisce un leggero decremento e si posiziona intorno al 5%. Tra i 277 parlamentari previsti alla coalizione perdente, 137 potrebbero essere assegnati agli azzurri mentre l'UDC scenderebbe a 31.
di ANTONIO NOTO direttore di IPR MARKETING
(Repubblica.it 17 marzo 2006)
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