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marzo 16, 2006 Il Riformista

INTERVISTA/ L'AD DI IPSOS ANALIZZA IL DUELLO TV: «SI VINCE PARLANDO DI FUTURO. IL CENTROSINISTRA LO SA DAL 2001»

Pagnoncelli: «Prodi ha parlato al paese, Berlusconi ai suoi»

«Il Professore era avvantaggiato: su di lui aspettative più basse. Il Cavaliere ha implicitamente ammesso di aver perso»

 

«Berlusconi ha guardato nello specchietto retrovisore, Prodi avanti». Per Nando Pagnoncelli, esperto di sondaggi e amministratore delegato di Ipsos, quello di martedì è stato un Berlusconi inedito. «Nel `94, nel `96 e nel 2001 il Cavaliere progettava il paese. C'è chi lo ha chiamato un sogno, chi un miracolo, ma presentava un progetto per il futuro. Martedì non l'ha fatto, ha giocato in difesa, ha puntato sul recupero dell'elettorato deluso attraverso una convinta e quasi appassionata rendicontazione di quanto ha fatto il governo. Prodi, invece, ha fatto un ragionamento più legato all'elettorato nel suo complesso. Il primo ha parlato ai suoi, il secondo al paese».

Le campagna elettorali si vincono guardando avanti?

Il centrosinistra lo sa. Quando, nel 2001, ha fatto una campagna elettorale presentando il bilancio dei risultati raggiunti, anche importanti come l'ingresso nell'euro, ha perso. Le campagne si vincono buttando la palla dall'altra parte, cercando di far capire cosa si progetta per il futuro. Proprio in tv Berlusconi è apparso molti in difficoltà... Nell'appello finale ha dedicato due terzi del tempo a disposizione per esprimere disagio rispetto alle regole del confronto tv. In questo modo ha dato un messaggio molto chiaro, ha ammesso che il match l'ha vinto il suo avversario. Rivelando il disagio rispetto alla for mula e al format ha implicitamen te confessato che Prodi ha avuto una performance migliore.

Un dato confermato dai primi sondaggi a caldo.

Non i nostri. Ipsos li farà questa se ra (mercoledì ndr), a freddo: li presenteremo domani sera a Ballarò Una reazione a caldo è più emotiva e può modificarsi nel corso delle ore successive. E poi nei sondaggi che ho letto non erano presenti elementi relativi al posizionamento politico di quelli che rispondono Il faccia a faccia è seguito di più da chi ha già preso una decisione di voto: è probabile che i sostenitori del centrosinistra dicano pregiudizialmente che ha vinto Prodi e simmetricamente Berlusconi per gli elettori della Cdl. Sarebbe interessante, invece, sapere a quanti elettori di centrosinistra è piaciuto il Cavaliere e viceversa.

Anche capire cosa pensano gli indecisi dopo il duello tv.

Certo. Capire il parere dei famosi indecisi che saranno l'ago della bilancia della competizione elettorale. Andare a intercettare gli indecisi è difficilissimo, sono una minoranza, e nel considerarli c'è un'ambiguità di fondo. Mi spiego: c'è una indecisione molto più bassa quando si chiede se uno voterà centrosinistra o centrodestra e una indecisione più elevata quando si parla del voto al senato.

Quindi c'è più mobilità elettorale all'interno dei due schieramenti.

Sì, quesito è lo strabismo dei sondaggi che parlano di un vantaggio  di 3-4 punti tra centrosinistra e centrodestra ma che escludono gli incerti. Dimentichiamo che una parte degli indecisi ha già deciso di votare uno dei due poli ma non sa quale partito scegliere. I veri indecisi, invece, dovranno scegliere se andare a votare e/o quale partito premiare. Si tratta di un microcosmo di persone lontane dalla politica. Sarà interessante capire se hanno seguito il faccia a faccia di martedì. Non so se questo sposterà voti. Certamente può giocare un ruolo di mobilitazione sui rispettivi elettorati, di riconoscimento, identificazione, orgoglio.

 In ogni caso il centrosinistra temeva questo duello.

Sì, lo temeva perché dal punto di vi. sta dell'eloquio Berlusconi è considerato più sciolto. Lo confermano anche i sondaggi: anche nell'elettorato dell'Unione c'è una maggioranza larga che considera Berlusconi un miglior comunicatore. In questo senso Prodi è stato avvantaggiato perché l'aspettativa nei suoi confronti era più bassa.

Quale consiglio darebbe a entrambi per il prossimo duello?

Non dò consigli, io faccio l'analista. Ma su un tema entrambi mi sembra abbiano mostrato la corda: quando hanno parlato delle quote rose. E poi, c'è un altro elemento da considerare: si sta svuotando il valore di numeri. Prima erano un elemento di relativa oggettività. Oggi a un numero ne viene contrapposto un altro e di fatto la credibilità del numero sta nella credibilità di chi lo comunica. (gio.co.)

Il Riormista 16-03-2006