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Lapalissiano:
l'attesa per il faccia a faccia era enorme. Ormai s'era creato un vero
e proprio un crescendo d'attenzione per questo incontro-scontro tra il
grande comunicatore Silvio Berlusconi e quello che tutti percepivano come uno scarso politico mediatico: Romano Prodi.
Diciamolo: eravamo tutti convinti che il Professore fosse un leader
mediaticamente non all'altezza, e che il Cavaliere se lo sarebbe
pappato in un sol boccone. Invece l'entourage di Prodi ha lavorato
alacremente per proteggerlo con "pali e paletti", imponendo questo
fantomatico metodo "all'americana". Mai mossa fu più azzeccata:
mercoledì sera si è assistito ad un confronto niente affatto noioso,
esattamente il contrario di quello che pensava la stragrande
maggioranza dei commentatori. Ed era proprio chi veniva dato per
vincitore a priori (il Presidente del Consiglio) a risultare invece
ripetitivo e ossessionante, mentre Prodi s'è scoperto vispo e brillante
, rubando così la scena al Grande Comunicatore. Serio e pimpante,
addirittura "battutista" e inventore di slogan ("costruiamo insiemela
felicità"). In una serata ha frantumato quell'immagine "curiale" che da
sempre si trascina addosso. Il tutto esaltato proprio dal metodo,
un'assoluta novità nel "quaqquaraqquà" della politica televisiva
nostrana. Per questo che la curva d'ascolto è stata regolare per tutto
il dibattito. Gli ascolti hanno battuto quelli delle finali di calcio o
dei Festival di Sanremo (di una volta). Basta vedere i numeri: 16 milioni di spettatori con il 52,1%
di share. I due leaders hanno mantenuto gli equilibri di attenzione del
pubblico, nessuno dei due perdeva vistosamente ascolto durante
l'intervento. Questo è dovuto soprattutto alla formula dei brevi
interventi di botta e risposta. Come si vede dalla curva d'ascolto non
ci sono stati cali di tensione, per tutta la trasmissione lo share non
è più sceso sotto al 50% (se non per pochi minuti) ed in chiusura è
anche salito, durante gli appelli finali, toccando il 57%. Il pubblico era molto presente in ogni fascia d'età, con il 46,4% dai 15 ai 24 anni fino ad arrivare ad oltre il 60% sugli over 65enni. Altissima la percentuale di laureati (64%)
e di ceto economico e sociale elevato (60%), ma comunque forte la
presenza delle classi meno abbienti 48% e meno istruite (54% quella
d'istruzione elementare). Più forte l'attenzione nel Nordest (56%) e nel Centro (54,7%), soprattutto nelle regioni "rosse" (primato dell' Umbria con il 64,8%, Marche ed Emilia Romagna al 58%). Meno presente il Sud e Isole con il 49%, ma con divari notevoli (la Campania al 41,8%, mentre la Sardegna al 58%). A beneficiare della conclusione del faccia a faccia, è stato 8 e 1/2 su La Sette, che ha raggiunto addirittura il 16% alle 22:51, un vero risultato record per una rete che normalmente ottiene il 3% di media. Dopo aver fatto capolino nel salotto di Giuliano Ferrara, il pubblico si è poi gradualmente disperso sui vari approfondimenti: primo tra tutti Porta a Porta, e poi Studio aperto speciale, ecc. La tavola rotonda di La Sette ha ottenuto un risultato medio del 5,5%, con punte del 10% tra i laureati e le classi socio-economiche più elevate. Porta a porta ha ottenuto il 25% di share. Vespa ha sfondato soprattutto tra gli over 55 enni (con il 32% di share) ed ha ottenuto, contrariamente ai dati di prime time del faccia a faccia, i suoi migliori risultati nel Sud Italia (25,55%).
Lo speciale di Studio Aperto (con l'8% di share e 1.373mila spettatori)
ha raccolto ben il 10% tra i giovani dai 15 ai 24 anni, nel Nord del
Paese e appartenenti ad una classe economico-sociale medio-alta. Remo De Vincenzo

Punto.com
16/03/2006
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