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marzo 16, 2006 La Provincia

nando pagnoncelli sondaggista Ipsos «Due stili molto differenti poche parole sul futuro»

 

«Troppe cifre e troppi riferimenti al passato. Ma all'atto pratico cambierà poco». Per Nando Pagnoncelli, sondaggista della società Ipsos, i due candidati hanno ecceduto nello snocciolare numeri e nel parlare di ciò che è già stato. Finendo per confondere e annoiare i telespettatori. Alla fine, però cambierà poco: perché gli italiani al faccia a faccia non sono ancora abituati.

La prima domanda è d'obbligo: chi ha vinto? Molto difficile dirlo, gli italiani non sono abituati a questo tipo di confronti. Prima di emettere dei verdetti, bisognerebbe conoscere la quantità e la tipologia di persone che hanno seguito il dibattito.

Quali sono stati i punti di forza e i punti deboli dei due candidati? Hanno utilizzato due stili comunicativi decisamente differenti: Berlusconi più argomentativo, in certe situazioni difensivo; Prodi più rassicurante e rasserenante. Entrambi, e in particolare l'attuale premier, hanno però utilizzato troppe cifre. L'effetto è quello di creare confusione nei telespettatori, e soprattutto in chi è meno pratico di politica.

E riguardo ai temi trattati? Credo si sia parlato troppo del passato e poco dei programmi per il futuro. Un tentativo di tematizzazione c'è stato, ma con lo specchietto retrovisore.

Di chi la colpa? Più dei giornalisti o dei candidati? Direi che tutte le domande potevano essere lette sia in prospettiva passata che futura: la scelta, poi, spetta a chi deve rispondere.

Nè Prodi né Berlusconi guardavano in camera: un atteggiamento che verrà interpretato negativamente? Non penso. Se è vero che non guardavano negli occhi i telespettatori, è vero anche che il loro sguardo era fisso sui loro interlocutori. Insomma: secondo lei questo duello non sposterà molti voti... Credo di no. Lo ripeto: non siamo gli americani, abituati a questo tipo di confronti. Abbiamo bisogno di un po' di rodaggio. La scelta di utilizzare molte cifre, poi, allontana soprattutto gli indecisi, quelli che spostano il bilancino del voto.

Giacomo Fasola

La Provincia 15-3-2006