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Un sondaggio in presa diretta, appena finito il duello in
tv. La Swg di Roberto Weber ieri sera ha testato uno spicchio di
elettorato italiano — 300 soggetti maggiorenni, dei quali la
metà di centrosinistra, l'altra di centrodestra e una parte
di indecisi —, al termine del faccia a faccia tra Silvio
Berlusconi e Romano Prodi. Risultato: vince Prodi. È piaciuto di
più, il Professore, al 46,5% degli intervistati, a fronte del
34,7% che al termine ha riconfermato la sua fiducia a
Berlusconi. Differenza più o meno simile alla domanda: chi è il
vincitore del confronto? Il 42,6% ha indicato Prodi, il 35,6
Berlusconi. Pochi, pochissimi, stando al sondaggio Swg, hanno
cambiato idea, sia nel centrosinistra sia nel centrodestra: il
91,1 per cento al termine del duello ha riconfermato la sua idea
iniziale. Mentre il 3 per cento solo ha cambiato il suo
orientamento iniziale. C'è da dire, però, che mentre nel
centrosinistra nessuno è stato convinto da Berlusconi, nel Polo
il 10%, al termine del duello tv, ha ammesso di aver cambiato
idea a favore di Prodi. Il quale è piaciuto alle donne più del
premier, amato invece dalla popolazione più anziana. Al
campione complessivo di elettori, comunque, sono state rivolte
le stesse domande che nel '94 furono usate per un sondaggio
sulla sfida televisiva tra Berlusconi e Achille Occhetto. Il 23
marzo 1994, infatti, i due inaugurarono anche in Italia, su
Canale 5, il duello tv all'americana: quasi 10 milioni di
telespettatori incollati davanti al video. Fu un super record.
Moderato allora da Enrico Mentana, che alla fine, orgoglioso,
raccontò: «Quei due leader non si volevano stringere la mano per
i fotografi. Li ho convinti io. E durante le pause per la
pubblicità venivano subito raggiunti dai loro consiglieri.
Chiedevano loro come è andata? Poi parlottavano per inventare
nuove strategie. Berlusconi aveva l'emozione
dell'esordiente». Allora Berlusconi convinse la
maggioranza, il 41,1 per cento degli intervistati, mentre
Occhetto solo il 23,7. E quasi nessuno, anche in
quell'occasione, cambiò idea: l'88 per cento di coloro
che furono interpellati confermò il suo orientamento iniziale.
Anche allora il leader di Forza Italia apparve più brillante
(61,8%), più simpatico (53,8%) e più chiaro (46,2%). E il
confronto meno noioso di oggi: il 69,7% lo trovò stimolante,
rispetto al 57% di oggi. Ma a rileggere i dati di quel
confronto, si capisce che i fedelissimi della Cdl anche questa
volta hanno fatto quadrato intorno al premier. Nel duello di
ieri sera, infatti, anche se il risultato finale ha premiato il
leader dell'Unione, nelle singole capacità i due sfidanti
se la sono giocata fino all'ultimo minuto. Ad esempio, alla
domanda sul più bravo, Prodi ieri ha preso il 39,6 % mentre
Berlusconi il 36,6; sempre il leader dell'Unione è apparso
il più convincente, ma con un breve distacco: 45,5 contro un
43,6. A sorpresa, invece, il più preparato è apparso Berlusconi
(41,6), mentre Prodi ha preso solo il 35,6. Primato al premier
anche di abilità: 71,2 contro il 20,8 di Prodi. In generale, la
sensazione degli intervistati è stata che Berlusconi è apparso
più brillante (57,4%), aggressivo (65,3%), e anche però più
arrogante (55,4%). Insomma, la sua immagine è apparsa più forte
di quella del suo sfidante. Prodi, invece, è risultato più
credibile come capo di governo (44,6 contro 36,6), più sincero
(45,5 a 26,7) e più rassicurante (51,5 a 33,7). Il Professore,
inoltre, ha vinto sul piano della credibilità: il 44,6 per cento
degli intervistati lo ritiene, dopo il duello di ieri sera, il
più vicino a come dovrebbe essere un capo di governo. E per
molti è persino il più simpatico: 35,6 % contro il 34% che
preferisce Berlusconi. Che nel '94, invece, conquistò il
primato dell'immagine da capo di governo: fu scelto dal
46,4 per cento.
Sondaggio Swg realizzato con
un'indagine telefonica CATI effettuata a fine trasmissione
su 300 soggetti maggiorenni. I metodi usati per
l'individuazione delle unità finali sono di tipo casuale e
riguardano due livelli di stratificazione: zona geografica e
ampiezza demografica del comune. I due parametri sono uniformati
ai dati Istat
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