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marzo 14, 2006 L'Osservatorio di Renato Mannheimer

Indeciso un terzo degli elettori Le sfide determinanti per la scelta

Il 20 per cento non ha ancora stabilito se andare alle urne

 

I A quattro settimane dal voto, l'elettorato si può ripartire in due settori. C'è chi - due terzi degli italiani - ha già deciso cosa votare. La maggioranza di costoro (circa il 43% dell'elettorato) ha già scelto anche il partito, mentre una quota consistente (circa il 22% dell'elettorato) ha le idee chiare sulla coalizione, ma non sa ancora per chi optare all'interno di essa. Nell'insieme dei «decisi», le opzioni per il centrosinistra risultano maggioritarie, con uno scarto oscillante, a seconda delle modalità di rilevazione e dell'ambito di riferimento (Camera o Senato), tra il 2 e il 4%. Il secondo settore di elettorato è formato da chi non esprime sin qui una preferenza. Una parte (circa un terzo, pari grossomodo al 12% dell'elettorato) afferma sin d'ora che non intende - per scelta o per necessità - recarsi alle urne. I restanti (circa il 20% dell'elettorato, con maggiore frequenza tra i giovani, tra chi risiede al Sud, tra chi si colloca al centro tout-court) non sanno se votare o meno. Sulla base delle esperienze precedenti è ragionevole pensare che solo metà finirà col farlo. Anche tra costoro, comunque, sembra prevalere una generica preferenza per il centrosinistra.
In questi due settori, gli avvenimenti eclatanti di questi giorni (lo scandalo che ha coinvolto il ministro Storace, il rinvio a giudizio di Berlusconi, lo scontro in diretta tra quest'ultimo e la Annunziata) hanno portato effetti differenti. Tra i «decisi» si registra una più accentuata mobilitazione: molti, specie se «militanti» del centrodestra o del centrosinistra, si sentono rafforzati nella loro scelta. Tuttavia, nella Cdl si rileva anche un movimento interno, un afflusso di consensi verso FI a scapito dei suoi alleati. Sia le frequenti apparizioni di Berlusconi in televisione (compresa quella di domenica su Rai 3), sia le difficoltà in cui è incorsa An, sembrano portare chi è fedele alla coalizione, ma ancora perplesso sul partito, ad orientarsi verso la formazione del Cavaliere.
Nell'ambito degli «indecisi», invece, pare farsi strada la smobilitazione. Occorre ricordare che costoro sono per lo più poco interessati alla politica: la seguono da lontano, soprattutto attraverso la televisione, che guardano con intensità relativamente maggiore rispetto alla media. La sensazione complessivamente suscitata in questo segmento dagli episodi di questi giorni è quella di un mondo politico complesso, «sporco», litigioso. Il che potrebbe stimolare ad allontanarsene ancor più, magari non partecipando alle elezioni. O votando qualche piccola forza che evochi in qualche modo il sentimento (fortemente crescente in questo periodo) dell'«antipolitica».
Ma il risultato delle elezioni è tutt'altro che scontato. Gli «indecisi», proprio perché tali, sceglieranno alla vigilia del voto: nel 2001 il 25% degli elettori dichiarò di avere deciso nel corso dell'ultima settimana. Sul loro orientamento influirà soprattutto la televisione: sia attraverso i confronti tra i leader che si succederanno nei prossimi giorni, sia, specialmente, attraverso i messaggi, anche indiretti, delle altre trasmissioni. Ma conteranno soprattutto i contenuti: uno slogan convincente o un obiettivo programmatico semplice e al tempo stesso ritenuto importante per la propria vita possono stimolare in un senso o nell'altro quei «veri» indecisi che sono oggi al centro dell'attenzione di tutti i leader politici.

di RENATO MANNHEIMER

Corriere della Sera 14-03-2006