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marzo 13, 2006 IPR Marketing

Unione, il vantaggio scende al 4,3% Il dibattito peserà sugli indecisi

La rilevazione prima dell'atteso confronto televisivo
Almeno 6 milioni di italiani non hanno preso posizione

 

Prima che avvenga il confronto televisivo tra Prodi e Berlusconi, la distanza tra le due coalizioni è di 4,3% a favore dell'Unione, con la CDL in leggero recupero ed il centrosinistra in lieve flessione. Ma, è anche da notare che, nonostante il fatto che la CDL sia in rimonta ormai da 3 mesi, la differenza tra i due schieramenti nell'arco degli ultimi 30 giorni si è stabilizzata in un range di oscillazione tra il 4.3 ed il 4.9%.

In ogni caso, di settimana in settimana, si continuano a registrare sensibili variazioni, sia delle singole liste che delle due coalizioni, ma il dato più interessante, e che fornisce una precisa informazione sull'analisi del trend, è la comparazione del movimento di voto nell'arco delle ultime settimane.

Infatti, se si esamina un periodo di tempo più lungo, per esempio da febbraio ad oggi, si nota che mentre la formazione del consenso ha inciso nelle variazioni delle percentuali di alcune singole liste, complessivamente le squadre dei due leader conservano all'incirca gli stessi valori. Il maggior spostamento delle intenzioni di voto si è registrato, invece, nel periodo dicembre-gennaio.

Lo scenario elettorale potrà evolvere nelle prossime settimane quando, con la massima mobilitazione elettorale, il consenso premierà una o l'altra delle coalizioni. In questi ultimi giorni si discute molto di quanto "gli indecisi" , qualora decidessero di non astenersi, potrebbero spostare il consenso da una parte o dall'altra.

L'altro argomento che monopolizza il dibattito politico di queste ore è se il "faccia a faccia" tra i due leader possa effettivamente influenzare le scelte del voto, soprattutto dei circa 6-8 milioni di italiani che ancora non hanno preso posizione.

Bisogna tener presente inoltre che, il profilo dell'indeciso, generalmente, non è strettamente legato ad una precisa ideologia: è per lo più una persona "apolitica", oltre che "apartitica" e non è attratto da battaglie ideologiche, né di contenuti; esprime il voto in maniera "empatica", decide negli ultimi 7-10 giorni con chi schierarsi e valuta più la fiducia verso il leader di uno schieramento che verso un partito. Pertanto i risultati dei due confronti potrebbero essere determinanti per la scelta definitiva di questo folto gruppo di italiani che potrà influenzare l'esito delle elezioni del prossimo 10 aprile.

Infine, nel centrosinistra, più che la percentuale ai singoli partiti è determinante il gioco dell'assegnazione dei seggi, in quanto ci sono ben 3 liste che sono sulla soglia del 2%, ma con una distanza statistica non sufficiente ad affermare con certezza se effettivamente i Verdi, i Comunisti Italiani e Italia dei Valori supereranno tutti il fatidico 2%.

Nella CDL si continua a registrare il movimento "a fisarmonica" tra FI ed An, ovvero all'incremento di uno dei due partiti corrisponde sempre il decremento dell'altro, ma la novità è che nell'ultima settimana si è riscontrato un lieve aumento di Alternativa Sociale che incalza la lista DC+Nuovo Psi per l'assegnazione dei seggi.

di ANTONIO NOTO direttore IPR MARKETING

(Repubblica.it 13 marzo 2006)