"La CdL, che aveva un trend crescente significativo, si è arrestata negli ultimi giorni e oscilla tra il 46,5 e il 47,5%. Il Centrosinistra è stabile attorno a quota 51". Alessandro Amadori, intervistato da Affari, svela gli ultimi dati di Coesis Research. "Al Senato l'Unione ha comunque la maggioranza, è quasi matematico. Ulivo al 32%, Forza Italia tra il 21 e il 21,5%...".
E' vero che si è interrotto il recupero del Centrodestra?
"Sì, anche a noi risulta che il processo di crescita della CdL si sia plafonato. Ovvero si è stabilizzato attorno a una distanza media dal Centrosinistra intorno a 3,5-4,5 punti".
L'Unione è sempre stabile?
"Il Centrosinistra è rimasto stazionario nelle ultime settimane attorno a quota 51%, mentre la CdL, che aveva un trend crescente significativo, si è arrestata nel corso degli ultimi giorni e oscilla tra il 46,5 e il 47,5%".
Quali sono i motivi della frenata del Centrodestra?
"Sono anche fisiologici, l'impressione è che il Paese si sia un po' baricentrato verso il Centrosinistra rispetto al 2001, non tanto però da consentire un distacco di 6-7 punti come risultava qualche mese fa. L'arresto della crescita della CdL dipende dal fatto che oggi l'Italia è un po' più vicina ai valori del Centrosinistra".
Con questi numeri l'Unione ha la maggioranza anche al Senato?
"Per varie settimane tutti noi davamo come incerto il Senato. In realtà, se si prende la legge elettorale, i sondaggi e i risultati delle elezioni precedenti, si scopre che il Senato anche se solo con una maggioranza minima di un seggio nell'ipotesi peggiore per l'Unione, con la CdL che vince in tutte le regioni incerte, dovrebbe quasi matematicamente andare al Centrosinistra. Tre regioni piccole, Valle d'Aosta, Molise e Umbria, sono sovrarappresentate in termini di senatori e stabilmente votano l'Unione".