home

politiche 2006

regionali 2005

risultati elezioni

governo

congiuntura

forum

archivio

politica on line

RSS


febbraio 18, 2006 Demos-Eurisko

Il centrodestra recupera ma l´Unione rimane in testa

Oltre 4 punti di distacco nonostante l´offensiva di Berlusconi

Non cambia il clima generale: otto persone su dieci sono scontente di come va il Paese
Si radicalizzano le posizioni sui temi chiave della campagna elettorale
Per l´indagine Demos-Eurisko tra gli elettori della Cdl cresce molto la fiducia
Il premier sale al 34% però resta in fondo alla classifica dei leader

 

 

 Sono cresciute, nell´ultimo mese, le quotazioni del centrodestra: nelle intenzioni di voto, nelle previsioni formulate dagli elettori. Si assiste, in generale, ad un clima d´opinione più favorevole alla coalizione guidata da Berlusconi. Ma le forze dell´Unione mantengono ancora un vantaggio significativo: quattro punti percentuali. È quanto emerge dall´ultimo sondaggio dell´Atlante Politico, realizzato nei giorni scorsi da Demos-Eurisko.
Le tendenze elettorali. L´avvicinarsi della scadenza elettorale e, soprattutto, la massiccia campagna mediatica di Berlusconi hanno accentuato, nell´ultimo mese, le tendenze che avevamo registrato alla metà di gennaio. Se prevale ancora, tra gli intervistati, l´attesa per una vittoria dell´Unione alle prossime elezioni, è cresciuta fortemente fra gli elettori di centrodestra la fiducia sulle possibilità di successo per la Casa delle Libertà. È aumentata di qualche punto anche la fiducia nel governo e nel suo presidente. E cresce lievemente, tra gli elettori di centrodestra, la soddisfazione per l´andamento economico dell´Italia. Le iniziative mediatiche di Berlusconi sono indubbiamente riuscite nell´intento di riorientare e rimobilitare i settori del suo elettorato che nell´ultimo anno erano apparsi più incerti e sfiduciati. Ma non si registrano effetti significativi sulle altre aree elettorali. Si possono cogliere, invece, indizi di una mobilitazione di segno contrario. Si può ad esempio osservare come, nell´ultimo mese, sia cresciuta anche la fiducia nell´opposizione di centrosinistra. Gli elettori che fanno riferimento alle due coalizioni tendono a radicalizzare le rispettive opinioni. Se sale l´apprezzamento per il premier, Berlusconi, con il 34%, rimane comunque in fondo alla graduatoria dei leader politici, superato di circa quattro lunghezze da Prodi (38%).
In questo quadro, si rileva una diminuzione del settore dell´elettorato incerto sulla scelta di voto: le mancate risposte sulle opzioni elettorali passano, dal 38% dell´indagine di gennaio, al 24%. La crescita delle dichiarazioni di voto ha ridotto la distanza fra le due coalizioni. Resta in vantaggio l´Unione: ma il distacco dalla Casa delle Libertà si è ridotto da sei a quattro punti. Forza Italia è cresciuta di due punti, recuperando il livello di consensi ottenuto alle elezioni europee del 2004. Il richiamo del partito di Berlusconi sembra ridimensionare lo spazio elettorale dei partiti minori che aderiscono alla Casa della Libertà.
Nell´ambito del centrosinistra, la lieve riduzione delle intenzioni di voto sembra dipendere soprattutto da due questioni specifiche. Le preferenze per Rifondazione comunista hanno registrato una relativa flessione, rispetto ai livelli molto elevati raggiunti nei mesi scorsi. Si può riconoscere in questa tendenza l´effetto delle polemiche su alcune candidature molto enfatizzate dai media. Anche la lista Rosa nel Pugno conosce qualche difficoltà nella conquista dell´elettorato che in passato votava per le liste radiali e per lo Sdi.
La riduzione del vantaggio per la coalizione di centrosinistra che si è registrata nell´ultimo mese potrà continuare in futuro, fino a mettere in discussione le possibilità di vittoria nelle elezioni del 9-10 aprile? È difficile, per ora, rispondere a questa domanda. Si può però osservare che anche tra gli elettori incerti prevalgono gli orientamenti potenziali a favore del centrosinistra. L´attivazione di queste aree può rappresentare il problema cruciale per la campagna dei partiti e dei leader dell´Unione.
Il clima politico. Non è cambiato, d´altra parte, l´umore generale dell´opinione pubblica, segnato da una profonda insoddisfazione. Otto persone su dieci, tra quelle interpellate, si dicono scontente di come vanno le cose in Italia. Poco più di un quarto degli intervistati valuta positivamente le dinamiche economiche. Ed è proprio l´economia a dominare la lista delle priorità suggerite dalla popolazione. Quasi un italiano su due (46%) colloca l´andamento dell´inflazione tra le prime due emergenze che devono essere affrontate. Una percentuale di poco inferiore cita il tema della disoccupazione (43%). Altre questioni, come la corruzione politica, che nelle scorse settimane hanno caratterizzato il dibattito pubblico, tendono a rimanere in secondo piano.
Il sondaggio, infine, ha rilevato il giudizio dei cittadini su temi specifici, divenuti centrali nel confronto politico. Su alcuni di questi, l´elettorato si presenta fortemente diviso. L´orientamento della nuova legge sulla legittima difesa, approvata di recente dal Parlamento, viene fatto proprio dalla maggioranza degli intervistati. Sei persone su dieci, ritengono giusto che una persona, se scopre un ladro in casa, possa difendersi sparando: ma elettori di centrodestra (79%) e centrosinistra (40%) esprimono posizioni totalmente divergenti. Sul delicato nodo dell´alta velocità, poi, si osserva una evidente spaccatura. Una lieve maggioranza (45%) pensa che i lavori del Tav debbano essere sospesi, per trovare una soluzione che rispetti le esigenze della popolazione interessata. Tale orientamento diventa maggioritario (55%) a centrosinistra, mentre gli elettori della Cdl, nel 61% dei casi, ritengono interesse dell´Italia completare rapidamente l´opera. Minori appaiono, per converso, le distanze sui temi di natura etica e morale. E´ una minoranza – ancorché di dimensioni non trascurabili – a chiedere norme più restrittive in materia di aborto: circa il 38%, con una punta del 42% tra chi destina il proprio voto ai partiti di centrodestra. In questo stesso segmento di elettorato, si registra un orientamento favorevole all´istituzione dei Pacs, che riguarda, nel complesso, il 60% della popolazione.

La Repubblica 18-02-2006


COMMENTI