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E' ancora una volta la crescente mobilitazione degli "ex indecisi", in una sola settimana scesi dal 23,5% al 19%, a spostare l'ago della bilancia che al momento pende dalla parte di Forza Italia, più che della CDL nel suo complesso. Il partito di Berlusconi dunque fa un nuovo passo in avanti e traina la coalizione che con il 47,5%, valore massimo registrato finora, si porta a -4,5%, incalzando il centrosinistra, fermo da molte settimane al 52%.
Dunque, sembra proprio che il maggior elemento di novità di queste ultime settimane sia rappresentato dal movimento del consenso dei "nuovi votanti" che, pur distribuendosi tra le varie liste che formano una variegata offerta elettorale, è intercettato, in particolare, da Forza Italia che oggi, a quanto pare, sta raccogliendo i frutti, non solo della sovraesposizione mediatica del premier, ma anche della massiccia campagna di comunicazione presente nelle strade di tutta Italia.
Ad ogni modo il trend di incremento degli azzurri penalizza i partiti del proprio schieramento, visto che alla stabilità dell'Unione corrispondono decrementi di alcune liste della CDL che cedono voti a Forza Italia. Pertanto, alla continua crescita degli elettori che dichiarano la propria intenzione di votare il partito di Berlusconi, e che oggi rappresentano il 21.2% dei votanti (+1.9% in un mese), si individua una flessione degli altri partiti del centrodestra: quindi i nuovi voti a Forza Italia non provengono esclusivamente dai cosiddetti indecisi ma anche da flussi di voto ceduti da An ed UDC che, in correlazione, subiscono un decremento.
Attualmente l'attribuzione dei seggi assegna 131 deputati agli azzurri, 72 ad AN e 35 all'UDC. Alternativa sociale della Mussolini, crollando allo 0.4%, non raggiungerebbe il quoziente per poter entrare in Parlamento, mentre la lista della Nuova DC ed il Nuovo PSI, pur non raggiungendo oggi la soglia del 2%, per il meccanismo previsto dal proporzionale, potrebbe guadagnare 9 seggi.
Nel centrosinistra, invece, il trend continua ad essere stabile e, pur consolidando il 52%, non fa registrare variazioni di rilievo nel corso del tempo, se non che la Lista Unitaria, oggi al 32.4%, è in lievissima risalita. Le maggiori novità nel centrosinistra sembrano interessare i partiti minori nella lotta al superamento della soglia del 2%, con un testa a testa tra Italia dei Valori e l'Udeur, attualmente entrambi all'1,5%. Con questi risultati uno dei due partiti rimarrà fuori dall'assegnazione dei seggi. I deputati eletti nella Lista Unitaria potrebbero essere 231, cioè il 68% di tutti i parlamentari dell'Unione.
E' invece ancora prematuro verificare gli effetti della vigenza della par condicio sulla prossima formazione del consenso ma sarà di sicuro interesse comparare i risultati di quest'ultimo sondaggio, effettuato in un periodo in cui non era ancora in vigore la legge sulla parità di condizioni, con i movimenti elettorali delle prossime settimane in cui sarà applicata la legge, anche per confermare o smentire se la formazione del consenso in questi ultimi mesi è stata condizionata solo dalla non regolamentazione degli spazi televisivi e dalla pubblicità o anche da altre variabili che condizionano le scelte del voto.
di ANTONIO NOTO direttore di IPR MARKETING
(Repubblica.it 15 febbraio 2006)
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