home

politiche 2006

regionali 2005

risultati elezioni

governo

congiuntura

forum

archivio

politica on line

RSS


febbraio 13, 2006 L'Unità

I sondaggi vanno male? E loro li truccano

Il premier parla genericamente di una società americana e annuncia il «sorpasso del centrodestra»
Il Giornale, quotidiano di famiglia, cita la Swg ma Weber dice: tutto falso, notizie prive di fondamento

 

SONDAGGI E BUFALE Che fare se tutti i sondaggi, punto più, punto meno, danno in vantaggio il centrosinistra? Berlusconi persegue da tempo una strategia chiara: fa la guerra ai sondaggisti, accusandoli di essere «tutti legati alla sinistra», e ne assolda di nuovi, magari americani, ma misteriosi, che annunciano un improbabile sorpasso. Obiettivo: ribaltare la sindrome della sconfitta e galvanizzare i suoi. Ieri in questa guerra dei sondaggi si è inserito il Giornale, il quotidiano della famiglia Berlusconi, che ci ha messo del suo. Ha attribuito il vagheggiato sorpasso del centrodestra a un sondaggio della Swg, istituto di ricerca considerato «di sinistra», perchè lavora spesso per i Ds. Titolo: «Sondaggio della sinistra: al Senato vince il Polo». Notizia allarmante o intrigante, a seconda dei punti di vista, l’unico problema è che le cose non stanno così.
O almeno non è vero che i sondaggi commissionati alla Swg dicano questo. E a quanto se ne sa, nessun altro serio istituto di ricerca italiano sostiene che il centrodestra sia in vantaggio. Il direttore della Swg, Roberto Weber, parla di «notizie false, senza alcun fondamento, che non corrispondono a quanto rilevato dall’istituto». Il Giornale replica confermando l’esistenza di una ricerca che dà il centrodestra in vantaggio al Senato. Però non parla più di Swg e non menziona altri istituti.
Ma come sarebbe avvenuto l’ipotetico sorpasso? Secondo il Giornale il centrosinistra sarebbe ancora avanti rispetto al Polo, ma poichè in una delle regioni in bilico, il Piemonte, il centrodestra avrebbe recuperato, per effetto della nuova legge elettorale scatterebbe un premio di maggioranza su base regionale che ribalterebbe la situazione in termini di seggi. Una fandonia secondo Weber, il quale non capisce come sia stato possibile attribuire al suo sondaggio un dato che è esattamente l’opposto della tendenza rilevata. «Alla fine di gennaio abbiano terminato una ricerca molto seria basata su un campione assai ampio di 14mila unità. Da dicembre a gennaio la forbice tra i due poli si è leggermente ridotta, ma non è vero che in alcune regioni fondamentali per il premio di maggioranza al Senato ci sia stato un sorpasso della Cdl. Anzi - prosegue Weber - per quanto riguarda il Piemonte è vero il contrario: tra le quattro regioni considerate strategiche per il risultato finale, ovvero Friuli, Puglia, Lazio e appunto Piemonte, quest’ultima è quella che dà un dato consolidato a favore dell’Unione. Viceversa lo scarto rimane piccolo ma invariato in Friuli, stabile in Puglia, mentre s’è ridotto per un recupero della Cdl nel solo Lazio». Secondo Weber «l'andamento generale delle rilevazioni di queste settimane appare sempre più vicino a quello riscontrato all'epoca delle regionali».
All’Unità Weber aggiunge alcune considerazioni. La prima è che l’analisi dei voti proporzionali indica «che è difficile anche se non impossibile a due mesi dalle elezioni un recupero di 4-5 punti». La seconda è che adesso si entra in una fase diversa della campagna elettorale, dove anche l’Unione dovrebbe far valere meglio le sue ragioni. La grande invasione mediatica del premier, dice Weber, ha prodotto sicuramente un rafforzamento di Forza Italia a scapito dei suoi alleati, ma questo effetto potrebbe non essere duraturo. «Dovrebbe - dice - essere sostenuto da una martellante campagna, come quella condotta finora». In effetti l’intenzione di Berlusconi sarebbe proprio questa. Ma presuppone che gli altri stiano a guardare.
Nonostante questo, sostiene Weber, Forza Italia non è, da quanto gli risulta, il primo partito, perchè oscilla tra il 17 e il 19% dei consensi, mentre i Ds al Senato sarebbero tra il 20 e il 21%. La lista unitaria alla Camera sarebbe intorno al 31-32% e prenderebbe meno voti della somma di Ds e Margherita al Senato. La cosa interessante è che in questa lista unitaria ci sono solo una parte dei voti dei Ds e della Margherita, mentre una fetta di voti proviene dagli altri del centrosinistra.
Probabile che le cose stiano come dice Fassino: Berlusconi di fronte alla realtà dei dati, «punta sulla pubblicità ingannevole», negando i dati o accreditandone di fantasiosi. La guerra dei sondaggi proseguirà e l’Unione ha una sola possibilità di tenere il vantaggio: parlando dei problemi reali, senza farsi imporre l’agenda da Berlusconi.

di Bruno Miserendino / Roma

da l'Unità - 13 febbraio 2006