home

politiche 2006

regionali 2005

risultati elezioni

governo

congiuntura

forum

archivio

politica on line

RSS


febbraio 7, 2006 Poggi & Partners

AN guadagna voti e fa sognare Silvio

I finiani trainano la ripresa della CDL: nei sondaggi è testa a testa con l'Unione

 

Non hanno ancora finito di smontare il palco della Conferenza programmatica di Alleanza nazionale, conclusasi domenica alla Fiera di Roma, e Gianfranco Fini ha già messo a segno il suo obiettivo. È An il vero motore della Casa delle libertà. La prova è nei sondaggi. Via della Scrofa ha guadagnato il 5% rispetto alle ultime Politiche, balzando al 17%: ben al di là del record storico raggiunto alle elezioni del '96: 15,7%. E ha portato la coalizione di centrodestra al fifty-fifty, o quasi: 49.6% l'Unione, 49.5% la Cdl. Sono i dati treschi della "Poggi & Partners" che ha realizzato la sua ultima indagine: tra giovedì e venerdì scorso. «Il recupero della Cdl è legato ad An», assicura Bruno Poggi, direttore dell'istituto di ricerca, «che si sta muovendo alla grandissima in questa fase della campagna elettorale.
La scelta vincente di Fini sta nel fatto di essersi speso "in prima persona", come recita la parola d'ordine della campagna elettorale di An. Cioè. nell'«aver messo la sua figura sui manifesti e il suo nome nel simbolo», spiega Poggi Che piazza un assista Roberto Menia, responsabile propaganda del partito: «Bisogna fare i complimenti a chi cura l'immagine di An» Ma quello che ha fatto bruciare le tappe al leader della destra e soprattutto la sua strategia comunicativa: « Frasi brevi, concise, emblematiche di una posizione chiara, che da l'idea di uno che una propria specificità e originalità culturale, e una grande sicurezza di sé», puntualizza Poggi, «avete mai visto Fini leggere un suo discorso?». Lo scenario che salta fuori dalla ricerca "Poggi & Partners" è di un elettorato in movimento, sì, ma all'interno dei singoli schieramenti. E assai più mobile nella Cdl che nell'Unione, dove non si registrano cambiamenti significativi rispetto alle Politiche del 2001: Ds e Margherita guadagnano due punti attestandosi al 33%; 2,3% Rifondazione comunista che arriva al 7,3%; 1.6% l'Udeur. mentre la lista di Pietro perde il 2.6% scendendo all'1,3%, e mezzo punto i Comunisti italiani, che calano all'l,2%. Molto più movimentato il centrodestra. Forza Italia registra un calo del 7.4% rispetto olle ultime Politiche. «anche se è in netta rimonta», sostiene Poggi, «da quando Silvio Berlusconi ha avviato la sua staffetta televisiva». Attualmente gli azzurri viaggiano sul 22%. La Lega invece registra una lieve flessione dal 2001: -0,6. Il partito che invece ha messo il turbo è proprio An. Ma a scapito di chi? Dal sondaggio emerge che il partito della destra non rosicchia voti a Fi. ma all'UDC, la quale ha perso quasi un punto e mezzo» (I,4%) in cinque anni e attualmente è appena sopra al 4% La causa sta tutta nella qualità del messaggio che arriva agli elettori. «Sta andando meglio Fini di Casini», a sentire: il direttore della "Poggi & Partners". che boccia lo slogan scelto per la sua campagna elettorale dal leader centrista: "Un'idea diversa".« Ma diversa di chi? Da Berlusconi? Dal centrodestra? L'eccessiva volontà di distinguersi dal leader della colazione rischia di rendere ambiguo il messaggio di Casini ed essere controproducente», avverte Poggi. «anche per via della sua scarsa esposizione mediatica».
La linea folliniana adottata dal presidente della Camera, insomma, non paga perché rischia di sortire
l'effetto opposto rispetto a quello di Fini. «Prima, An scontava due problemi », spiega Poggi
«essere troppo fedele all'alleanza rinunciando a rimarcare meglio la sua identità e una certa ambiguità di contenuti (vedi la procreazione assistita)». L'immagine che possa oggi, invece, secondo il sondaggista, è quella di «un partito autonomo con una posizione ben precisa» . Ed è proprio la chiarezza, a detta di Poggi, in virtù del leader della destra: «Quando Fini sostiene che ci vuole più destra, dice una cosa chiara e precisa», fa notare, «e questa sua nettezza di posizione gli ha permesso di porsi come un'alternativa credibile a Berlusconi». La corsa del vicepremier a Palazzo Chigi, insomma, trova sostegno anche nei sondaggi. «Certo, se si valuta in termini assoluti, ed è destinato a diventare premier chi prende più voti, è chiaro che vince Berlusconi». premette il sondaggista. «ma la crescita di un partito come An che é passato dal 12% delle ultime Politiche al 17%. costringe tutti a ragionare». Anche perché, «tra gli elettori in più di An». Poggi annovera anche «qualche deluso di Fi e alcuni del centrosinistra, ma pochi».
Se non gli elettori, An però può ottimizzare gli errori dell'Unione. Si. perché a sentire i sondaggisti, «il centrosinistra sta facendo un pessima campagna elettorale». Questo, almeno, è quello che pensa il direttore di "Poggi & Partners". Prodi è scomparso, i Ds scontano lo scandalo Unipol e i minori non si vedono».
L'unico che salva è il leader della Margherita Francesco Rutelli. «Sono partiti troppo in fretta»,osserva il sondaggista. «come un ciclista che ha un buon margine di vantaggio e invece di pensare ad aumentarlo, si siede».E poi c'è il tasso di litigiosità, «assai più elevato nel centrosinistra che nel centrodestra», che sommato alla logica del proporzionale, può trasformarsi in un cocktail micidiale per Prodi. «Basta che Mastella dica ciao», chiosa Poggi, e il centrosinistra è già sotto».


Libero - 07 febbraio 2006