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Non hanno ancora finito di smontare il palco della Conferenza
programmatica di Alleanza nazionale, conclusasi domenica alla Fiera di
Roma, e Gianfranco Fini ha già messo a segno il suo obiettivo. È An il
vero motore della Casa delle libertà. La prova è nei sondaggi. Via
della Scrofa ha guadagnato il 5% rispetto alle ultime Politiche,
balzando al 17%: ben al di là del record storico raggiunto alle
elezioni del '96: 15,7%. E ha portato la coalizione di centrodestra al
fifty-fifty, o quasi: 49.6% l'Unione, 49.5% la Cdl. Sono i dati treschi
della "Poggi & Partners" che ha realizzato la sua ultima indagine:
tra giovedì e venerdì scorso. «Il recupero della Cdl è legato ad An»,
assicura Bruno Poggi, direttore dell'istituto di ricerca, «che si sta
muovendo alla grandissima in questa fase della campagna elettorale.
La scelta vincente di Fini sta nel fatto di essersi speso "in prima
persona", come recita la parola d'ordine della campagna elettorale di
An. Cioè. nell'«aver messo la sua figura sui manifesti e il suo nome
nel simbolo», spiega Poggi Che piazza un assista Roberto Menia,
responsabile propaganda del partito: «Bisogna fare i complimenti a chi
cura l'immagine di An» Ma quello che ha fatto bruciare le tappe al
leader della destra e soprattutto la sua strategia comunicativa: «
Frasi brevi, concise, emblematiche di una posizione chiara, che da
l'idea di uno che una propria specificità e originalità culturale, e
una grande sicurezza di sé», puntualizza Poggi, «avete mai visto Fini
leggere un suo discorso?». Lo scenario che salta fuori dalla ricerca
"Poggi & Partners" è di un elettorato in movimento, sì, ma
all'interno dei singoli schieramenti. E assai più mobile nella Cdl che
nell'Unione, dove non si registrano cambiamenti significativi rispetto
alle Politiche del 2001: Ds e Margherita guadagnano due punti
attestandosi al 33%; 2,3% Rifondazione comunista che arriva al 7,3%;
1.6% l'Udeur. mentre la lista di Pietro perde il 2.6% scendendo
all'1,3%, e mezzo punto i Comunisti italiani, che calano all'l,2%.
Molto più movimentato il centrodestra. Forza Italia registra un calo
del 7.4% rispetto olle ultime Politiche. «anche se è in netta rimonta»,
sostiene Poggi, «da quando Silvio Berlusconi ha avviato la sua
staffetta televisiva». Attualmente gli azzurri viaggiano sul 22%. La
Lega invece registra una lieve flessione dal 2001: -0,6. Il partito che
invece ha messo il turbo è proprio An. Ma a scapito di chi? Dal
sondaggio emerge che il partito della destra non rosicchia voti a Fi.
ma all'UDC, la quale ha perso quasi un punto e mezzo» (I,4%) in cinque
anni e attualmente è appena sopra al 4% La causa sta tutta nella
qualità del messaggio che arriva agli elettori. «Sta andando meglio
Fini di Casini», a sentire: il direttore della "Poggi & Partners".
che boccia lo slogan scelto per la sua campagna elettorale dal leader
centrista: "Un'idea diversa".« Ma diversa di chi? Da Berlusconi? Dal
centrodestra? L'eccessiva volontà di distinguersi dal leader della
colazione rischia di rendere ambiguo il messaggio di Casini ed essere
controproducente», avverte Poggi. «anche per via della sua scarsa
esposizione mediatica».
La linea folliniana adottata dal presidente della Camera, insomma, non paga perché rischia di sortire
l'effetto opposto rispetto a quello di Fini. «Prima, An scontava due problemi », spiega Poggi
«essere troppo fedele all'alleanza rinunciando a rimarcare meglio la
sua identità e una certa ambiguità di contenuti (vedi la procreazione
assistita)». L'immagine che possa oggi, invece, secondo il sondaggista,
è quella di «un partito autonomo con una posizione ben precisa» . Ed è
proprio la chiarezza, a detta di Poggi, in virtù del leader della
destra: «Quando Fini sostiene che ci vuole più destra, dice una cosa
chiara e precisa», fa notare, «e questa sua nettezza di posizione gli
ha permesso di porsi come un'alternativa credibile a Berlusconi». La
corsa del vicepremier a Palazzo Chigi, insomma, trova sostegno anche
nei sondaggi. «Certo, se si valuta in termini assoluti, ed è destinato
a diventare premier chi prende più voti, è chiaro che vince
Berlusconi». premette il sondaggista. «ma la crescita di un partito
come An che é passato dal 12% delle ultime Politiche al 17%. costringe
tutti a ragionare». Anche perché, «tra gli elettori in più di An».
Poggi annovera anche «qualche deluso di Fi e alcuni del centrosinistra,
ma pochi».
Se non gli elettori, An però può ottimizzare gli errori dell'Unione.
Si. perché a sentire i sondaggisti, «il centrosinistra sta facendo un
pessima campagna elettorale». Questo, almeno, è quello che pensa il
direttore di "Poggi & Partners". Prodi è scomparso, i Ds scontano
lo scandalo Unipol e i minori non si vedono».
L'unico che salva è il leader della Margherita Francesco Rutelli. «Sono
partiti troppo in fretta»,osserva il sondaggista. «come un ciclista che
ha un buon margine di vantaggio e invece di pensare ad aumentarlo, si
siede».E poi c'è il tasso di litigiosità, «assai più elevato nel
centrosinistra che nel centrodestra», che sommato alla logica del
proporzionale, può trasformarsi in un cocktail micidiale per Prodi.
«Basta che Mastella dica ciao», chiosa Poggi, e il centrosinistra è già
sotto».
Libero - 07 febbraio 2006
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