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febbraio 8, 2006 IPR Marketing

Il forcing berlusconiano non sfonda Il vantaggio dell'Unione resta a +5%

dati settimanali sulle intenzioni di voto: tendenza stabilizzata Si ferma Fi, cresce An. Ulivo al 32%, Di Pietro sopra la soglia

 

 

 IL vantaggio dell'Unione sulla Cdl sembra essersi stabilizzato al 5%, senza aver subito variazioni nell'ultima settimana. Dunque, se il mese di gennaio è stato caratterizzato da una mobilitazione dell'elettorato, specie degli "indecisi", di cui ha beneficiato Forza Italia più che il suo schieramento, febbraio si apre con una sostanziale tenuta delle due coalizioni rispetto ai valori già acquisiti nelle settimane precedenti. Pertanto i partiti che appoggiano Prodi conservano il 52% ed il centrodestra conferma il 47%.

Di qualche rilievo invece lo spostamento dei flussi elettorali all'interno delle coalizioni, segno che, con l'addentrarsi nel vivo della campagna elettorale, è in atto un riassestamento dei consensi che, al momento, incide più sul trend di alcune liste che sulle oscillazioni dei due schieramenti.

Nel centrodestra si arresta, per ora, la corsa di Forza Italia che conserva il suo 20.5%, mentre An fa registrare un incremento e dall'11 passa al 12%, guadagnando un punto importante per gli equilibri interni della coalizione. Al contempo la lista Nuova Dc-Nuovo Psi scende al di sotto del 2%, ed in relazione a ciò, la stima dell'assegnazione dei seggi subisce variazioni di non poco conto, visto che, se le percentuali dovessero rimanere quelle attuali, Alternativa Sociale non avrebbe la possibilità di entrare in parlamento ed i 277 deputati assegnati di diritto alla minoranza verrebbero divisi tra un numero minore di liste, facendo mutare lo scenario. Il partito di Fini infatti, con l'incremento del +1% guadagnerebbe 76 seggi, e Forza Italia 129. In difficoltà, invece, la Lega che, in calo di consensi, (4.5%), vedrebbe diminuire la propria squadra a 28 deputati.

Nel centrosinistra sorprende, il "congelamento" del consenso nei confronti dell'Unione, stabile da molte settimane, nonostante l'accentuarsi dello scontro politico. Quasi tutti i partiti hanno conservato intatto il proprio consenso, il che fa ritenere che l'incremento delle scorse settimane della Cdl non derivi da uno spostamenti di voti da sinistra a destra. Nella Lista unitaria non vi sono stati cambiamenti e, con il 32%, avrebbe diritto a 220 deputati, mentre Italia dei Valori, consolidando la probabilità di superare la soglia del 2%, potrebbe puntare ad entrare alla Camera con 15 deputati. Da notare piuttosto l'incremento delle liste minori in cui compaiono i consumatori, i pensionati, la Svp e le Civiche che, sommate tra loro, potrebbero raggiungere il 2.5% e quindi apportare all'Unione un consistente pacchetto di voti.

di ANTONIO NOTO direttore IPR MARKETING

(Repubblica.it 8 febbraio 2006)
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