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febbraio 7, 2006 L'Osservatorio di Renato Mannheimer

Unione in testa, resta costante lo scarto con la Cdl

 

La distanza tra i due poli sembra restare costante. L'andamento dei consensi da metà dicembre (quando è entrata in vigore la nuova normativa elettorale che ha cambiato significativamente il rapporto di forza tra i due poli, a vantaggio del centrodestra) mostra come l'intensa attività mediatica del Presidente del Consiglio, manifestatasi in misura più rilevante soprattutto dall'inizio del 2006, abbia portato, grossomodo a metà di gennaio, ad una diminuzione dello scarto tra centrodestra e centrosinistra: era mediamente del 7-8% ed è sceso oggi, al di là delle oscillazioni tra un sondaggio e l'altro al 5-6% circa. Il decremento dunque c'è stato, ma il centrosinistra resta nettamente in testa.
Secondo alcuni istituti, il recupero della Cdl sarebbe già terminato; altri lo vedono ancora in corso. Ma è certo che l'andamento futuro dipende soprattutto da due elementi: - l'effetto residuo della campagna del Cavaliere. Esso potrebbe comportare, com'è negli auspici di Berlusconi, una ulteriore "mobilitazione" del suo elettorato del 2001. Ma, in assenza di una maggiore attenzione ai contenuti e alle proposte programmatiche, potrebbe, secondo alcuni osservatori, avere raggiunto il suo tetto o, addirittura, suscitare reazioni negative; - il comportamento di voto nei confronti dei «piccoli partiti». Il sistema proporzionale e la particolare regolamentazione del premio di maggioranza hanno incentivato la presentazione di forze minori, il cui numero va accentuandosi di giorno in giorno specie nel centrodestra. Molti vedono in queste forze politiche una sorta di alternativa ai partiti e alle coalizioni tradizionali. Per questo, esse riescono a intercettare una parte dei consensi dei delusi e degli indecisi, particolarmente numerosi tra quanti votarono la CdL nel 2001. E' specialmente il seguito raccolto da queste formazioni a determinare il «recupero» del centrodestra.
Non è detto, tuttavia, che a queste dichiarazioni rilasciate nelle ricerche, faccia seguito un successo altrettanto consistente in occasione del voto vero. Già nel corso dell'intervista, se si indica esplicitamente la collocazione, a destra o a sinistra, di questi piccoli partiti, essi perdono in buona misura la loro immagine di «diversità» e vedono ridurre i propri consensi.
Come sempre, l'esito finale dipende dall'orientamento di quanti si dichiarano oggi indecisi. La cui numerosità è relativamente limitata. E' vero infatti che quasi un elettore su tre non dichiara la propria intenzione di voto. Ma è vero anche che gran parte di costoro è in realtà già orientata su cosa votare. Tutto è nelle mani di quel 10% di «veramente» indecisi. Che, non a caso, sono i meno interessati alla politica e seguono i programmi di intrattenimento televisivo in misura mediamente superiore al resto dell'elettorato.

L'ANALISI


Il ruolo «politico» dei sondaggi


(r.man.) I sondaggi occupano le prime pagine dei giornali.
Se ne parla negli editoriali. Sembra siano alla base persino delle trattative sulla ripartizione dei candidati alle elezioni. Ma occorre ridimensionare il rilievo dato alle ricerche e il loro ruolo nel dibattito politico. Esse non possono prevedere il futuro. Cercano di fotografare la situazione attuale, il «clima di opinione», lasciando aperti gli effetti della campagna elettorale. E sono suscettibili di un margine di errore statistico: anche la fotografia dello stato attuale dell'opinione pubblica è sfocata. Se un partito viene stimato al 2%, il seguito «vero» può andare almeno dall'1 al 3%. Dal punto di vista strettamente statistico è lo stesso. Ma da quello politico è comprensibilmente assai diverso. A che servono dunque le ricerche? Non ad indovinare ciò che accadrà, ma a studiare scientificamente i trend in corso, magari per avvalersene nella campagna elettorale. Ad esempio, la parziale «mobilitazione» del centrodestra è un fenomeno che vale la pena di analizzare compiutamente.
Più della stima puntuale di questo o quel partito.

Renato Mannheimer

Corriere della Sera 07-02-2006


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