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febbraio 7, 2006 IPR Marketing

Rilevamento Ipr-Marketing per "la Repubblica": 47 per cento allo schieramento di Prodi e 48,5 a quello di Berlusconi

Puglia, Sondaggio, il Polo in testa al Senato

Il centrodestra incasserebbe 12 seggi contro i 9 del centrosinistra

Situazione opposta a quella registrata in precedenza alla Camera dove il premio di maggioranza andrebbe all´Unione

 

E´ il Senato dei desideri, per il centrosinistra. Lo conferma il sondaggio di Repubblica affidato ad Ipr-Marketing. A Palazzo Madama, dove si beneficia di un premio di maggioranza ottenuto sulla base dei consensi conquistati in Puglia, la Casa delle libertà riuscirebbe ad avere la meglio. Finirebbe - anzi, dovrebbe finire - dodici seggi a nove. Il centrodestra taglierebbe il traguardo per primo, con il 48,5 per cento. L´Ulivo & C. non supererebbe invece, il 47 per cento. Il tacco d´Italia insieme con Lazio e Piemonte, si confermerebbe uno dei talloni d´Achille per l´esercito capeggiato da Romano Prodi.
Il primo partito della regione sarebbe Forza Italia, ancorché non supererebbe il 19 per cento e raggranellerebbe cinque senatori, due in meno rispetto alle politiche del 2001. La piazza d´onore nell´ambito del centrodestra, toccherebbe ad Alleanza nazionale: non andrebbe al di là del 13,5 per cento e guadagnerebbe quattro senatori (cinque anni fa, ne aveva cinque). La migliore prestazione sarebbe quella dell´Udc: la forza politica guidata da Pierferdinando Casini e Marco Follini, s´impennerebbe fino a sfiorare il 10 per cento (9,5, per la precisione) e crescerebbe così di una unità la rappresentanza: da due a tre senatori.
Nell´arcipelago del centrosinistra, saranno i partiti minori ad avere il fiatone e quindi, a determinare l´insuccesso dell´alleanza. Due, in particolare: Udeur e Rosa nel pugno (Sdi-Radicali). Entrambi, nel 2001, erano riusciti ad accaparrarsi un senatore. Con i tempi che corrono, per nessuna delle due compagini riuscirà a scattare il seggio: l´Udeur non raggiungerà nemmeno l´1 per cento e alla Rosa nel pugno non sarà sufficiente il 3 per cento per accomodarsi su uno scranno di velluto rosso. Piuttosto, i Verdi alleati con l´Italia dei valori dovrebbero mettere le mani su un seggio e sfiorare quota 7 per cento. Per la prima volta poi, con il 6,5 per cento Rifondazione comunista avrebbe un senatore made in Puglia. «La luna di miele fra il governatore Nichi Vendola e i pugliesi, continua» è il commento della maggior parte degli addetti ai lavori nonostante un giorno sì e l´altro pure gli "azzurri" di Fitto tentino, addirittura oltre l´inevitabile gioco polemico, di screditare in uno modo o nell´altro la giunta di Nikita il Rosso. Ragguardevole sarebbe la corsa della Margherita: con il 13 per cento, le toccherebbero tre senatori: due in più, giacché nel 2001 riuscì a materializzarsi esclusivamente la figura di Antonio Gaglione nel collegio Francavilla-Mesagne-Manduria. Da non sottovalutare, infine, la gara dei Ds: con il 17 per cento, sarebbero il secondo partito pugliese e non scenderebbero al di sotto di quattro senatori, tanti quanti se ne contano attualmente dopo che Nicola Latorre riuscì a strappare a Forza Italia il collegio di Bitonto nelle suppletive celebrate all´indomani della scomparsa di Giuseppe De Gennaro.
I risultati legati al braccio di ferro senatoriale sono perfino peggiori delle previsioni che Ipr marketing fa a proposito delle consultazioni per la Camera dei deputati. A Palazzo Madama infatti il distacco tra i due schieramenti sarebbe dell´1,5 per cento. Per Montecitorio, il successo della Casa delle libertà sarebbe dello 0,2 per cento: insufficiente, comunque, a rimpinguare i seggi. Sono le regole imposte dalla nuova quanto bizzarra legge elettorale.

L´ANALISI 

Quanto pesano le variabili del proporzionale

ANTONIO NOTO


Così come avvenne lo scorso anno in occasione delle elezioni regionali, anche per le prossime politiche la Puglia rappresenterà un´area territoriale determinante ai fini dell´assegnazione della vittoria all´Unione o alla Casa delle libertà a livello nazionale. D´altronde il nuovo sistema elettorale per l´elezione del Senato prevede l´assegnazione del premio di maggioranza su base esclusivamente regionale, ovvero, contrariamente a quanto stabilito per l´elezione alla Camera, alla coalizione che vince in ogni regione viene assegnato almeno il 55% dei seggi, indipendentemente dai valori nazionali.
Dai primi dati sulle intenzioni di voto in Puglia la Casa delle libertà avanza leggermente su l´Unione: 48,5 per cento contro 47 per cento. Pertanto, con questi risultati, il centrodestra potrebbe eleggere 12 senatori ed il centrosinistra 9. In totale, dunque, in Puglia saranno 21 eletti tra i 301 che siederanno sugli scranni di Palazzo Madama.
Ovviamente una distanza statistica così irrisoria non è altamente significativa per poter stimare con esattezza, sin da oggi, quale delle due coalizioni effettivamente il 10 aprile vincerà nella regione, anche se allo stato attuale appare lievemente favorito il centrodestra. Nei prossimi mesi si continuerà a monitorare il trend delle intenzioni di voto per verificare se questo vantaggio di partenza varierà o rimarrà immutato durante la campagna elettorale.

Per quanto riguarda la distribuzione dei seggi alle diverse liste, lo scenario elettorale del centrosinistra al Senato è differente rispetto a quello già esaminato per la Camera, in quanto sono presenti autonomamente i partiti dei Ds e Margherita, mentre Comunisti Italiani, Verdi ed Italia dei Valori si sono coalizzati per poter superare lo sbarramento del 3% e quindi concorrere all´assegnazione dei seggi. Nel centrodestra, invece, al momento non si registrano cartelli elettorali. Secondo i risultati del sondaggio effettuato da IPR Marketing per Repubblica, nella CDL si registra un significativo consenso per l´Udc che al Senato, raggiungendo il 9.5% (+4 rispetto alla media nazionale) guadagnerebbe tra 2 e 3 senatori, sui 12 spettanti alla coalizione. Gli azzurri con il 19% potrebbero puntare a 5-6 eletti, mentre An subisce una lieve flessione rispetto ai valori della Camera, tuttavia l´attuale 13.5% garantirebbe comunque al partito di Fini l´assegnazione di 4 seggi.
E´ bene ricordare che, diversamente dalle elezioni per Montecitorio, al Senato votano coloro i quali hanno almeno 25 anni, quindi si possono registrare alcune differenze di voto tra le due elezioni dovute principalmente ad un maggiore o minore concentrazione di consenso verso un partito tra gli elettori dai 18 ai 24 anni.
Il centrosinistra, invece, si divide i rimanenti 9 seggi. I Ds sono il primo partito della coalizione (solo leggermente al di sotto di Forza Italia per poter aspirare a divenire la prima forza politica in Puglia) e, conquistando il 17%, potrebbero eleggere 4 senatori. Anche se distanziata, non è da sottovalutare il peso elettorale della Margherita, in quanto ad oggi raggiungerebbe il 13% e guadagnerebbe un solo seggio meno della Quercia. L´effetto "Vendola" non sembra per adesso spingere Rifondazione che si ferma al 6.5% conquistando un solo senatore. Infine il cartello elettorale costituito dai tre partiti che concorrono sotto la sigla "Con L´Unione", arrivando al 6.3%, potrebbe guadagnare un ulteriore seggio.
(L´autore è direttore IPR-Marketing)

Repubblica Bari 07-02-2006