home

politiche 2006

regionali 2005

risultati elezioni

governo

congiuntura

forum

archivio

politica on line

RSS


febbraio 4, 2006 Il Riformista

SENTIMENT. IL MODELLO AMERICANO RIDUCE IL DISTACCO A 0,5%

Berlusconi si sente già winner perché guarda ai sondaggi Usa

Prodi sicuro del vantaggio, ma prudente: ricordiamoci della Merkel

 

Per Silvio Berlusconi se il centrodestra viene unanimemente dato in svantaggio da tutti gli istituti nazionali di sondaggio è colpa dei francesi. Meglio, del modello francese, quello con cui i nostri sondaggisti elaborano le loro rilevazioni. Basta attraversare l'oceano, adottare il modello empirico statunitense, e il risultato sarebbe di parità sostanziale, ovvero di uno scarno 0,5 a vantaggio di Prodi. Il Cavaliere ha infatti maturato la certezza del raggiunto pareggio dopo aver visionato un sondaggio commissionato negli States «A un istituto internazionale con base in America», dicono dall'entourage del premier, senza rivelarne il nome e spiegando solo che si tratta di uno più vicino ai democratici che ai repubblicani. La differenza tra i due modelli di calcolo è presto spiegata: i francesi aggiustano il dato grezzo in proporzione all'ultimo voto reale (quindi nel caso di Forza Italia la scadente performance delle ultime regionali), gli americani lavorano «a occhio», tenendo conto di tutte le ultime rilevazioni, che nel caso italiano danno la Cdl in ripresa. A giudizio del Cavaliere proprio grazie all'onda d'urto televisiva prodotta nelle ultime due settimane. I nostri sondaggisti, lavorando «alla francese», non ne terrebbero adeguato conto: non la Ipsos di Nando Pagnoncelli (considerato il miglior cecchino matematico dai leader dell'Unione), che è "succursale" della Ipsos d'oltralpe, non Abacus, filiazione italiana di Sofres (istituto di fiducia di France 2), che nella sua ultima uscita ha dato il partito del premier appena sopra il 20, e nemmeno l'Ispo di Renato Mannheimer e l'Swg di Roberto Weber, che vantano metodi di calcolo più ibridi, ma comunque non abbastanza yankee per i gusti del presidente del Consiglio.

E' infatti anche sulla base dei dati provenienti dagli Stati Uniti che ieri Berlusconi, durante la diretta di Omnibus su La7, ha aggiunto un'altra corporazione all'elenco di quelle che remano contro il governo: «Ci deve essere un sindacato dei sondaggisti - ha detto il premier - è impossibile che, nonostante lavorino su campioni tanto diversi, i loro dati si discostino non più di un punto. In realtà, questi sondaggisti sono utilizzati dalla sinistra che influisce sulle loro aziende per dimostrare che l'Unione è avanti, mentre siamo in parità». Un parità che, secondo il Cavaliere, si tramuterà in sorpasso nell'arco di un paio di settimane grazie a due indicatori. Sono, tanto per restare sui manuali d'oltreoceano, il winner sentiment e l'intention to buy. Il primo è ricavato chiedendo ai cittadini non per chi voteranno, ma chi vincerà le elezioni, ed è un indice che esprime, stavolta anche secondo alcuni istituti italiani, una ripresa della fiducia che la Cdl possa farcela. Il secondo è un «correttore psicologico» e più o meno racconta quanti elettori stanno per spostarsi da una parte all'altra.

Sarà fondata la previsione di Berlusconi? A Santi Apostoli, dove cifre e tabelle circolano in quantità non minore che a palazzo Grazioli, per ora non trema nessuno. Questo non significa che la partita sia considerata chiusa.

Romano Prodi è convinto di avere ancora un buon vantaggio sull'avversario, ma ritiene fondamentale non sbagliare alcuna mossa negli ultimi due mesi di campagna. E raccomanda prudenza: «Non dimentichiamo che Angela Merkel ha dilapidato un vantaggio di quasi quindici punti in pochi mesi», ripete ai collaboratori troppo sicuri sull'esito finale della sfida con Berlusconi. E anche il Prof ha un sondaggio recente che gli è entrato nel cuore, quello di Ipsos lavoro pubblicato ieri dal Sole 24 ore, che oltre a offrire un riscontro di winner sentiinent ben diverso da quello di cui si racconta nei palazzi berlusconiani (il 49 per cento del campione crede che vincerà l'Unione contro solo il 28 che pronostica la vittoria della Cdl), ha colpito Prodi per alcuni risultati sull'economia, primo quello che disegna un'Italia contraria a innalzare nuovamente l'età pensionabile (il 62 per cento è del tutto contrario).

Anche l'ufficio elettorale dei Ds spiega che il vantaggio dell'Unione è ancora solido e attestato sopra i cinque punti. Aggiunge anche, citando i propri ricercatori di fiducia, che «cinque punti di distacco sono irrecuperabili in due mesi, se non accadono disastri». Ma al Botteghino ricordano ancora con qualche brivido le due settimane calde del caso Unipol, «in cui - ammettono da via Nazionale - il partito ha subito una botta pesante perdendo un pezzo importante dell'elettorato d'opinione e scendendo per la prima volta dopo mesi sotto il 20 per cento». Tutto recuperato, giura il Botteghino, che sulla scorta dei dati sfornati a getto continuo dell'Swg conta alla fine di superare di almeno un paio di punti la soglia psicologica.