home

politiche 2006

regionali 2005

risultati elezioni

governo

congiuntura

forum

archivio

politica on line

RSS


febbraio 2, 2006 IPR Marketing

Secondo sondaggio di IPR Marketing per Repubblica sul voto in Liguria per Palazzo Madama: prima ripartizione dei seggi

Liguria, Senato: l´Unione vince cinque a tre

Capovolto il risultato del 2001: a Forza Italia solo una poltrona

 

 


img1.gifFinora eravamo cinque a quattro. Per il centrodestra. Il 10 aprile - se il risultato del sondaggio di IPR Marketing per "Repubblica-Genova" sarà confermato - finirà cinque a tre. Ma per il centrosinistra. E´ vero che la Liguria perde deputati, ma in questo caso è la Casa delle Libertà ad essere sconfitta e in particolare, ad uscirne con le ossa rotte, è proprio Forza Italia che, dei tre senatori uscenti, ne riporterebbe a Palazzo Madama, sicuramente, solo uno. Traducendo: tra Grillo, Boscetto e Sambin soltanto uno (Gigi Grillo) sarebbe sicuro di essere rieletto, mentre il numero due, Boscetto, rischierebbe di brutto. Per il terzo (Sambin) speranze pari a zero. A sorpresa, invece, il sondaggio assegna un possibile senatore all´Udc: in questo caso è ipotizzabile uno spostamento di Vittorio Adolfo sul Senato, con la conferma della vedova Cozzi alla Camera. Senatore pieno, invece, per An e qui i giochi si sprecano: le ultime voci romane danno una testa di lista alla Camera tutta nazionale (dietro a Fini, per la Liguria, ci sarebbe La Russa o Gasparri o Allemanno) e quindi Bornacin verrebbe dirottato al Senato. Con un secondo scenario: il ministro Matteoli (che peraltro è senatore "ligure" uscente) direttamente candidato in Liguria. L´alternativa "locale", come sempre, è Gianni Plinio. A sorpresa un seggio, al Senato, potrebbe prenderlo la Lega Nord (questa volta ai danni tanto dell´Udc quando del secondo di Forza Italia): il nome possibile potrebbe essere quello del senatore uscente, Andrea Corrado.
Ma se nel centrodestra la situazione è complessa, nel centrosinistrra lo è ancora di più. Un solo senatore è "sicuro": Gigi Malabarba, già capogruppo di Rifondazione Comunista, animale molto strano dello zoo politico, visto che non aveva alcuna intenzione di ripresentarsi. Lo farà ugualmente - dopo adeguate pressioni di Bertinotti - ma lascerà successivamente il suo posto ad Heidi Giuliani, la mamma di Carlo, che sarà la numero due in listino.
Un senatore toccherà alla Margherita e qui il discorso si fa complesso ed è connesso in modo diretto alla Camera: sempre ammesso (e non concesso) che Roma non imponga un nome (si è parlato di Castagnetti) ci sono tre posti per cinque persone (Zara, Banti, Bottino, Benvenuto e Monteleone). Ma Zara e Castagnetti - essendo entrambi prodiani (come del resto Epifani) - si elidono a vicenda, dicono i bene informati. Monteleone ha avuto da Dini "rassicurazione totale", ma è altrettanto vero che la direzione nazionale ha votato un documento che dichiara ineleggibili quelli appena eletti in altri organismi. A meno di deroghe. Insomma, sotto i petali della Margherita grande è la confusione.
Per non parlare di quel che accade in casa Ds. Tre posti scarsi, dice il nostro sondaggio. Uno dovrebbe essere Aleandro Longhi, candidato all´unanimità dalla sinistra del partito. Un altro dovrebbe essere il capolista nazionale: da mesi "Repubblica" fa il nome del responsabile nazionale dei problemi del lavoro Cesare Damiano, ma avanza con forza la candidatura del responsabile nazionale cultura, il sarzanese Andrea Ranieri. Una scuola di pensiero, però, sposa una terza ipotesi: lo spostamento al Senato, come capolista, di Graziano Mazzarello, nel caso di una seconda candidatura femminile per i Ds, oltre alla Pinotti. Potrebbe essere la Labate (per la quale i Ds genovesi hanno chiesto una deroga, visto che ha già fatto due legislature), potrebbe essere una donna sarzanese-spezzina (ma in questo caso, dopo Forcieri, rischierebbe anche Andrea Orlando). Resta, infine, un possibile senatore per il raggruppamento Verdi-Comunisti: sarà un nome nazionale, seguito dal consigliere regionale dei Comunisti Tirreno Bianchi. Fuori gioco, al Senato, Cristina Morelli: tra le sue tante doti, ne manca una. L´età.

RAFFAELE NIRI

La Repubblica Genona 01-02-2006