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Che spettacolo, il Cavaliere in tour elettorale a reti unificate! Negli ultimi dieci giorni un forcing asfissiante, neppure Bruno Vespa con il libro in promozione è arrivato a tanto. All'alba a "Unomattina", all'ora di pranzo da Anna La Rosa, con relativo servizio sulla mamma, in prima serata da Giuliano Ferrara e Aldo Biscardi e via telefono da Giovanni Floris, in orari per soli adulti per i faccia a faccia con gli avversari: contro Fausto Bertinotti a "Porta a Porta", contro Francesco Rutellì a "Matrix". E poi il monopolio delle aperture dei tg, con la domanda che il premier ripete come un mantra: «Dove sono finiti i 50 milioni di euro di Consorte?». Ricorda un po' lo sketch di Massimo Troisi sui soldi del terremoto del Belice, ma nel centro-sinistra c'è poco da ridere.
Tanta fatica per nulla, però. Il partito del premier, Forza Italia, è al palo nei sondaggi. Anzi, da quando Berlusconi ha cominciato a frequentare ossessivamente il piccolo schermo i voti sono addirittura diminuiti: dal 18 per cento al 16,5. Pericolosamente vicino al 13,4 di Alleanza nazionale con il nome di Gianfranco Fini nel simbolo. Così almeno risulta dal sondaggio dell'Osservatorio elettorale "L'espresso-Swg" che da questa settimana e fino a metà marzo servirà a fotografare gli umori e le indicazioni di voto dell'elettorato. Forse a sorpresa, nella settimana del caso Unipol e dell'uscita di Romano Prodi sulla necessità di dare maggiore forza al progetto del Partito democratico, i consensi per l'Unione sono cresciuti e la forbice tra i due schieramenti si è allargata, sia alla Camera che al Senato. Sono quattro i punti che dividono la coalizione guidata da Prodi da quella berlusconiana: se si votasse oggi alla Camera vincerebbe il centro-sinistra con il 50,7 per cento, contro il 46 del centro-destra. Al Senato, 50,5 contro 46,1. Appena dieci giorni fa c'era un virtuale pareggio: un punto di differenza. Ma la vera partita deve ancora iniziare: candidature, programmi, messaggi. Non tutto è deciso: nell'Udc, per esempio, qualcuno torna a parlare di lasciare la Casa delle libertà e di fondare un terzo polo. Il progetto stuzzica l'Udeur di Clemente Mastella che riunisce il suo congresso a fine mese: anche se il partito del Campanile resta all'1,3 per cento, molto lontano dal 2 che rappresenta la soglia di sopravvivenza. Interessato alle manovre centriste anche il Movimento per le autonomie del siciliano Raffaele Lombardo. Nel centro-sinistra da segnalare la crescita della Rosa nel pugno che sale dal 2 al 3 per cento: ì comizi su Pacs e aborto fanno bene ai radical-socialisti. Nodi che si scioglieranno nei prossimi giorni. Mentre gli scandali finanziari e le accuse tra Berlusconi e i Ds sembrano aver raggiunto soprattutto il risultato dì disgustare una fetta importante dell'elettorato. Nel sondaggio "L'espresso-Swg" la disaffezione si esprime nel giudizio sulla performance settimanale dei leader. Alla domanda su chi sia stato il politico più capace e convincente oltre la metà del campione, il 51 per cento, risponde nessuno. Percentuale che sale al 76 per cento tra gli elettori che si dichiarano indecisi. È il senso di una campagna elettorale incerta, tutta da giocare. Il rischio astensionismo è segnalato in ambienti moderati. «La politica, giorno dopo giorno, si riduce a spettacolo, svuotandosi sempre di più di progetti e prospettive ideali. Se i partiti non si daranno una mossa potrebbe esserci un ancor più diffuso astensionismo dal voto», si leggeva martedì 17 gennaio nell'editoriale del cattolico "Avvenire". Che concludeva con una semplice domanda: «La gente ha tutti i torti? No». Marco Damilano L'Espresso 20-01-2006
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