"In termini di comportamenti di voto non cambia tantissimo. C'è una flessione del Centrosinistra, che però mantiene un vantaggio di sei punti sul Centrodestra". Così il presidente dell'Ipsos, Ferdinando Pagnoncelli, intervistato da Affari sugli ultimi trend elettorali. Che aggiunge: "C'è una quota abbastanza rilevante di elettori che pensa che i partiti siano un po' tutti uguali, rispetto agli scandali finanziari. E sono tendenzialmente gli elettori non schierati, quelli che non si collocano né a destra né a sinistra e sono più equidistanti dalla politica. Un po' più donne, un po' più anziani e un po' meno scolarizzati. Che però rappresentano una quota rilevante dell'elettorato".
A quando risale la rilevazione?
"E' stata effettuata tra mercoledì e giovedì scorso".
Quindi l'Unione è in calo...
"E' in flessione rispetto alla rilevazione precedente, che era stata condotta il mercoledì prima di Natale".
Quanto ha perso il Centrosinistra?
"Un punto e mezzo circa".
E la Casa delle Libertà?
"Registra una leggera crescita, di qualche decimale e aumenta l'indecisione".
Quali sono i motivi della flessione del Centrosinistra?
"Sicuramente le vicende delle ultime settimane. C'è un maggiore disorientamento ma c'è anche una forte polarizzazione degli elettorati".
Qual è la percentuale dell'astensionismo?
"Attorno a un terzo dell'elettorato, includendo gli indecisi".
Com'è la situazione al Senato, considerando il premio di maggioranza su base regionale?
"C'è un maggiore equilibrio".
Però è sempre davanti l'Unione?
"Sì, ma con un margine inferiore rispetto alla Camera".
Alberto Maggi