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gennaio 13, 2006 Corriere della Sera

SCALATE E INCHIESTE. IL DUELLO TRA LE COALIZIONI

«Il Polo è in rimonta» Guerra dei sondaggi

Cavaliere ai suoi: siamo al 48,4, loro fermi al 49,6 Gli studi dell'Unione: il vantaggio resta, è solo ridotto
Pesa l'effetto-Unipol Weber: minori i consensi, però non ci sarà un'inversione di tendenza

 

La sua stella polare, in fatto di rimonte, è Gerard Schroeder, che in poche settimane recuperò oltre 12 punti. E così, con un occhio alla storia recentissima dell'ex cancelliere tedesco e l'altro ai sondaggi che si vanno accumulando sul suo tavolo, Silvio Berlusconi dà la carica ai suoi: «I sondaggi ci danno ora al 48,4% contro il 49,6% dei partiti di opposizione. Siamo a meno 1,2% a oltre due mesi dal voto e quindi c'è la possibilità non solo di scavalcare la sinistra ma di arrivare a un risultato di notevole vantaggio». È guerra di cifre, tra i due schieramenti.
«Una rimonta considerevole» assicura euforico il Cavaliere, che si gode la boccata di ossigeno dopo mesi di rincorsa e l'opposizione riflette sugli effetti negativi del caso Unipol: appena un appannamento (circa due punti in meno) ma tanto basta a preoccupare seriamente i vertici dell'alleanza.
I SONDAGGI — Gli studi commissionati da Ds e Margherita non sono altrettanto allarmanti, ma certo raccontano lo stato d'animo del popolo di Prodi dopo la bufera Unipol. Un sondaggio di Ipr Marketing pubblicato da Repubblica.it dice che la vicenda Bancopoli condiziona le intenzioni di voto ma non scalfisce le chance di vittoria dell'Unione, che passerebbe dal 52,8 per cento del 18 dicembre al 52 per cento rilevato l'altroieri. Con la Cdl che guadagna l'1,1 (dal 44,9 al 46 per cento) la forbice tra i due poli si riduce di due punti: non più l'8 per cento di vantaggio, registrato con continuità nei mesi scorsi, ma il 6. Roberto Weber, presidente della Swg, che ha realizzato un sondaggio per i Ds, parla di «offuscamento del potenziale complessivo dell'Unione, largamente dovuto a un incremento degli indecisi», ma non osserva «fattori che riconducano a una inversione di tendenza fra i due poli». E Sky Tg24 ha inaugurato l'Osservatorio Politiche 2006 con un sondaggio (fonte Tns Abacus su un campione di 1000 persone) che prende in esame le intenzioni di voto degli elettori rilevate l'11 gennaio. Il centrosinistra è al 51 e il centrodestra al 46, il che, proiettato sui 630 seggi della Camera, vuol dire 340 all'Unione e 277 alla Cdl, mentre al Senato, su 315 seggi, 161 andrebbero al Polo e 148 all'Unione. Se si votasse oggi il 24 per cento sceglierebbe i Ds, il 21 Forza Italia, il 13 An e il 12 per cento la Margherita.
PRODI SCETTICO — A rinfrancare i vertici del Nazareno è uno studio di Nando Pagnoncelli. Il sondaggista è convinto che il tifone Unipol abbia influito sul clima complessivo, ma non troppo sui comportamenti di voto: «Gli elementi che hanno determinato il vantaggio del centrosinistra, come lo scontento per la perdita di potere di acquisto o la disoccupazione non si cancellano da un giorno all'altro». La perdita di uno o due punti c'è, ma potrebbe essere temporanea. Certo, se la disaffezione continua il rischio è l'astensione.
Romano Prodi guarda con preoccupazione alla perdita di sentimento positivo nei confronti dell'Ulivo, ma è anche molto scettico. Come ricorda il portavoce Silvio Sircana, nel '95 il Professore esordì con questa battuta: «Se Mosè avesse letto i sondaggi non avrebbe mai attraversato il Mar Rosso».


Il Monica Guerzoni

dal Corriere - 13 gennaio 2006