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La sua stella polare, in fatto di rimonte, è Gerard Schroeder, che in
poche settimane recuperò oltre 12 punti. E così, con un occhio alla
storia recentissima dell'ex cancelliere tedesco e l'altro ai sondaggi
che si vanno accumulando sul suo tavolo, Silvio Berlusconi dà la carica
ai suoi: «I sondaggi ci danno ora al 48,4% contro il 49,6% dei partiti
di opposizione. Siamo a meno 1,2% a oltre due mesi dal voto e quindi
c'è la possibilità non solo di scavalcare la sinistra ma di arrivare a
un risultato di notevole vantaggio». È guerra di cifre, tra i due
schieramenti.
«Una rimonta considerevole» assicura euforico il Cavaliere, che si gode
la boccata di ossigeno dopo mesi di rincorsa e l'opposizione riflette
sugli effetti negativi del caso Unipol: appena un appannamento (circa
due punti in meno) ma tanto basta a preoccupare seriamente i vertici
dell'alleanza.
I SONDAGGI — Gli studi commissionati da Ds e Margherita non sono
altrettanto allarmanti, ma certo raccontano lo stato d'animo del popolo
di Prodi dopo la bufera Unipol. Un sondaggio di Ipr Marketing
pubblicato da Repubblica.it dice che la vicenda Bancopoli condiziona le
intenzioni di voto ma non scalfisce le chance di vittoria dell'Unione,
che passerebbe dal 52,8 per cento del 18 dicembre al 52 per cento
rilevato l'altroieri. Con la Cdl che guadagna l'1,1 (dal 44,9 al 46 per
cento) la forbice tra i due poli si riduce di due punti: non più l'8
per cento di vantaggio, registrato con continuità nei mesi scorsi, ma
il 6. Roberto Weber, presidente della Swg, che ha realizzato un
sondaggio per i Ds, parla di «offuscamento del potenziale complessivo
dell'Unione, largamente dovuto a un incremento degli indecisi», ma non
osserva «fattori che riconducano a una inversione di tendenza fra i due
poli». E Sky Tg24 ha inaugurato l'Osservatorio Politiche 2006 con un
sondaggio (fonte Tns Abacus su un campione di 1000 persone) che prende
in esame le intenzioni di voto degli elettori rilevate l'11 gennaio. Il
centrosinistra è al 51 e il centrodestra al 46, il che, proiettato sui
630 seggi della Camera, vuol dire 340 all'Unione e 277 alla Cdl, mentre
al Senato, su 315 seggi, 161 andrebbero al Polo e 148 all'Unione. Se si
votasse oggi il 24 per cento sceglierebbe i Ds, il 21 Forza Italia, il
13 An e il 12 per cento la Margherita.
PRODI SCETTICO — A rinfrancare i vertici del Nazareno è uno studio di
Nando Pagnoncelli. Il sondaggista è convinto che il tifone Unipol abbia
influito sul clima complessivo, ma non troppo sui comportamenti di
voto: «Gli elementi che hanno determinato il vantaggio del
centrosinistra, come lo scontento per la perdita di potere di acquisto
o la disoccupazione non si cancellano da un giorno all'altro». La
perdita di uno o due punti c'è, ma potrebbe essere temporanea. Certo,
se la disaffezione continua il rischio è l'astensione.
Romano Prodi guarda con preoccupazione alla perdita di sentimento
positivo nei confronti dell'Ulivo, ma è anche molto scettico. Come
ricorda il portavoce Silvio Sircana, nel '95 il Professore esordì con
questa battuta: «Se Mosè avesse letto i sondaggi non avrebbe mai
attraversato il Mar Rosso».
Il Monica Guerzoni
dal Corriere - 13 gennaio 2006
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