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Il caso Unipol e la vicenda delle intercettazioni tra l'onorevole
Fassino e Consorte, pur non avendo completamente stravolto gli scenari
elettorali registrati nei mesi scorsi, hanno segnato un contraccolpo
che si è tradotto in una diminuzione del 2% della forbice del distacco
tra i due schieramenti: dall'8% degli ultimi mesi del 2005 al 6%
attuale, anche se ancora a vantaggio dell'Unione.
Pertanto, se da un lato lo spostamento del consenso per adesso non
mette seriamente in discussione il primato del centrosinistra,
dall'altro bisognerà seguire gli eventi nel corso delle prossime
settimane per poter capire se questa perdita di voti è il segnale di un
trend di decremento appena iniziato, e che quindi potrà produrre un
ulteriore avvicinamento tra i due poli, oppure se si tratti di una
dinamica che ha già prodotto ed esaurito i suoi effetti.
D'altronde, dai primi dati registrati nell'immediatezza delle recenti
vicende politico-finanziarie, risulta un cambiamento delle intenzioni
di voto che ha influenzato circa 750 mila dei 15 milioni di elettori
certi che oggi ha l'Unione (equivalenti al 5% del proprio elettorato),
oltre al 9% degli indecisi (ovvero altri 900 mila elettori) che in
questi ultimi giorni hanno preso in considerazione la possibilità di
votare a favore di uno dei partiti della CDL. Questo vuol dire che il
caso Unipol ha inciso, se non in maniera determinante, tuttavia in modo
significativo, sia nella mobilitazione elettorale di chi si dichiara
ancora indeciso, sia tra gli stessi elettori dell'Unione. Però è da
verificare nel tempo se "l'erosione" dei 750 mila voti dalla coalizione
di Prodi sarà confermata oppure se questo calo di consenso sia il
frutto di un "sentiment" misurato "a caldo" e quindi destinato a
scemare.
Invece l'incremento del centrodestra è in relazione unicamente alla
aggregazione elettorale esercitata da Forza Italia che nelle ultime
settimane ha guadagnato circa 2 punti arrivando al 19.3%, calamitando
in parte il voto di coloro i quali precedentemente esprimevano consenso
verso partiti non schierati con le due maggiori coalizioni e in parte
il voto degli indecisi. Stabili, invece, tutti gli altri partiti della
CDL.
All'interno dell'Unione, infine, al di là di un lieve decremento
complessivo, la vicenda Unipol ha spostato il consenso verso sinistra.
Infatti, mentre la lista dell'Ulivo diminuisce leggermente (il
confronto in tabella con i mesi precedenti deve essere fatto includendo
anche Italia dei Valori), Rifondazione e Comunisti Italiani
incrementano il proprio potenziale elettorale.
di ANTONIO NOTO direttore IPR MARKETING
(Repubblica.it 12 gennaio 2006)
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