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gennaio 12, 2006 Istituto Piepoli

OPINIONE PUBBLICA PARERI EQUAMENTE DIVISI SUL CASO

Sorpresa, le intercettazioni non spostano i voti. I pro e i contro Fassino si elidono

 

In settimana ha assunto particolare importanza la pubblicazione del dialogo tra il segretario dei ds Fassino e l’allora presidente di Unipol Consorte. Ma cosa si pensa dei contenuti di questa intercettazione? La maggioranza relativa (42%, con una punta del 57% fra gli orientati al centrosinistra) ritiene che «in fondo non ci sia nulla di nuovo», mentre solo il 20% (con una punta del 32% fra gli orientati al centrodestra) la considera «una prova dell’intreccio tra politica di sinistra e affari». Sulla scelta di Fassino (appoggio alla scalata di Bnl da parte di Unipol) le valutazioni sono tre, equamente ripartite: poco più di un terzo (36%) ritiene che sia «molto» o «abbastanza» moralmente criticabile; un altro 31% crede all’opposto che lo sia «poco» o «per nulla»; il restante 34% è «senza opinione». Il comportamento di Fassino sembra poter modificare le intenzioni di voto in circa il 9% dei casi. Ma le diverse reazioni finiscono per neutralizzarsi: c'è chi pensa di non andare più a votare, ma c'è al contrario chi è invogliato a farlo proprio da questi eventi; c'è chi pensa di abbandonare i ds, e chi di accorrere in loro difesa.

Nicola Piepoli

La Stampa 12 Gennaio 2006