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In settimana ha assunto particolare importanza
la pubblicazione del dialogo tra il segretario dei ds Fassino e
l’allora presidente di Unipol Consorte. Ma cosa si pensa dei contenuti
di questa intercettazione? La maggioranza relativa (42%, con una punta
del 57% fra gli orientati al centrosinistra) ritiene che «in fondo non
ci sia nulla di nuovo», mentre solo il 20% (con una punta del 32% fra
gli orientati al centrodestra) la considera «una prova dell’intreccio
tra politica di sinistra e affari». Sulla scelta di Fassino (appoggio
alla scalata di Bnl da parte di Unipol) le valutazioni sono tre,
equamente ripartite: poco più di un terzo (36%) ritiene che sia «molto»
o «abbastanza» moralmente criticabile; un altro 31% crede all’opposto
che lo sia «poco» o «per nulla»; il restante 34% è «senza opinione». Il
comportamento di Fassino sembra poter modificare le intenzioni di voto
in circa il 9% dei casi. Ma le diverse reazioni finiscono per
neutralizzarsi: c'è chi pensa di non andare più a votare, ma c'è al
contrario chi è invogliato a farlo proprio da questi eventi; c'è chi
pensa di abbandonare i ds, e chi di accorrere in loro difesa.
Nicola Piepoli
La Stampa 12 Gennaio 2006
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