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A quando risale la vostra ultima rilevazione? "I dati sono stati rilevati ieri, lunedì 9 gennaio".
Qual è il rapporto di forza tra le due principali coalizioni? "Rispetto a prima della pausa delle vacanze le due coalizioni si sono molto avvicinate, c'è un margine molto ridotto che però non è legato a una migrazione di voti da una coalizione all'altra, ma piuttosto al fatto che aumentano sia gli indecisi, un italiano su tre, sia coloro che dichiarano che non intendono andare a votare. Non c'è quindi uno spostamento da una coalizione all'altra, c'è una migrazione all'interno dei partiti di Centrosinistra a favore delle forze più piccole". Quindi rispetto a prima di Natale il Centrodestra ha recuperato terreno... "I due poli si sono avvicinati". Qual è la differenza tra le due coalizioni? "Poco più di un punto percentuale a favore dell'Unione". Il Centrosinistra è sotto il 50%? "Sì, di poco. Mentre nell'ultima rilevazione del 16 dicembre era al di sopra del 50%". Al Senato è sempre possibile che vinca comunque la CdL? "Con questi dati anche al Senato il divario tra le due coalizioni è minore. In questo momento una parte dell'elettorato di Centrosinistra si sente disorientato, vuoi perché non ha compreso bene i fatti, vuoi perché sicuramente l'anima purista dell'elettore lo fa sentire scandalizzato di fronte a una situazione di commistione tra affari e politica. L'avvicinamento dei due poli è semplicemente legato al fatto che c'è un maggiore disorientamento e la necessità di avere maggiori informazioni. Infatti se fino a prima delle vacanze gli indecisi erano il 25% oggi sono quasi il 30. La commistione affari-politica, anche se in questo particolare momento ha colpito soprattutto il Centrosinistra, coinvolge tutti e allontana ancora di più il cittadino-elettore dalla politica. Anche le liti e lo sparare a zero non appaiono più come una discussione costruttiva. Questo meccanismo perverso porta a un allontanamento dell'interesse verso la politica. Il cittadino non si sente più al centro, è escluso dalle grandi lobby di potere e da questa politica che si occupa solo di poteri forti". Passando ai partiti, come sta la lista ulivista Ds-Margherita? "Noi li rileviamo ancora separati". Come vanno i Ds? "Sono stati penalizzati dalla vicenda Unipol, sono di poco sotto il 20% e non sono più il primo partito". Che invece è tornato ad essere Forza Italia? "Esatto, appena sopra il 20%". E Alleanza Nazionale? "Se la gioca con la Margherita, lo scarto è dello 0,1%. An è salita anche grazie al richiamo del nome di Fini nel simbolo del partito, che sembra trainare molto". Siamo attorno a... "Al 12% sia per An sia per la Margherita, con la prima lievemente davanti". Rifondazione Comunista? "E' intorno al 6,5%". Sempre a sinistra, come stanno i Verdi? "Guadagnano e si attestano addirittura al 3,5% circa, più uno rispetto al risultato delle Europee del 2004". E i Comunisti Italiani? "Salgono di uno 0,4% e sono ben oltre il 2%". Mastella? "Guadagna qualcosina ma è sotto la soglia del 2%". Di Pietro? "Rimane intorno al 2%". E la Rosa nel Pugno? "La somma Radicali più Sdi non li sta aiutando a crescere, sono sotto il 3%". Udc-Lega, chi è davanti? "E' in testa l'Udc, attorno al 6%". E il Carroccio? "E' appena sopra il 5% e ha perso qualcosa rispetto a dicembre. Le ultime vicende hanno portato a una piccola erosione per la Lega". La Dc di Rotondi come sta? "Si muove sull'onda della fortuna che ha di chiamarsi Democrazia Cristiana ed è attorno all'1,5%". E infine la Mussolini? "E' all'1%".
Alberto Maggi Affari Italiani 10-11-2006
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