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gennaio 11, 2006 Ipsos

Per sei italiani su dieci gli scandali legati alle scalate bancarie riguardano il mondo politico e il mondo finanziario con identiche responsabilità

 

Sia pure distratti dalle festività e dalle vacanze di fine anno, gli italiani sembrano seguire con una certa attenzione gli ultimi sviluppi delle indagini e delle notizie pubblicate dai mezzi di informazione circa gli scandali finanziari legati alle scalate bancarie della scorsa estate. Circa tre intervistati su quattro sono stati in grado di darci un’opinione in proposito, mentre solo il 17% si dichiara apertamente all’oscuro della vicenda. L’opinione maggiormente diffusa tra gli italiani è quella che gli scandali riguardino il mondo finanziario e il mondo politico con identiche responsabilità (lo ritiene il 61% del campione). E’ ciò che  emerge dal consueto sondaggio settimanale condotto da IPSOS per conto di APCom, l’agenzia d’informazione multimediale di Telecom Italia Media, su un campione di circa 1000 persone, rappresentativo di ogni area geografica, età, grado di istruzione  e stato sociale.

Ma qual è la parte politica più coinvolta negli scandali, secondo gli italiani? Per il 18% dei rispondenti è il Centrosinistra, per il 14% il Centrodestra, per il 38% entrambi gli schieramenti politici risultano toccati allo stesso modo. Centrosinistra dunque più coinvolto, secondo gli italiani, ma meno di quanto ci si poteva attendere dopo le cronache delle ultime due settimane. Ovviamente le risposte risultano specularmente opposte fra i sostenitori dei due schieramenti, anche se in entrambi i gruppi prevale l’opinione che gli intrecci “oscuri” fra politica ed economia emersi finora riguardino sostanzialmente tutto il mondo politico, senza distinzioni.

Quasi la metà degli intervistati (48%) ritiene poi che questi scandali avranno conseguenze rilevanti sulle scelte di voto degli italiani alle prossime elezioni, opinione non condivisa dal 28% del campione. Sono soprattutto i residenti del Triveneto (specie se elettori di centro-destra) a prevedere maggiori conseguenze sul voto, mentre laureati, imprenditori, professionisti e dirigenti (specie se vicini al centro-sinistra) ritengono che l’impatto degli scandali sul voto sarà molto più attenuato.

Entrando nel merito del rapporto fra politica e finanza, abbiamo chiesto al campione se fosse ritenuto disdicevole o meno per un leader politico “tifare” apertamente per uno specifico gruppo economico che si sta contendendo la proprietà di una importante banca. Il 54% del campione ritiene auspicabile una netta distanza fra esponenti politici e operatori finanziari; il 22% ritiene invece “normale”, quindi accettabile, che un leader politico possa “tifare” per l’uno o per l’altro dei contendenti. Sottolineiamo come la prima opinione (la richiesta di distanza netta fra esponenti politici ed operatori finanziari) sia sostenuta in modo più convinto (60%) proprio dagli elettori di centro-sinistra, evidentemente i più colpiti da quanto emerso a seguito della pubblicazione dei colloqui intercettati fra l’ex presidente Unipol e il leader diessino

Mercoledí 11.01.2006 11:46