home

politiche 2006

regionali 2005

risultati elezioni

governo

congiuntura

forum

archivio

politica on line

RSS


gennaio 7, 2006 Il Sole 24 Ore

SONDAGGI : Pesa l'astensionismo - Piepoli: a rischio l'ascesa elettorale - Mannheimer: ricadute alle urne

Addio al boom: i Ds perdono il 3% in un mese

In gioco un milione di voti che la Quercia aveva guadagnato rispetto alla media usuale

 

L' «effetto Unipol» sulla Quercia c'è, eccome. 1 sondaggisti lo hanno già quantificato: quasi tre punti persi in venti giorni. Tradotto: circa un milione di voti in meno. Di fronte a questa emorragia di consensi valutata attraverso i monitoraggi settimanali degli istituti di ricerca, è di poco conforto per i dirigenti Ds la precisazione secondo cui «i voti persi erano comunque in surplus rispetto all'andamento medio del partito».

«Negli ultimi 25 giorni i Democratici di sinistra hanno perso quasi tre punti - informa Nicola Piepoli, presidente dell'omonimo Istituto di ricerche -. Va detto, tuttavia, che il partito era anormalmente alto rispetto a quella che 'è la media del suo trend di consensi».

Insomma, «è in atto una discesa dolce che rimette i Ds nel loro alveo». La macchina delle interviste presso gli istituti di ricerca lavora a pieni giri. Anche Renato Mannheimer, presidente Ispo, è in procinto di pubblicare le sue rilevazioni per ora top secret, ma intanto anticipa che «la vicenda Unipol ha certamente avuto un impatto nell'atteggiamento degli elettori verso i Ds e, se si votasse oggi, questo impatto si noterebbe sui risultati elettorali». Più difficile, invece, dire se il caso giudiziario continuerà a influenzare l'elettorato anche a ridosso di aprile.

I sondaggisti invitano comunque a non drammatizzare: «La Quercia - è il parere di Piepoli - rimane un partito forte, radicato sul territorio e dotato di una classe dirigente di buon livello». «Non sarà certo per quell'untorello di Consorte che sarà spiantato un partito di questo peso» chiosa ancora, prendendo a prestito una celebre battuta dei Promessi Sposi. Lo stesso Mannheimer conferma: «Se ci sarà una flessione sarà contenuta, anche perché il partito andava davvero a gonfie vele».

Quanto all'ipotesi - paventata da Giuliano Amato - che il caso Unipol possa alimentare l'astensionismo di sinistra, i sondaggisti si dividono. «Sono pronto a scommettere che non ci sarà alcuna ricaduta in questo senso - incalza Piepoli -: già ora sappiamo che il 9 aprile andrà a votare l'80% dell'elettorato e chi non si recherà alle urne ha già maturato la sua scelta». Per Mannheimer, invece, l'astensionismo potrebbe rivelarsi l'effetto più pesante prodotto dall'affaire Unipol, anche se è ancora presto per poterlo quantificare. «Assieme al non voto - ragiona il presidente di Ispo - la perdita di consenso dei Ds potrebbe avere come conseguenza un travaso di preferenze verso gli altri partiti dell'Unione, sia di quelli che stanno a sinistra della Quercia che di quelli che si posizionano alla sua destra».

Escluso, in ogni caso, qualsiasi paragone con altre tempeste giudiziarie. E men che meno con Mani Pulite. «All'inizio del '92 - ricorda Piepoli - la Dc e, in misura minore, il Psi persero nei sondaggi un punto al mese per venti mesi consecutivi. Oggi invece per i Ds non si è verificato né si verificherà alcuna "rottura del trend". D'Altronde, siamo dinnanzi ad un caso di pura amministrazione della giustizia cui si contrappone un'altrettanto pura amministrazione dell'immagine politica di un partito. Nulla di paragonabile all'eccezionalità degli eventi dei primi anni 90. Oggi non esistono né i Di Pietro, né tantomeno i Craxi».

MARIOLINA SESTO

Il Sole 24 Ore 06-01-2006