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Quale
sarà l'onda d'urto della vicenda Consorte-Unipol sulle elezioni
d’aprile? Il centrosinistra accuserà il colpo? Gli esperti sondaggisti
scelgono la strada della cautela: troppo vicini e poco chiari i fatti,
troppo lontane le elezioni. Una cosa sembra certa: è difficile che i
retroscena e gli sviluppi della vicenda spostino il baricentro
elettorale nel 2006. «La mia sensazione», commenta Roberto Weber,
presidente dell'Swg, «è che non ci sarà spostamento di voti tra i due
schieramenti. La Cdl non guadagnerà da questa vicenda». Più probabile,
invece, appare una ridefinizione interna alla coalizione di
centrosinistra: «E’ possibile che si verifichi un'usura dei Ds a favore
di altre forze della coalizione, come Rifondazione e Margherita. Ma
questo può accadere nel breve termine. Dopo, molto dipenderà dagli
sviluppi della vicenda e dalle posizioni che i vertici della Quercia
prenderanno». Insomma, l'elettorato che si è sentito tradito non
busserà alle porte della Casa delle Libertà, ma si riparerà sotto il
tetto dei vicini Bertinotti e Rutelli. Ridimensionando, semmai, la
forza dei Ds, «molto cresciuta in quest’ultimo periodo», precisa Weber,
«forse più di quanto gli stessi modelli di sondaggi riuscissero a
registrare». Una crescita, quella della Quercia, registrata anche da
Nicola Piepoli, dell’omonimo istituto: «Avevamo notato un certo
gonfiamento dei Ds, il loro trend era anormalmente alto, di circa 2/3
punti percentuali in più rispetto alla media del periodo. Unipol
potrebbe essere ragione di un ridimensionamento, ma non sarà
particolarmente rilevante». E se la contrazione dei Ds fosse maggiore
del previsto? «Potrebbe capitare» ammette Piepoli «ma non è detto che
questo abbia ripercussioni sul voto: siamo ancora molto lontani dalle
elezioni. E il fattore tempo è fondamentale. Come accadde con il Pci,
che ebbe il suo punto di maggiore consenso alla morte di Berlinguer:
superò il suo trend giovandosene alle elezioni che, casualmente, erano
fissate qualche giorno dopo». Insomma, l’affaire Unipol
deve esser lasciato decantare. Nel frattempo, gli scenari futuri si
possono solo immaginare: «E’ chiaro che ora, con il carico informativo
e la copertura mediatica che c’è stata», è l’analisi di Weber,
«l’elettorato è scosso, specie la fetta dei Ds più sensibile al
messaggio etico. Ma tra quattro mesi? L’opinione pubblica ha su questi
temi un giudizio molto più pacato e moderato di chi invece si occupa o
si interessa di politica». Ma se è difficile, da qui ad aprile,
individuare le oscillazioni nelle intenzioni di voto, più semplice è
analizzare gli effetti immediati che la vicenda ha generato. Per Carlo
Buttaroni, direttore scientifico dell’Unicab, il risultato è «la
confusione dell’elettorato di centrosinistra, come dimostrano anche i
forum e le lettere indirizzate a l'Unità». Uno smarrimento «non
per forza legato alla vicenda Unipol, quanto, piuttosto, alla perdita
di identità frutto della mutazione di un lessico dell’economia che era
proprio del centrosinistra. E che, se prima parlava di produzione e
salari, ora preferisce Opa, scalate, plusvalenze». Perdita d’identità
che equivale a una perdita di voti? «Forse i Ds non perderanno i propri
elettori, ma è difficile che ne conquistino di nuovi. Potrebbe esserci
un aumento dell'astensionismo. E d'altronde perché un elettore di
centro dovrebbe decidere di votare a sinistra se entrambi gli
schieramenti parlano lo stesso linguaggio?»
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