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ROMA
- CŽè un poŽ meno pessimismo, in Italia, rispetto a dodici mesi fa. Le
previsioni dei cittadini per il 2006 suggeriscono una lieve ripresa
della fiducia nel futuro: è quanto emerge dallŽultimo sondaggio
Demos-Eurisko, realizzato per Repubblica. Sebbene il giudizio sul 2005
- in politica, in economia, nei servizi - rimanga ampiamente negativo,
gli italiani sembrano intravedere qualche bagliore di luce in fondo al
tunnel. Al (parziale) mutamento del clima dŽopinione contribuiscono, in
modo determinante, le aspettative - ampiamente diffuse, soprattutto
nellŽelettorato di centrosinistra - di un cambio di maggioranza alle
elezioni del 9 aprile. Al pari degli anni precedenti, il 2005 ha
lasciato un sapore amaro nelle bocche dei cittadini italiani. Il
bilancio complessivo, per molti "capitoli" della vita pubblica,
presenta una netta predominanza delle valutazioni negative. Più di
sette persone su dieci hanno registrato un deterioramento delle
condizioni economiche (71%), innanzitutto per quanto riguarda il costo
della vita (90%) e la possibilità di risparmiare (82%). UnŽampia
maggioranza di intervistati ritiene che le cose siano peggiorate per
quanto riguarda lŽimmigrazione clandestina (70%), le opportunità di
lavoro (59%), la politica (55%) e la pressione fiscale (53%). Anche in
riferimento alla corruzione politica, lŽanno appena concluso è stato
caratterizzato, nel giudizio degli intervistati, da una dinamica
sfavorevole. Se confrontiamo questi valori con quelli rilevati un anno
fa, il 2005 propone, da molti punti di vista, quasi una fotocopia
dellŽanno precedente. Maggiori novità si desumono, per converso,
dalle aspettative per il 2006. Gli italiani appaiono divisi nel
delineare lŽandamento dei prossimi dodici mesi. Tuttavia, su molte
delle "voci" prese in esame dal sondaggio, le previsioni positive
superano oggi (seppur di poco) quelle negative. In particolare, dopo
aver toccato, lo scorso anno, i propri valori minimi, gli indici di
ottimismo - ottenuti come differenza tra la percentuale di persone che
prevedono un miglioramento della situazione e quella di chi, al
contrario, paventa un ulteriore aggravamento - ritornano a salire: da -
18 a +3, per quanto riguarda lŽeconomia italiana; da - 17 a +3, per
lŽoccupazione; da - 2 a +4, in relazione al reddito personale. Anche in
politica, sebbene i pessimisti compongano ancora il gruppo più folto,
il loro numero si assottiglia e la temperatura segnata dal nostro
barometro risale da un rigido - 18 a un (pur freddo) - 4. Persino in
quegli ambiti dove lŽorizzonte continua a mostrarsi denso di nubi,
peraltro, il miglioramento rispetto alle previsioni per il 2005 appare
sensibile: sia per lŽinflazione che per il risparmio gli indici
"guadagnano" circa 13 punti. Il riassorbimento del pessimismo
riguarda un poŽ tutti i settori della popolazione, ma risulta
particolarmente evidente nellŽelettorato dellŽUnione. Se fino allŽanno
scorso erano gli elettori della Casa delle Libertà a delineare scenari
meno sfavorevoli, oggi le distanze tra i due schieramenti si riducono
e, in alcuni casi, cambiano addirittura di segno. Solo per fare qualche
esempio, lŽindice di ottimismo economico, tra i simpatizzanti
dellŽUnione, passa da - 37 a +8, mentre cresce da +18 a +24 sullŽaltro
versante dello spazio politico. Ancora più esplicito il trend riferito
alla sfera politica, dove lŽindice sale da - 26 a +13, per gli elettori
di centrosinistra, mentre si contrae da +14 a - 1 tra quelli
dellŽattuale maggioranza. Gli orizzonti tratteggiati dallŽopinione
pubblica, in altre parole, risultano fortemente condizionati
dallŽorientamento politico e dalle previsioni sullŽesito degli
imminenti appuntamenti elettorali. Più di una persona su due, del
resto, pronostica una vittoria del centrosinistra alle prossime
consultazioni politiche (53%). Meno di tre su dieci, allŽopposto,
ritengono molto o abbastanza probabile un successo della coalizione
guidata da Berlusconi (29%).
FABIO BORDIGNON
La Repubblica
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