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gennaio 4, 2006 Eurisko

LŽItalia punta su un 2006 meno nero

LŽeconomia resta il problema numero 1. Ma il mondo non fa più così paura

Il riassorbimento del pessimismo riguarda un poŽ tutti i settori della popolazione

I risultati della ricerca Eurisko per "Repubblica" evidenziano un cauto ritorno allŽottimismo

Dopo i minimi del 2005 aspettative soprattutto tra chi vota per il centrosinistra

 

  

 

ROMA - CŽè un poŽ meno pessimismo, in Italia, rispetto a dodici mesi fa. Le previsioni dei cittadini per il 2006 suggeriscono una lieve ripresa della fiducia nel futuro: è quanto emerge dallŽultimo sondaggio Demos-Eurisko, realizzato per Repubblica. Sebbene il giudizio sul 2005 - in politica, in economia, nei servizi - rimanga ampiamente negativo, gli italiani sembrano intravedere qualche bagliore di luce in fondo al tunnel. Al (parziale) mutamento del clima dŽopinione contribuiscono, in modo determinante, le aspettative - ampiamente diffuse, soprattutto nellŽelettorato di centrosinistra - di un cambio di maggioranza alle elezioni del 9 aprile.
Al pari degli anni precedenti, il 2005 ha lasciato un sapore amaro nelle bocche dei cittadini italiani. Il bilancio complessivo, per molti "capitoli" della vita pubblica, presenta una netta predominanza delle valutazioni negative. Più di sette persone su dieci hanno registrato un deterioramento delle condizioni economiche (71%), innanzitutto per quanto riguarda il costo della vita (90%) e la possibilità di risparmiare (82%). UnŽampia maggioranza di intervistati ritiene che le cose siano peggiorate per quanto riguarda lŽimmigrazione clandestina (70%), le opportunità di lavoro (59%), la politica (55%) e la pressione fiscale (53%). Anche in riferimento alla corruzione politica, lŽanno appena concluso è stato caratterizzato, nel giudizio degli intervistati, da una dinamica sfavorevole. Se confrontiamo questi valori con quelli rilevati un anno fa, il 2005 propone, da molti punti di vista, quasi una fotocopia dellŽanno precedente.
Maggiori novità si desumono, per converso, dalle aspettative per il 2006. Gli italiani appaiono divisi nel delineare lŽandamento dei prossimi dodici mesi. Tuttavia, su molte delle "voci" prese in esame dal sondaggio, le previsioni positive superano oggi (seppur di poco) quelle negative. In particolare, dopo aver toccato, lo scorso anno, i propri valori minimi, gli indici di ottimismo - ottenuti come differenza tra la percentuale di persone che prevedono un miglioramento della situazione e quella di chi, al contrario, paventa un ulteriore aggravamento - ritornano a salire: da - 18 a +3, per quanto riguarda lŽeconomia italiana; da - 17 a +3, per lŽoccupazione; da - 2 a +4, in relazione al reddito personale. Anche in politica, sebbene i pessimisti compongano ancora il gruppo più folto, il loro numero si assottiglia e la temperatura segnata dal nostro barometro risale da un rigido - 18 a un (pur freddo) - 4. Persino in quegli ambiti dove lŽorizzonte continua a mostrarsi denso di nubi, peraltro, il miglioramento rispetto alle previsioni per il 2005 appare sensibile: sia per lŽinflazione che per il risparmio gli indici "guadagnano" circa 13 punti.
Il riassorbimento del pessimismo riguarda un poŽ tutti i settori della popolazione, ma risulta particolarmente evidente nellŽelettorato dellŽUnione. Se fino allŽanno scorso erano gli elettori della Casa delle Libertà a delineare scenari meno sfavorevoli, oggi le distanze tra i due schieramenti si riducono e, in alcuni casi, cambiano addirittura di segno. Solo per fare qualche esempio, lŽindice di ottimismo economico, tra i simpatizzanti dellŽUnione, passa da - 37 a +8, mentre cresce da +18 a +24 sullŽaltro versante dello spazio politico. Ancora più esplicito il trend riferito alla sfera politica, dove lŽindice sale da - 26 a +13, per gli elettori di centrosinistra, mentre si contrae da +14 a - 1 tra quelli dellŽattuale maggioranza.
Gli orizzonti tratteggiati dallŽopinione pubblica, in altre parole, risultano fortemente condizionati dallŽorientamento politico e dalle previsioni sullŽesito degli imminenti appuntamenti elettorali. Più di una persona su due, del resto, pronostica una vittoria del centrosinistra alle prossime consultazioni politiche (53%). Meno di tre su dieci, allŽopposto, ritengono molto o abbastanza probabile un successo della coalizione guidata da Berlusconi (29%).

FABIO BORDIGNON

La Repubblica