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gennaio 3, 2006 IPR Marketing

Presente incerto ma si torna a sperare

Dichiara di avere fiducia il 28%, cinque punti in più rispetto al 2004

 

Timidi indizi di ottimismo sembrano affacciarsi nelle aspettative degli italiani nei confronti dell'immediato futuro che li attende, sebbene in presenza di una percezione del presente ancora piuttosto negativa. Tuttavia le opinioni e le attese nei confronti dell'anno 2006 sono caratterizzate, nell'immaginario degli italiani, dalla sensazione di un cambiamento che porterà una ripresa e inducono ad un lieve ottimismo. '

La fiducia. Nonostante sia ancora su indici molto bassi, la fiducia ha fatto registrare un incremento di 5 punti: dal 23 dello scorso anno al 28% attuale. Certo. siamo ancora lontani dal poter definire il popolo italiano estremamente fiducioso nel proprio futuro, ma è comunque da evidenziare una tendenza migliorativa nelle aspettative che, se pur in piccola parte, potrebbe incidere sulla ripresa dei consumi. Tuttavia al contempo va detto che, allo stato attuale, le percezioni legate al presente restano invece estremamente negative e lo si evince innanzitutto dai comportamenti che gli italiani hanno avuto in campo economico e finanziario. Questi ultimi dunque tendono a rimarcare il perdurare dell'onda lunga di una crisi economica di cui si è risentito anche all'interno delle famiglie, visto che per il 62% della popolazione il tenore di vita negli ultimi 3 anni è diminuito e la quota destinata al risparmio familiare si è affievolita da un anno all'altro,

Il risparmio e il consumo. E così che, se nel 2004 il 28% degli italiani non riusciva ad accantonare risparmio, oggi è il 37%; dunque più di un terzo della popolazione spende tutto ciò di cui dispone. La contrazione del risparmio è direttamente proporzionale anche all'aumento dell'indebitamento delle famiglie, visto che è salita nell'ultimo anno di 11 punti la percentuale degli italiani che hanno avuto bisogno di richiedere un prestito (32%c). 1 ricorso al debi.o appare fortemente concentra:o al Sud, laddove il 40% dei 'elidenti maggiorenni ha dichiarato di avere almeno un prestito in corso. Inoltre, a rendere più pesante il quadro della situazione si aggiunge il fatto che non è finalizzato ad incrementare il consumo e tanto meno ad acceAcre a beni voluttuari, come accade in altre nazioni europee o negli Usa, ma principalmente a far fronte a necessità primarie. Ne è controprova che all'aumentare della richiesta di prestiti diminuiscono i consumi ludico:ulturali quali cinema, ristoranti, teatri, viaggi e quant'altro non sia di stretta necessità per il sostentamento vitale.

La casa. Il dato sulla proprietà domestica si presta a due diverse interpretazioni di lettura. Se è vero che i proprietari soprattutto della "prima casa" salgono al 74% (+4%o in confronto al recente passato) è altrettanto vero che il 28% degli italiani, che corrisponde al 37% dei proprietari, per realizzare l'acquisto ha dovuto far ricorso ad un mutuo. Questo vuol dire che nella realtà per più di 1/3 1' essere proprietari prietari della casa in cui si risiede corrisponde a un "costo" dovuto al mutuo e che impegna una consistente fetta di reddito. La durata dei mutui in Italia si sviluppa su tempi molto lunghi: per il 39% tra i 15 e i 20 anni, mentre per un ulteriore 32%, 10 anni.

Il lavoro. La percentuale degli italiani che non lavora è pari a quella dei lavoratori con posto fisso. È in aumento il "precariato", dal 14 al 18%. In un periodo come questo, in cui la domanda di consumo supera spesso la quota di reddito disponibile, riceve consensi significativi sia la rinuncia al posto fisso (26%) che l'eventualità di prolungare l'età pensionabile (33 %%), in cambio della possibilità di veder aumentare le proprie entrate mensili.

La tecnologia. Aumentano le antenne paraboliche e i collegamenti a Internet. mentre i computer sono ormai in gran parte delle case degli italiani.

La fiducia nelle istituzioni. E' il presidente della Repubblica Ciampi a ottenere quasi il pieno di voti in relazione alla fiducia, seguito dalle Forze dell'ordine e dalla Chiesa. I partiti politici sono ultimi con appena l'8% di fiducia, preceduti solo dalle Istituzioni finanziarie, ovvero la Banca d'Italia, la Borsa e in generale le Banche raccolgono percentuali di fiducia basse. tra il 10 ed il 15%. Infine gli italiani stimano più di tutte le nazioni anglofone, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, quasi a pari merito in testa alla classifica del gradimento. Ma la vera sorpresa sembra essere rappresentata dalla Spagna che precede la Francia in terza posizione.

ANTONIO NOTO direttore ipr Marketing

Ilo Sole 24 Ore 02-01-2006