home

politiche 2006

regionali 2005

risultati elezioni

governo

congiuntura

forum

archivio

politica on line

RSS


gennaio 1, 2006 Il Mersaggero

Il premier archivia la formula firmata in tv da Vespa e ora punta su piattaforme di impegno con le categorie

Berlusconi, dal Contratto ai “contrattini”

E prepara la nuova campagna: «La sinistra degli affari non può insegnarci l’etica»

 

Cambia la strategia pubblicitaria di Forza Italia: ora punta su ironia e giochi di parole. Il manifesto è stato ideato personalmente dal premier che stavolta non comparirà

ROMA - «Dobbiamo lavorare per recuperare gli incerti e portare avanti l’operazione verità spiegando che la sinistra non è superiore sul piano etico». Silvio Berlusconi entra ed esce dalla riunione fiume del ”Motore azzurro” convocata ieri mattina a palazzo Grazioli, ma trova il tempo per tirare qualche frecciata «alla sinistra degli affari» coinvolta nelle due inchieste sulle scalate bancarie. Il presidente del Consiglio sembra più volte tentato dalla possibilità di usare contro l’Ulivo l’arma delle inchieste, ma per ora ci va cauto e lascia che la vicenda si depositi un po’ prima di attaccare a pie’ pari quella che ieri ha definito «la presunta diversità» della sinistra.
Intorno al tavolo il vertice del partito Bondi, Cicchitto, Malan, Mantovani, Palmieri, Lupi, Giro ed i due capigruppo Schifani e Vito. Davanti una serie di dossier e cartelline. Ne manca solo una: quella delle candidature. Berlusconi la conserva gelosamente nel suo studio e, raccontano, ci lavora la notte inserendo dossier, curriculum e analisi del lavoro fatto dagli uscenti. Il nodo delle liste il premier intende affrontarlo solo negli ultimi giorni «quando nessuno degli scontenti avrà tempo per prepararsi alternative», chiosa un azzurro. Non avendo obbligo di raccolta delle firme e calcolando a ritroso 46 giorni dal 9 aprile, è facile ipotizzare che le liste di Forza Italia si conosceranno solo intorno al fine febbraio.
Sulla carta restano i criteri a suo tempo esposti dal premier, ma la caccia per un posto in cima alla lista sarà certamente cruenta visto il numero di uscenti, la promessa fatta ai ministri anche tecnici di candidarli, l’esigenza di inserire una buona parte di amministratori regionali sconfitti alle ultime amministrative e l’idea di inserire una ”spruzzata” di società civile.
Soddisfatto della riuscita dei nuovi manifesti sei per tre, ieri il premier ha dato mandato di affiggerli in tutti i comuni e di nominare un «responsabile affissione» per ogni collegio. E’ forse superfluo spiegare che Berlusconi si è mostrato ottimista sulle possibilità di recupero di FI dal 17-18% attuale. Obiettivo è arrivare intorno al 24-25%. Abbandonata ogni idea di costruire insieme con gli alleati la campagna elettorale, Berlusconi sembra aver archiviato la fase dell’elaborazione del programma sul modello ”Officina” del 2001, per concentrarsi su alcuni punti del programma che ritiene vincenti, marchiandoli tutti come Forza Italia. Al passato appartiene anche l’idea della firma di un nuovo contratto con gli italiani. Sul tappeto i vertici azzurri stanno discutendo di mettere a punto una serie di ”contratti di categoria” da stipulare settore per settore, categoria sociale per categoria sociale, con tanto di disegno di legge già pronto nelle materie dove sarà possibile. E’ per questo che il premier negli ultimi due Consigli dei ministri ha chiesto ai colleghi «di indicare temi ed argomenti per iniziative da inserire nel programma». Sarà colpa delle feste di Natale o dello spirito proporzionale della nuova legge elettorale, ma la richiesta di Berlusconi sinora è rimasta inevasa e ogni ministro conserva gelosamente le proprie idee.
Ieri il premier, caricato come una molla malgrado il mal di denti, ha promesso di voler battere l’Italia «comune per comune» e ha spiegato che particolare energia metterà per spingere i candidati a sindaco di FI a Roma e a Milano». La promessa il premier l’ha fatta il giorno prima anche ad Alfredo Antoniozzi, candidato di FI contro Veltroni, spiegandogli che «a Roma chiuderà la campagna elettorale» e chiedendogli di organizzare «al più presto una cena di finanziamento» analoga a quella già organizzara a Milano per la Moratti.

di MARCO CONTI


NUOVE CARTE MEDIATICHE

«Letta in tv? Sarebbe l’asso del Cavaliere»

Sanna, guru della pubblicità: è il perfetto moderato, memorabile la sua orazione su Calipari

di MARIO AJELLO
ROMA Silvio Berlusconi, che mai ha creduto a quei pochi che osano dirgli che in televisione non è più in forma come un tempo, ora è tutto lieto per quel 32,5 per cento di share, con picchi del 53 e un tetto di quasi quattro milioni di spettatori, che ha ottenuto nell’ultima esibizione a «Porta a Porta», il 19 dicembre. Quindi, ad auto-oscurarsi, il Cavaliere non ci pensa proprio. Anzi, sta preparando una campagna «berlusconicentrica». Ma nella testa, gli frulla anche la strana idea di mandare in tivvù, nella campagna elettorale, Gianni Letta. Il che significa che l’Eminenza Azzurrina, l’uomo della discrezione per eccellenza, il campione del lavoro dietro le quinte verrà trasformato - ammesso che accetti - in un volto propagandistico, in un attore di prima fila, in un nuovo asso comunicativo nella manica del Cavaliere.
«E’ una trovata geniale!», osserva Gavino Sanna, guru della pubblicità: «Letta come volto televisivo, che narra ciò che fatto il governo e come lo ha fatto, sarebbe molto convincente». Ma Letta non è certo un istrione.... «Appunto», dice Sanna: «Proprio questo serve: un moderato. Gli italiani, abituati a mangiare il caviale rappresentato da Berlusconi, ora si troverebbero sul piatto una pietanza più discreta e potrebbero gradirla. Letta è l’anti-teatrino della politica. E poi, la sua orazione in morte di Calipari è stato il miglior discorso politico del 2005».
Letta o non Letta, Berlusconi è alla ricerca di trovate ad effetto. Anche spiritose. Ed ecco allora il buon umore contro il comunismo. Il buon umore per «affermare una visione rosea della vita contro la visione rossa» che diffonde la sinistra e che condannerà l’Italia alla «miseria e terrore». Il buon umore contro lo sfascismo dei «predicatori di sventura e dei maestri di disperazione e di cinismo» - ovviamente imbeccati da Prodi, Rutelli e Fassino - «che ogni giorno pontificano sui media». Insomma, i berlusconiani - con un gioco semi-serio - vorrebbero addirittura istituire, in vista del voto di aprile, un Ministero del Buon Umore. Il sito Internet già è pronto (www.minbuonumore.com) e anche il logo: quello tipico della Repubblica Italiana con al centro una faccia che sorride. Gli italiani più ottimisti o quelli che inviano a Forza Italia le notizie più liete (del tipo: l’Italia è diventata il Paese più ricco del mondo, Prodi prendeva i rubli da Breznev o forse da Stali...) verranno assunti al ministero del Buon Umore.
Berlusconi crede che così, in allegria, si possono battere le sinistre. E la campagna degli azzurri dovrà avere questo stile sbarazzino e spiazzante. Quello, per esempio, dei nuovi maxi-manifesti appena comparsi nelle città. Un cielo molto sereno, la scritta «Italia, forza!» e in basso l’avvertenza: «Niente paura, hai letto bene». Insieme ai poster, anche un sito: www.italiaforza.com. Sono immagini che segnano un cambio di stile propagandistico: sparisce la faccia del super-leader, non c’è più Lui effigiato in dimensioni colossali e lo slogan non è direttamente politico o politicante o politicizzato, ma molto umano.
Chi ha avuto questa idea pubblicitaria? L’ha avuta non un normale creativo, ma personalmente Lui, Silvio, Silvioooo, come direbbe Cornacchione. «Mi sembra bellissimo questo maxi-manifesto!», osserva Sanna. C’è anche il suo zampino, visto che è amico e collaboratore di Berlusconi? «Sono amico ma non collaboratore. Il Cavaliere sa fare da solo. Graficamente, questo poster la cosa migliore che c’è in giro. E’ semplice e diretto. E è privo dei soliti faccioni dei politici, che sui manifesti a me non piacciono. Prodi ha un volto che, comunque lo metti, non rende. Ma anche chi si presenta meglio di lui, se mal fotografato, sui cartelloni finisce per somigliare a King Kong».

Il Messaggero 31-12-2005