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gennaio 1, 2006 Doxa

"La crisi continuerà a mordere" gli italiani pessimisti sul 2006

Indagine Doxa: solo per il 9% sarà un anno prospero
Secondo la consueta rilevazione peggiorano le aspettative sul fronte economico. Appena il 27% prevede miglioramenti. Timori su reddito e occupazione

 

ROMA - Nel 2001, all´inizio della legislatura, 37 italiani su 100 erano ottimisti: per loro il 2002, sarebbe stato "migliore" del precedente. Oggi, nel consueto sondaggio di fine anno firmato Doxa-Gallup, che fotografa le previsioni e le aspettative dei cittadini per i dodici mesi seguenti in Italia, i pessimisti sono la maggioranza. Infatti in questo ultimo scorcio di 2005 solo il 27% degli italiani prevede un 2006 migliore mentre il 32% si aspetta il peggio, con il restante 41% che non prevede cambiamenti.
È dal 2002 che alla domanda sulle aspettative personali per il nuovo anno, i pessimisti tendono a prevalere, sia pure di poco, sugli ottimisti. Solo lo scorso anno si era registrata una lieve inversione di tendenza (con un timido +1 a favore dei fiduciosi). Il quadro che si è delineato nel corso degli anni precedenti era, invece, tutto improntato all´euforia: lo scarto tra i due "partiti" è stato infatti di 10 punti nel 2001 e addirittura tra 23 e 25 nel triennio 1998-2000; a favore dei sostenitori del "meglio che verrà". Nel dettaglio, le aspettative sull´economia e sulla disoccupazione trasudano pessimismo. Per trovare un italiano ben disposto sul quadro economico bisognerà cercare a fondo: sono infatti solo 9 su cento (il minimo storico) quelli che vedono il 2006 come un anno "prospero" mentre il 39% vede un anno difficile e quasi la metà del campione (il 48%) scommettono su un 2006 simile al 2005.
Anche per quanto riguarda l´andamento della disoccupazione, il pessimismo dilaga. Nel 2005 i pessimisti, cioè coloro che prevedono un aumento dei disoccupati, sono il 54%, e gli ottimisti, che ne prevedono una diminuzione, sono il 12% con uno scarto di ben 42 punti.
Nel capitolo "stabilità del lavoro" si aggravano i segni di scarsa tranquillità, con il 58% degli occupati che considera sicuro il proprio posto di lavoro, e il 32% che pensa di essere esposto al rischio di disoccupazione.
Allargando, infine, lo sguardo agli altre realtà nazionali, emerge un quadro variegato. Il gruppo di Paesi mediamente più ottimisti è quello dell´area asiatica: il 54% prevede un 2006 migliore e solo il 16% lo prevede peggiore. A tenere alto questo livello medio di ottimismo contribuiscono molto, anche per il peso demografico, la Cina (75% gli ottimisti e solo 5% i pessimisti) e l´India (61% di ottimisti e 15% di pessimisti). Altrettanto ottimista risulta il gruppo africano, quello delle nazioni americane e il Medio Oriente; quest´anno, per la prima volta, il sondaggio è stato fatto anche in Iraq, dove gli ottimisti (al 49%) sono maggioranza.
Ma in Europa la fiducia è ai minimi termini: nella parte occidentale del nostro continente gli ottimisti sono il 33%, i pessimisti il 29%; nell´Europa orientale sono meno numerosi gli ottimisti (al 29%), ma anche i pessimisti, (al 23%).

La Repubblica 31-12-2005