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ROMA
- Nel 2001, all´inizio della legislatura, 37 italiani su 100 erano
ottimisti: per loro il 2002, sarebbe stato "migliore" del precedente.
Oggi, nel consueto sondaggio di fine anno firmato Doxa-Gallup, che
fotografa le previsioni e le aspettative dei cittadini per i dodici
mesi seguenti in Italia, i pessimisti sono la maggioranza. Infatti in
questo ultimo scorcio di 2005 solo il 27% degli italiani prevede un
2006 migliore mentre il 32% si aspetta il peggio, con il restante 41%
che non prevede cambiamenti. È dal 2002 che alla domanda sulle
aspettative personali per il nuovo anno, i pessimisti tendono a
prevalere, sia pure di poco, sugli ottimisti. Solo lo scorso anno si
era registrata una lieve inversione di tendenza (con un timido +1 a
favore dei fiduciosi). Il quadro che si è delineato nel corso degli
anni precedenti era, invece, tutto improntato all´euforia: lo scarto
tra i due "partiti" è stato infatti di 10 punti nel 2001 e addirittura
tra 23 e 25 nel triennio 1998-2000; a favore dei sostenitori del
"meglio che verrà". Nel dettaglio, le aspettative sull´economia e sulla
disoccupazione trasudano pessimismo. Per trovare un italiano ben
disposto sul quadro economico bisognerà cercare a fondo: sono infatti
solo 9 su cento (il minimo storico) quelli che vedono il 2006 come un
anno "prospero" mentre il 39% vede un anno difficile e quasi la metà
del campione (il 48%) scommettono su un 2006 simile al 2005. Anche
per quanto riguarda l´andamento della disoccupazione, il pessimismo
dilaga. Nel 2005 i pessimisti, cioè coloro che prevedono un aumento dei
disoccupati, sono il 54%, e gli ottimisti, che ne prevedono una
diminuzione, sono il 12% con uno scarto di ben 42 punti. Nel
capitolo "stabilità del lavoro" si aggravano i segni di scarsa
tranquillità, con il 58% degli occupati che considera sicuro il proprio
posto di lavoro, e il 32% che pensa di essere esposto al rischio di
disoccupazione. Allargando, infine, lo sguardo agli altre realtà
nazionali, emerge un quadro variegato. Il gruppo di Paesi mediamente
più ottimisti è quello dell´area asiatica: il 54% prevede un 2006
migliore e solo il 16% lo prevede peggiore. A tenere alto questo
livello medio di ottimismo contribuiscono molto, anche per il peso
demografico, la Cina (75% gli ottimisti e solo 5% i pessimisti) e
l´India (61% di ottimisti e 15% di pessimisti). Altrettanto ottimista
risulta il gruppo africano, quello delle nazioni americane e il Medio
Oriente; quest´anno, per la prima volta, il sondaggio è stato fatto
anche in Iraq, dove gli ottimisti (al 49%) sono maggioranza. Ma in
Europa la fiducia è ai minimi termini: nella parte occidentale del
nostro continente gli ottimisti sono il 33%, i pessimisti il 29%;
nell´Europa orientale sono meno numerosi gli ottimisti (al 29%), ma
anche i pessimisti, (al 23%).
La Repubblica 31-12-2005
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