In base alla legge elettorale, è possibile che però al Senato vinca la Casa delle Libertà?
"E'
un'ipotesi attendibile, perché le grandi regioni pesano in termini di
maggioritario, ad esempio la situazione della Lombardia è diversa
rispetto a quella della Basilicata. La numerica senatori che sforna la
Lombardia è differente da quella della Calabria o della Basilicata.
Facendo la somma, è quindi possibile che si vada a un pareggio. Ci sono
in particolare tre regioni cardine".
Quali?
"Una è proprio la Lombardia, il Lazio e l'altra è la Puglia".
Com'è la situazione in Puglia?
"Il
distacco tra destra e sinistra è praticamente zero, perché non c'è il
problema di Fitto contro Vendola. Insomma, un pareggio non è molto
probabile ma è attendibile".
Quali sono le regioni in bilico?
"Una
è sicuramente la Puglia, dove Vendola ha vinto per la propria persona,
ma la numerica voti dei partiti era favorevole alla destra. Le altre
regioni in bilico sono il Lazio e il Piemonte".
Quanto prenderebbe se si votasse domenica la lista ulivista Ds-Margherita?
"E' abbastanza oltre il 30%, di gran lunga il primo partito".
E Forza Italia è sopra il 20%?
"Diciamo che raggiunge questa percentuale".
Alleanza Nazionale?
"Viaggia tra il 12 e il 13%".
Come sta Rifondazione Comunista?
"E' stabile al 6%".
Udc-Lega, chi è davanti?
"In questo momento è lievemente davanti la Lega, che sfiora il 6%. Mentre l'Udc è un filo sotto".
I Verdi?
"Oltre il 2% ma non di molto".
Mastella?
"Rischia di non superare il tetto del 2%, ma se si unisce a Lombardo rischia molto meno".
I Comunisti Italiani?
"Sono tranquilli, per ora non corrono il pericolo di non superare il 2%".
E Di Pietro?
"Rischia di non passare il 2%, me per me andrà con l'Unione".
Come sono messi la Dc di Rotondi e Alternativa Sociale della Mussolini?
"Si dovranno aggregare con qualcuno, sono sotto il 2%".