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dicembre 18, 2005 Prima comunicazione

LA GRANDE SFIDA

 

Megamanifesti, televisioni locali, incontri di piazza e vagoni ferroviari: dal maggioritario al proporzionale non sono i mezzi a cambiare ma, semmai, il messaggio. Se la legge elettorale sarà confermata anche dopo il vaglio del Quirinale, alle prossime elezioni si voteranno non più le persone ma soltanto i partiti e, dunque, i loro simboli. Archiviate le sfide di collegio, dovrebbero sparire i faccioni rotondi e fotoliftati dei vari aspiranti parlamentari che negli ultimi anni ci eravamo abituati a vedere appiccicati ai muri delle nostre città.

Il centrodestra, tuttavia, pur essendo lo schieramento che ha voluto abolire il maggioritario, in questa fase pre-elettorale ha deciso di scendere in campo sbandierando ancora una volta i volti dei propri leader. Oltre a Silvio Berlusconi, nelle grandi città è comparso anche il volto abbronzato e capigliatura sempre più brizzolata di Pierferdinando Casini, lanciatissimo in una sorta di primarie virtuali attraverso i manifesti 6x3. Mentre il centrosinistra - che le primarie le ha già fatte suscitando uno straordinario coinvolgimento popolare con 4 milioni di votanti - al momento ha scelto di puntare sulle idee, le proposte e soprattutto i simboli: saranno infatti solo questi che gli elettori dovranno barrare sulla scheda elettorale.

Ma cosa si sta elaborando per il momento della vera sfida elettorale? A par condicio invariata (la maggioranza non è riuscita ancora a trovare un accordo al proprio interno per reintrodurre gli spot, come vuole il Cavaliere), sarà complicato trovare quel `colpo a effetto' che da mesi Berlusconi va invocando con i suoi, stressando collaboratori e consulenti. Lui vorrebbe bissare il `contratto con gli italiani', la geniale trovata del 2001, ma nel suo staff non tutti sono convinti. "Come per i film anche di successo è raro che il secondo possa essere all'altezza del primo", afferma qualcuno sommessamente ma con convinzione. L'idea sarebbe anche quella di proporre un contratto per ogni singola categoria: dai giovani alle donne, agli anziani. Di questo Berlusconi avrebbe discusso con Gavino Sanna, il pubblicitario pluripremiato che si occupò anche delle presidenziali di Nixon, che è stato visto varcare la soglia di palazzo Grazioli. "Non è la prima volta che si rivolge a qualche guru. Anche se, come ha sempre fatto, alla fine è lui a decidere come proporsi agli elettori°, afferma Lucio Malan, il senatore forzista che fa parte dello staff comunicazione del premier. Forza Italia, infatti, finora si è sempre affidata alla propria creatività per pubblicizzare il leader, ma l'appannamento dell'immagine di Berlusconi stavolta necessita di un maquillage più deciso. E va da sé che lo slogan `Stiamo mantenendo tutti gli impegni... e andiamo avanti' riferito al primo contratto con gli italiani è apparso deboluccio anche a molti dirigenti interni del partito.

Pierferdinando Casini ha invece ereditato lo slogan creato dalla Publicis per Marco Follini e con `Io c'entro' il suo volto campeggia alle fermate accanto alla frase `La responsabilità. E questo che tiene unita l'Italia', segno chiaro che dopo aver deciso di scendere in campo in prima persona, Casini ha tutte le buone intenzioni di riposizionare la propria immagine.

Per An come al solito sta invece lavorando l'agenzia milanese Leo Burnett che già coniò lo slogan `Un solo interesse: gli italiani'. Sia Fini sia Casini hanno però deciso di affidarsi soprattutto a un tour elettorale per le cento città. Il presidente della Camera lo ha già cominciato, mettendo anche a repentaglio il suo ruolo istituzionale, mentre il leader di An lo farà in treno, alternando gli impegni di partito a quelli di governo.

Il vagone ferroviario è il mezzo che ha scelto anche Francesco Rutelli per pubblicizzare la sua Margherita, mentre già da un paio di mesi ha pianificato una serie di apparizioni televisive sulle principali reti locali, dove per quattro ore discute in filo diretto con i telespettatori. La campagna affissioni la segue invece la Saatchí&Saatchi che ha scelto di puntare su alcuni temi forti del sociale - famiglia, sanità, asili nido - rappresentati (la figure di persone compresse in uno spazio ristretto. "Tutto questo a simboleggiare la nostra volontà di riaprirli al futuro", dicono dalla Margherita rimasta orfana del responsabile comunicazione, anche se Paolo Gentiloni, andato a presiedere la commissione parlamentare di Vigilanza Rai, continua a tenere d'occhio la strategia comunicativa del partito rutelliano. Strategia che ha avuto il suo apice nel 'Big talk': la convention di due giorni sul programma svoltasi a metà novembre a Milano.

Anche i Ds, come la Margherita, hanno scelto l'immagine solare di persone sorridenti che simboleggiano la speranza nel futuro politico rappresentato dall'Ulivo e dalla Quercia e invitano tutti ad "amare l'Italia".

Nonostante le incertezze legislative relative alla nuova legge elettorale, e dopo un primo momento dì sbandamento, i partiti stanno dunque carburando i propri apparati, consapevoli che con il sistema proporzionale saranno essi stessi i veri protagonisti del marketing politico. Con il rischio che la competizione invece di essere rivolta verso lo schieramento avversario sarà soprattutto concentrata tra gli stessi alleati. Come accadeva ai tempi del proporzionale. "Ricordo che quando ero segretario del Psdi, tutta la mia campagna elettorale si concentrava a menar fendenti verso la Dc, con la quale il giorno dopo andavo a formare il governo", afferma Carlo Vizzini, plurimìnistro nella prima repubblica e oggi esponente di spicco dì Forza Italia. Ed è ciò che si sta già verificando nel centrodestra tra l'Udc e Forza Italia mentre la Lega è pronta a scendere in campo contro l'alleato centrista. "Del resto", continua Vizzini nel suo ricordo, "chi faceva parte dell'altro schieramento difficilmente avrebbe spostato il suo voto e dunque l'obiettivo era quello di rubarli al partito più grande, la Dc. Che diveniva vincente soltanto quando veniva stressato lo scontro con il Pci: nei grandi scontri frontali sono infatti le formazioni maggiori, dando più affidabilità nella tenuta, a guadagnare elettoralmente".

'Mutatis mutandis' farebbe dunque bene Berlusconi ad attaccare frontalmente lo schieramento di centrosinistra. Anche se Alessandra Ghisleri, direttore e amministratore delegato di Euromedia Reserch, nel suo ruolo di nuova sondaggista del premier, ha già dichiarato che il viscerale anticomunismo, ossessivamente richiamato in questa prima fase di campagna elettorale, non farebbe presa sull'elettore moderato. Ma il Cavaliere la pensa diversamente. "'Non date retta a chi dice che nessuno crede più al comunismo. Vorrà dire che gli italiani che ci credono voteranno per noi di Forza Italia", ha spiegato alla platea del 'Motore azzurro' riunito a Roma il 26 novembre scorso. Così si chiama infatti la macchina organizzativa della campagna elettorale del partito di Berlusconi che al kit del candidato ha sostituito consigli e indicazioni per organizzare una campagna elettorale porta a porta': dagli incontri di quartiere alle partite di calcetto fino ai '10, 100, 1.000 tè per Berlusconi'. Su base maggioritaria sono stati individuati i 475 responsabili di collegio diventati poi dei 'comitati per la vittoria' che a loro volta - questa è la prospettiva - dovranno coinvolgere i tanti altri 'volontari'. Antonio Palmieri, da sempre nello staff comunicazione di Berlusconi, parla di 250mila persone coinvolte, tra gli eletti nazionali e locali e gli iscritti, e afferma di voler fare "una campagna capillare, con manifestazioni, banchetti e cene".

Il centrodestra è però consapevole di non poter contare sulla stessa capacità che il centrosinistra ha dimostrato di avere nel mobilitare simpatizzanti e militanti, come è accaduto durante le primarie. Un'esperienza che secondo il diessino Giuseppe Giulìetti, che delle primarie è stato lo stratega della comunicazione, non dovrebbe andare dispersa anche se vige il proporzionale. "Bisognerebbe infatti mantenere una colonna sonora comune a tutto lo schieramento. Quanto più sentiranno solidarietà intorno a Prodi, tanto più le persone andranno a votare con convinzione", spiega. E se gli studenti, coordinati da Mario Morcellini, preside della facoltà di scienze della comunicazione alla Sapienza di Roma, crearono per le primarie gli slogan 'Io scelgo', 'Io partecipo', 'Io decido', 'Io governo', per le elezioni politiche Giulietta consiglia di optare per il segno 'Più' riferito a Prodi: "Perché è Più sereno, è Più affidabile, promette di meno e mantiene di Più".

Secondo Morcellini - che sulle primarie ha scritto un istant book - l'esperienza dei 4 milioni di partecipanti rappresenta uno spartiacque del marketing politico: "Il voto non è più una cambiale in bianco, è come se i cittadini si fossero messi, da soli, al centro della scena politica". Sono loro, i cittadini, ripete Giulietti, che devono dunque essere valorizzati. Come? Klaus Davi, consulente di Piero Fassìno e del'Udc, consiglia di utilizzarli come i protagonisti del messaggio, attraverso un passaparola fatto anche di adesivi da appiccicare sulle auto, sui muri, sui pali, ovunque insomma. Del tipo: "Io voto per Tizio, Caio mi ha deluso". Una campagna di comunicazione non costosa ma di impatto sicuro.

Angela Bianchi